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Thread: la felicità / felicità

  1. #1
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    la felicità / felicità

    Ciao a tutti!
    A volte vedo che le parole sensibilità, necessità, possibilità ecc vengono scritte senza l'articolo. Nel seguente contesto è corretto scrivere felicità senza articolo?

    Nessuno interroga la felicità.
    Ci illudiamo di conoscere le facce che ha.
    Last edited by vallery; 19th October 2011 at 1:36 PM.

  2. #2
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    Re: la felicità / felicità

    In questo caso io l'articolo lo reputo necessario.
    A opera del linguaggio è sorta una comunanza, una comunanza del sapere e quindi del volere, mai prima esistita.

  3. #3
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    Re: la felicità / felicità

    Sì sì, l'articolo ci vuole, non è corretto scrivere felicità senza articolo

  4. #4
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    Re: la felicità / felicità

    solitamente per le entità astratte e ideali si pone sempre l'articolo.

  5. #5
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    Re: la felicità / felicità

    Mah, non credo che basti la distinzione ente astratto o meno.
    In questa frase il verbo "interrogare" "personalizza" la felicità, quasi fosse un essere umano che dà delle risposte, per questo ci vuole l'articolo. L'articolo si potrebbe omettere quando è soggetto o quando è considerato uno stato d'animo, una sensazione:

    "felicità è un bicchiere di vino, con un panino..."

    o "l'amore causa felicità o dolore"....

    In quest'ultimo caso, e volendo mantenere un senso assoluto delle due sensazioni, io l'articolo non lo metterei né davanti a "felicità" né davanti a "dolore".

    Ma in:

    "prendere un pastiglia per alleviare il dolore/aumentare la felicità" sì, perché è quel dolore o quella felicità specifica.

  6. #6
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    Re: la felicità / felicità

    Giusto, per alcune cose, però comunque credo che, come tutti gli enti astratti, quando io li indico con articolo, indico non l'evento particolare, ma quello universale, l'idea platonica, insomma. Senza articolo diventa più generico, sfumato.

    La ricerca della felicità.
    Felicità è una bella parola.

  7. #7
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    Re: la felicità / felicità

    Sono d'accordo con Ursu-Lab, aggiungerei solo che anche la continuazione del verso, cioè "Ci illudiamo di conoscere le facce che ha" la concretizza, quindi qui non stiamo parlando sulla felicità nel senso di un fenomeno generale ...

  8. #8
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    Re: la felicità / felicità

    Quote Originally Posted by Cosimo Piovasco View Post
    ...Felicità è una bella parola.
    Questo esempio secondo me qui no vale ... Posso anche dire: cane è una bella parola, casa è una bella parola, Cosimo è una bella parola ecc....

  9. #9
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    Re: la felicità / felicità

    Appunto, francis, l'astrattezza/concretezza di un ente è relativo alla felicità come al cane (c'è il cane, o come potrebbe dire platone la Caninità, e c'è il cane che sta a casa mia...)

  10. #10
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    Re: la felicità / felicità

    Quote Originally Posted by Cosimo Piovasco View Post
    Appunto, Francis, l'astrattezza/concretezza di un ente è relativo alla felicità come al cane (c'è il cane, o come potrebbe dire Platone la Caninità, e c'è il cane che sta a casa mia...)
    No, Francis voleva dire che nella frase in questione "XY è una bella parola", la parola XY va sempre senza articolo sia essa un cane, un cornetto o un'unghia o qualsiasi parola presa a caso dal dizionario della lingua italiana, perché viene intesa nella sua valenza di lemma, cioè ha lo stesso valore di un nome proprio ("Maria è un bel nome"). L'astrattezza in questo caso non c'entra e Platone è meglio non scomodarlo.

