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Thread: contesto spaziale non dicotomico

  1. #1
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    contesto spaziale non dicotomico

    Sto studiando il libro di Torsello "la sfiducia ritrovata". Purtroppo alcuni concetti mi risultano un po'ostici...e meno male che sono italiana!
    Il capitolo parla dell'economia informale sotto il socialismo nella Slovacchia del sud.

    "Nell'Europa socialista la forza dell'economia secondaria risiedeva nel non costituire un'antagonista alla primaria [...]. Ciò mette in rilievo il successo di queste pratiche là dove l'economia formale aveva fallito: legare gli attori ai mezzi di produzione e situarli in un CONTESTO SPAZIALE NE' DICOTOMICO, né lontano dal nucleo domestico."

    Il dicotomico mi mette in crisi. Io l'ho sempre visto in contesti in cui significava "duale"/ "contrapposto", ma uno "spazio non duale" non saprei proprio cosa vorrebbe dire. Avrei pensato si possa interpretare come "unitario", ma non mi convince in questo contesto. Oppure un'altra opzione potrebbe essere non duale nel senso di non suddiviso tra agricoltura e fabbrica (quindi tra villaggio e fuori), ma anche in questo caso mi sembra un azzardo.
    Voi che dite?
    Grazie.
    V.

  2. #2
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Bell'esempio di scrittura accademica inutilmente contorta, quello che riporti. Vien voglia di citare al proposito Rabelais, ma basta Nanni Moretti: "Chi parla male pensa male".
    Comunque, il senso mi pare questo: diversamente da quelli dell'industria, i lavoratori dell'agricoltura (specie di quella non centralizzata e/o rigidamente pianificata, a quanto mi sembra di intuire dal testo fratturato che precede) si sentivano legati ai mezzi di produzione e, senza allontanarsi troppo dalla residenza famigliare, svolgevano un'attività che non comportava la scissione (o contrapposizione) degli spazi di esistenza e di lavoro.

  3. #3
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Ciao.
    Io qui interpreto "dicotomico" nella sua accezione di "diviso radicalmente, scisso, separato", quindi la frase in questione significa anche per me che chi svolgeva l'attività citata lo faceva in luoghi vicini alla residenza e non separati da essa (come in effetti accade nel settore agricoltura/allevamento, dove l'abitazione è casa colonica circondata dagli ambienti in cui viene svolta l'attività lavorativa: l'eventuale stalla e i campi da coltivare).

  4. #4
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Grazie ragazzi, in effetti la vostra interpretazione ha molto senso. Mi sa che si riferisce al fatto che il socialismo puntava sulla fabbrica e quindi i lavoratori dovevano spostarsi, cosa che non facevano lavorando negli orti per arrotondare...

  5. #5
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Quote Originally Posted by violapais View Post
    Mi sa che si riferisce al fatto che il socialismo puntava sulla fabbrica e quindi i lavoratori dovevano spostarsi, cosa che non facevano lavorando negli orti per arrotondare
    Quindi si sta parlando di operai dell'industria che "arrotondano" coltivando l'orto sotto casa? Quando dice "Ciò mette in rilievo il successo di queste pratiche", a quali pratiche si riferisce?
    Ci sedemmo dalla parte del torto perché ce lo chiedeva l'Europa.

  6. #6
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Quote Originally Posted by √2 View Post
    Quindi si sta parlando di operai dell'industria che "arrotondano" coltivando l'orto sotto casa? Quando dice "Ciò mette in rilievo il successo di queste pratiche", a quali pratiche si riferisce?
    Di queste pratiche = delle pratiche dell'economia informale: coltivazione di fiori, verdure ed allevamento di animali per la vendita dei prodotti, il tutto reso possibile dalle relazioni/ amicizie o con membri delle istituzioni politiche locali, importantissime per riuscire ad ottenere favori (da un impiego in fabbrica ad una trebbiatrice per il grano in tempi rapidi)...

    Nel periodo socialista ai membri della cooperativa agricola locale veniva fornito un appezzamento dove coltivare ed allevare qualche animale, in teoria per uso privato ma in pratica no (nel senso che la gente vendeva i prodotti per arrotondare i bassi salari). Ai non-membri non venivano concessi appezzamenti ed era vietato l'allevamento di animali di grossa taglia, ma in pratica sotto banco riuscivano tutti quanti a farlo ed a rivendere i propri prodotti... le istituzioni condannavano tale pratica "formalmente", ma in pratica lasciavano correre e, anzi, in alcuni casi ne approfittavano per acquistare prodotti a prezzi bassi per scuole e mense.

    In realtà il testo in questo punto (che è la pagina conclusiva del capitolo) non fa espressamente riferimento alle fabbriche, solo al fatto che l'economia secondaria "situava gli attori in un CONTESTO SPAZIALE NE' DICOTOMICO, né lontano dal nucleo domestico". In altri punti del testo si fa riferimento al processo di industrializzazione ed urbanizzazione del periodo socialista ed il cambiamento dell'economia da agricola ad industriale. Il fatto che "il contesto spaziale dicotomico" (o meno) sia collegato a questo, è in pratica una deduzione.

