d eufonica

Discussion in 'Solo Italiano' started by Necsus, Sep 24, 2007.

  1. Necsus

    Necsus Senior Member

    Formello (Rome)
    Italian (Italy)
    Da questo thread in I/E:
    L'affermazione di Dani in realtà è assolutamente rispondente a verità. Il ricorso alla 'd eufonica' solo nel caso di vocali uguali non è una regola, ma è certo una tendenza d'uso destinata molto probabilmente a diventarlo:

    Crusca - L'uso della 'd' eufonica, secondo le indicazioni del famoso storico della lingua Bruno Migliorini, dovrebbe essere limitato ai casi di incontro della stessa vocale, quindi nei casi in cui la congiunzione e e la preposizione a precedano parole inizianti rispettivamente per e e per a (es. ed ecco, ad andare, ad ascoltare, ecc.);

    Pistone - Ripetiamo un consiglio: usare la d quando la vocale iniziale della parola seguente è la stessa: ad andare, ed Europa, od obbligare; non usarla quando la vocale iniziale della parola seguente è diversa: a esempio, e io, o anche; non usarla nemmeno quando, pur essendo la vocale iniziale della parola seguente la stessa, vi sia nei dintorni un'altra d a dar noia all'orecchio: a Adamo, e educato, o odore.

    Scioglilingua - Non c’è una norma precisa, ma una consuetudine o un gusto prevalente. Personalmente consiglierei di usare la “d” eufonica solo nei casi in cui ci sia un incontro di vocali uguali.

    Wikipedia - L'uso della d eufonica è possibile quando c'è un incontro con un'altra vocale, mentre è obbligatorio quando è destinato ad evitare l'incontro cacofonico di due suoni identici, cioè [a] con [a], [e] con [e] (ma non con [ɛ]) e [o] con [o] (ma non [ɔ]), oltre che in certe locuzioni cristallizzate come "ad esempio". Non può esserci d eufonica se fra le due vocali c'è una pausa.
     
  2. bubu7

    bubu7 Senior Member

    Roma (ITALIA)
    Italiano
    Ringraziamo Necsus per questi ottimi interventi di sintesi.
    Solo una piccola precisazione.
    L'uso della d eufonica non è mai obbligatorio; è solo consigliabile nei casi riportati da Necsus. :)
     
  3. Necsus

    Necsus Senior Member

    Formello (Rome)
    Italian (Italy)
    Prego, bubu. E grazie per la precisazione.
    Aggiungo solo, per chiarezza, che nel mio intervento non ho considerato l'eventuale obbligatorietà del fenomeno della 'eufonizzazione', limitandomi a segnalare come essa sia anzi sempre più circoscritta ormai ai casi di incontro tra vocali uguali. E non ho riportato altri casi, ma contributi a conforto di detta tesi. Io sono comunque dell'idea che la -d eufonica, prevista obbligatoriamente o meno che sia, è praticamente irrinunciabile quando le due vocali che si incontrano sono uguali..! :)
     
  4. bubu7

    bubu7 Senior Member

    Roma (ITALIA)
    Italiano
    Anche nei casi, riportati da Pistone, di presenza di un'altra d nelle vicinanze? :confused:
     
  5. Necsus

    Necsus Senior Member

    Formello (Rome)
    Italian (Italy)
    Per quanto mi riguarda, sicuramente sì! ;) Al mio orecchio suonano molto più cacofonici e difficilmente pronunciabili a Adamo, e educato, con l'accostamento delle due vocali uguali, che ad Adamo, ed educato, con la ripetizione della sillaba. Ed essendo in questo caso il fine ultimo l'eufonia, la mia scelta è ovvia. Peraltro ho la netta impressione che i casi in cui si possono presentare allitterazioni di questo tipo siano piuttosto rari.
     
  6. laurentius87

    laurentius87 Senior Member

    Turin, Italy
    Italian
    Pistone non mi convince, anche perché ad esempio è una formula (di origine latina) che si è ormai fissata e difficilmente direi a esempio.
     
  7. annapo

    annapo Senior Member

    In realtà, venticinque trent'anni fa, quando io ero alle elementari, ai bambini italiani si insegnava che la "d" eufonica doveva essere collocata sempre fra due vocali (di qualunque tipo) e perciò scrivevamo non solo ad esempio, ma anche:

    ad uso e consumo
    ad integrazione
    ad esaurimento scorte
    ad ogni buon conto
    ad eccezione di
    ecc...

    In seguito (ma ero già all'università) ho cominciato a sentire che l'uso della "d" eufonica veniva scoraggiata in quanto considerata un arcaismo, salvo nell'unico caso di vocali uguali (od ostentazione, ad aggiungere, ed esemplificare) o davvero molto simili nel suono.

    Personalmente me ne infischio dell'arcaismo, a me la "d" eufonica piace e la uso...
     
  8. phiona Senior Member

    Milano, Italia
    Italiano
    Però
    tu ed io
    suona
    tu e dio
    per questo io dico sempre
    tu e io
     
  9. federicoft Senior Member

    Italian
    Direi di no, la pronuncia è diversa, almeno in italiano standard.
    [tu ed io]
    [tu e ddio]

    Nel secondo caso c'è un raddoppiamento fonosintattico.
     