    "Bicicletta" e "falangetta" sono delle belle parole, mi piacciono un sacco le parole che finiscono per -etta...
    La "bicicletta" è una bella parola

  11. #11
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    Re: la felicità / felicità

    Ciao, Vallery

    Ho notato che (come avviene per altri nomi astratti: "amore", "odio", etc.) si potrebbe tentare una basilare classificazione che tiene conto delle condizioni/situazioni in cui viene espresso lo stato/sentimento di felicità (/amore/odio):

    - Se esprime un concetto di felicità generica: non vuole l'articolo
    "Provava felicità" (sentimento di felicità in generale/generico)

    - Se esprime il concetto di felicità in assoluto: vuole l'articolo
    "La felicità non esiste" (il concetto assoluto di felicità)

    - Se esprime il concetto di felicità relativa: vuole l'articolo
    "Provava, per la prima volta, la felicità di correre a piedi nudi sull'erba" (la felicità relativa a quel preciso momento)

  12. #12
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    Re: la felicità / felicità

    Quote Originally Posted by Anja.Ann View Post
    Ciao, Vallery

    Ho notato che (come avviene per altri nomi astratti: "amore", "odio", etc.) si potrebbe tentare una basilare classificazione che tiene conto delle condizioni/situazioni in cui viene espresso lo stato/sentimento di felicità (/amore/odio):

    - Se esprime un concetto di felicità generica: non vuole l'articolo
    "Provava felicità" (sentimento di felicità in generale/generico)

    - Se esprime il concetto di felicità in assoluto: vuole l'articolo
    "La felicità non esiste" (il concetto assoluto di felicità)

    - Se esprime il concetto di felicità relativa: vuole l'articolo
    "Provava, per la prima volta, la felicità di correre a piedi nudi sull'erba" (la felicità relativa a quel preciso momento)

  13. #13
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    Re: la felicità / felicità

    Sottoscrivo anch'io, in linea di massima

  14. #14
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    Re: la felicità / felicità

    Grazie mille a tutti!

    Vallery

  15. #15
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    Re: la felicità / felicità

    Ciao, Anja.

    Anch'io apprezzo la scelta degli esempi. Quello che mi lascia un po' dubbioso è invece la qualificazione che dai -- nei primi due casi -- del "concetto". Non mi sembra molto nitida, per uno straniero che studia l'italiano, la differenza fra "felicità generica" e "felicità in assoluto". Ci penserò un po' su anch'io.

    GS

  16. #16
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    Re: la felicità / felicità

    Grazie, Giorgio e ammetto di avere avuto lo stesso dubbio.
    Il mio pensiero è questo (sono sicura che troverai la forma più corretta per definire i casi):

    "Concetto di felicità generica": avrei inteso indicare i casi in cui la parola "felicità" è usata in forma indipendente da cause contingenti: il motivo di tale felicità non è "qualificato" o "specificato", nella frase, da nessuna affermazione successiva:
    - Provava felicità. [Punto]

    "Concetto di felicità assoluto": per indicare i casi in cui la parola "felicità" è usata come concezione astratta di uno stato d'animo non riconducibile a nessuna situazione contingente (né generica e indipendente da cause, in quanto non specificate nella nostra frase; né relativa e dipendente da cause in quanto specificate nella frase):
    - La felicità non è di questo mondo. [Astrazione]

    Grazie
    Last edited by Anja.Ann; 21st October 2011 at 8:02 PM. Reason: typo

  17. #17
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    Re: la felicità / felicità

    Quote Originally Posted by Anja.Ann View Post
    Ciao, Vallery

    Ho notato che (come avviene per altri nomi astratti: "amore", "odio", etc.) si potrebbe tentare una basilare classificazione che tiene conto delle condizioni/situazioni in cui viene espresso lo stato/sentimento di felicità (/amore/odio):

    - Se esprime un concetto di felicità generica: non vuole l'articolo
    "Provava felicità" (sentimento di felicità in generale/generico)

    - Se esprime il concetto di felicità in assoluto: vuole l'articolo
    "La felicità non esiste" (il concetto assoluto di felicità)

    - Se esprime il concetto di felicità relativa: vuole l'articolo
    "Provava, per la prima volta, la felicità di correre a piedi nudi sull'erba" (la felicità relativa a quel preciso momento)
    Molto più semplicemente (senza tirare in ballo la distinzione tra nomi astratti e non):

    - I nomi comuni (sostantivi) vogliono generalmente l'articolo (orripilante l'uso purtroppo comune dell'omissione dell'articolo del tipo; "Ci andrò settimana prossima") tranne che in specifiche occasioni, a differenza dei nomi propri che non lo vogliono;
    - L'uso dell'articolo determinativo determina (appunto) la unicità o la specificità della parola (nella frase "La felicità non esiste" il verbo si riferisce ad una sola cosa ben precisa);
    - L'omissione dell'articolo determinativo è consentito se si vuole indicare una genericità della frase (come appunto il corretto esempio "Provava felicità" dove la causa stessa della felicità non è specificabile o irrilevante e quindi la parola assume un significato meno specifico e più generale).