    Spero di aver chiarito un po' le idee a chi ne avesse bisogno.

  7. #7
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Quote Originally Posted by violapais View Post
    Spero di aver chiarito un po' le idee a chi ne avesse bisogno.
    Insomma...
    Vabbe', è un contesto spaziale dove non si dà una separazione netta, che sconfina nella contrapposizione, tra due elementi.
    Posto che i due elementi non dovrebbero essere a) luogo di lavoro e b) abitazione (perché del nucleo domestico si dice poi), suppongo che il contesto spaziale sia il luogo di lavoro e che i due elementi siano a) economia formale e b) economia informale. Immagino una sorta di mescolanza tra: campi coltivati per la cooperativa e campi coltivati a titolo personale; strumenti di lavoro della coop e personali (magari usavano gli stessi strumenti della coop); fornitori e acquirenti; orari di lavoro per la coop e ore di lavoro dedicate al proprio "orticello" e così via.
    Ci sedemmo dalla parte del torto perché ce lo chiedeva l'Europa.

  8. #8
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Quote Originally Posted by √2 View Post
    Insomma...
    Vabbe', è un contesto spaziale dove non si dà una separazione netta, che sconfina nella contrapposizione, tra due elementi.
    E questo risolve il problema interpretativo della parola "dicotomia" alla grande... grazie!

    Quote Originally Posted by √2 View Post
    Posto che i due elementi non dovrebbero essere a) luogo di lavoro e b) abitazione (perché del nucleo domestico si dice poi), suppongo che il contesto spaziale sia il luogo di lavoro e che i due elementi siano a) economia formale e b) economia informale. Immagino una sorta di mescolanza tra: campi coltivati per la cooperativa e campi coltivati a titolo personale; strumenti di lavoro della coop e personali (magari usavano gli stessi strumenti della coop); fornitori e acquirenti; orari di lavoro per la coop e ore di lavoro dedicate al proprio "orticello" e così via.
    Pure io inizialmente avevo ipotizzato che la contrapposizione sia tra vari tipi di attività lavorativa e non tra luogo di lavoro ed abitazione... però avevo pensato a campi e fabbrica partendo dalla tesi che i campi sono tutti nei pressi del centro abitato, mentre il lavoro in fabbrica costringe a spostamenti di qualche chilometro (6 alla fabbrica più vicina, 40 a Bratislava).

    Purtroppo non riesco a finire di collegare la non-dicotomia alla mescolanza tra economia formale ed informale (che pure esisteva, come hai ben immaginato). Sebbene di primo acchito mi sembrasse un'ipotesi geniale, la frase precedente scombussola tutto: "ciò mette in rilievo il successo di queste pratiche là dove l'economia formale aveva fallito". L'economia formale, dunque, situava gli attori in un contesto spaziale nettamente separato e lontano dal nucleo domestico... cosa che accadrebbe conseguentemente anche all'economia informale se partiamo dal presupposto che ci sia una mescolanza tra le due cose.

    Quote Originally Posted by Connie Eyeland View Post
    Ciao.
    [...] la frase in questione significa anche per me che chi svolgeva l'attività citata lo faceva in luoghi vicini alla residenza e non separati da essa (come in effetti accade nel settore agricoltura/allevamento, dove l'abitazione è casa colonica circondata dagli ambienti in cui viene svolta l'attività lavorativa: l'eventuale stalla e i campi da coltivare).
    L'interpretazione di Connie e di Eden, ieri, mi è sembrata migliore della mia idea iniziale di separazione tra lavoro in fabbrica e nei campi perché mi permetteva di leggere la frase in modo diverso, ma comunque sensato (ed oltretutto non tirava in ballo elementi non citati, come avevo fatto io con la fabbrica):

    "... legare gli attori ai mezzi di produzione e situarli in un
    contesto spaziale dove non c'è né una separazione netta [nel senso che l'attività rimane "familiare", "domestica"], né un'effettiva lontananza dal nucleo domestico"
    Last edited by violapais; 22nd April 2013 at 3:49 PM.

  9. #9
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Ciao, Viola.
    La mia interpretazione scaturiva, per deduzione, dai non molti dati a disposizione nel contesto fornitoci ieri, senza una conoscenza di base da parte mia dell'argomento in sé.
    Viceversa, V2 è un'esperta in questo campo, per cui la sua interpretazione è certamente sorretta da una solida conoscenza del tema generale; pertanto è oro colato rispetto alla mia interpretazione terra-terra.

  10. #10
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    Re: contesto spaziale non dicotomico

    Grazie per la fiducia, Connie E' vero che so una cosa o due su economia formale e informale ecc., ma sinceramente senza aver letto il libro, o almeno una sua parte, non so dire con certezza quale sia la dicotomia. Tra l'altro, dovrei capire bene cosa l'autore intenda per economia primaria e secondaria e per economia formale e informale (non è scontato, putroppo), ma sarebbe un OT maiuscolo grassetto
    Ci sedemmo dalla parte del torto perché ce lo chiedeva l'Europa.

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