  18. #18
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    Re: la felicità / felicità

    Credo che siano state fatte considerazioni molto interessanti. Credo pure che, a differenza di quanto è accaduto per altre lingue (penso all'inglese, per esempio), il problema della "presenza vs. assenza d'articolo" sia stato oggetto, in Italia, di minore investigazione rispetto ad altri paesi. Negli ambienti della didattica dell'inglese come lingua straniera è comune parlare di "articolo zero" per indicare il puro riferimento alla nozione evocata dal sostantivo così come ce lo fornisce il vocabolario della lingua. ll fatto stesso che sia sorta una categoria della descrizione grammaticale (l'articolo zero, appunto) ha contribuito a forgiare una sensibilità particolarmente accesa intorno al problema. Non mi risulta che qualcosa del genere si sia mai manifestato nella pratica glottodidattica italiana, né nei testi scolastici di grammatica italiana, dove, al più, si accenna alla "assenza" di articolo, senza cercare di capire se questa "assenza" non sia per caso, ancorché nella sua inconsistenza grafica e fonica, un preciso segnale inviato dal parlante, in modo non dissimile da quello che accade con gli articoli -- definiti o non definiti che siano.
    Non mancano certo gli elenchi e le tassonomie (montagne, fiumi, laghi, isole, nomi propri ecc. ecc.), ma quello di cui si sente la necessità (e penso con empatia agli stranieri che amano la nostra lingua) è un criterio che ci guidi a capire il contributo di "zero" all'enunciato in cui viene ad essere impiegato.
    Ecco la ragione per la quale ritengo che l'italiano abbia bisogno di un supplemento investigativo secondo linee non ancora percorse.

    Cari saluti.

    GS

  19. #19
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    Re: la felicità / felicità

    Ciao, Giorgio
    Condivido la tua opinione. Ma come solitamente avviene, in tutte le lingue, le "eccezioni che confermano le regole" sono e sarebbero forse troppe ...

    Ciao, Webfaber
    Giustamente! Ma, vedi, era mia intenzione (e speranza, disattesa, purtroppo ... vedi il commento di Giorgio) poter fornire a Vallery un quadro specifico per la parola "felicità" che includesse, possibilmente, un'esemplificazione chiara e completa di contesto applicativo

  20. #20
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    Re: la felicità / felicità

    Ciao Anja Ann!
    Mi hai fornito un bel quadro della parola felicità, e ti ringrazio. Vorrei solo dirti che non credo che esista la felicità generica ( vedi il post numero11). Grazie anche a Giorgio Spizzi per il suo commento e a webfarer, e a tutti gli altri che hanno risposto alla mia domanda. Mi avete aiutato molto e non è finita qui, rifletterò ancora e poi ancora sugli articoli in generale.
    Nella lingua russa gli articoli non ci sono proprio, perciò ho parecchie difficoltà nell’uso di essi in generale. A volte mi sembra che un articolo è un qualcosa in più… Ma so che non è così nella maggior parte dei casi.
    Nel contesto che ho riportato ( è l’ultimo verso della mia poesia, nella quale faccio il “paragone” fra il dolore e la felicità) non so se si tratta della felicità astratta o meno: credo che la felicità sia multi sfaccettata, in più, abbia moltissime facce ( non si tratta solo di visi umani), per ognuno di noi è un qualcosa di diverso, di inatteso, ognuno di noi potrebbe provare felicità in qualunque momento, e ciò che rende felice me, potrebbe lasciare indifferente qualcun altro. Vale anche all’incontrario, ovviamente.

    Vallery

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