  10. marco.cur Senior Member

    La d eufonica si può usare con tutte le vocali, ma va usata cum grano salis.

    Se ripetuta, come a volte capita, quattro o cinque volte nello stesso periodo rende la lettura molto pesante.

    Personalmente la uso spesso quando scrivo, poi in seconda lettura ne cancello un bel po'.
     
  11. yamanofudo New Member

    Italian - Italy
    mi ricordo che la mia ottima professoressa del liceo mi spiegò una volta, correggendomi una frase, che la "e congiunzione" vuole obbligatoriamente (non solo preferibilmente) la "d" eufonica se segue una parola iniziante con vocale "e".
     
  12. Il Reine Junior Member

    Jena (DE)
    Neuhochdeutsch
    La "d" eufonica, ossia "bensonante", va sempre applicata all'incontro di due vocali. Per quanto mi riguarda è motivata etimologicamente (et»ed - ad»ad - aut»od) e facilita la pronuncia. La userei sempre evitando eccessivi correttismi.
     
  13. Fra11 Senior Member

    Italiano
    Come si evince da tutti gli interventi, dato che la "d eufonica" serve a favorire la lettura, anziché farsi guidare da regole precise, la cosa migliore è probabilemnte quella di valutare bene i casi in cui è più opportuno inserirla.
     
  14. o-nami

    o-nami Senior Member

    Torino, Italia
    Italian
    In tutte le case editrici presso le quali ho lavorato come redattore, la regola vigente è che la "d" eufonica si usi solamente con vocali uguali. Mentre locuzioni come "ad esempio", venivano sostituite con "per esempio".
    Per ciò che riguarda la mia opinione, sono d'accordo con Fra11: valutare bene se e quando usarla.
     
  15. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    Perché :mad:? Ad esempio è italiano correttissimo...
     
  16. pizzi

    pizzi Senior Member

    Aosta
    Italian, Italy
    Come ci si comporta in questi casi?

    Ed aiuole o e aiuole; ed aeroplani o e aeroplani?

    piz
     
  17. cercolumi

    cercolumi Senior Member

    italiano
    Ciao Piz! :)
    facendo qualche esempio concreto mi rendo conto di non seguire regole nell'uso della d eufonica, ma di usarla quando mi suona corretta (sarebbe più giusto dire musicale) all'interno della frase.

    Vi erano villini standard nel quartiere, ognuno dei quali dotato di giardino e aiuole di....
    Rose profumate ed aiuole fiorite sono tutto ciò che ricordo di quel viale.

    Treni, navi e aeroplani sono mezzi di trasporto di massa.
    Automobili ed aeroplani in miniatura sono sempre stati oggetto di collezionismo.

    E' probabile che qualcun'altro sia portato a fare scelte diverse dalle mie, o non la usi affatto in queste frasi.
    Io continuo ad usarla senza curarmi troppo delle regole; quando sento che "mi suona bene" la inserisco senza farmi troppi problemi.
     
  18. VogaVenessian

    VogaVenessian Senior Member

    Venezia
    Italiano
    ...e nessuno ammette che non si scriva mai lasciando libero il lettore di farla "suonare bene" o "non suonare affatto"?
     
  19. cercolumi

    cercolumi Senior Member

    italiano
    Ciao Voga :)
    Scusa ma non riesco a capire il senso di ciò che hai scritto. :confused:
     
  20. VogaVenessian

    VogaVenessian Senior Member

    Venezia
    Italiano
    Mi spiego meglio: non si scrive mai la "d" eufonica! Quando leggi, la "d" se vuoi la pronunci; se non vuoi ne fai a meno.
    Visto che - dai post precedenti - si evince una certa libertà nei confronti della "d", penso che la mia idea non risulti tanto scorretta.
     
  21. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    Che vuol dire, che le cose le leggi come ti pare? Quindi un apostrofo non lo leggi, un troncamento lo ignori, e così via?
    Non voglio essere irritante, chiedo solo a titolo informativo.
     
  22. VogaVenessian

    VogaVenessian Senior Member

    Venezia
    Italiano
    Più o meno è così. Personalmente mi viene spontaneo aggiungere la D durante la lettura perchè lo scontro delle vocali è immediatamente cacofonico. Mi rendo conto che la regola dice di comportarsi diversamente. Però non sopporto la scrittura di OD. Per quanto riguarda l'apostrofo invece lo leggo e lo scrivo ...non mi pare la stessa cosa.
     
  23. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    Temo di dover dissentire, allora, su questo punto. Trovo che l'inserzione o meno di una lettera eufonica sia in alcuni stili letterari necessaria alla comprensione onomatopeica di alcuni ambienti o concetti espressi, dunque andrebbero sempre espresse a seconda delle proprie esigenze letterarie (o linguistiche in senso lato, per i testi non letterari).
    Ad esempio, ho notato di recente che il Luperini, nei suoi manuali di letteratura, quasi non fa uso di apostrofi. Questo immagino sia, da parte sua, un tentativo di rendere la scrittura piana e prosaica. Al contrario, per fare un esempio nemmeno troppo epocale di grafia letteraria, Pirandello apostrofa i plurali per dare maggiore rapidità e agilità testuale. E ovviamente ogni autore ha una sua semiotica fonologica (ovviamente non arbitraria, ma interpretata arbitrariamente a partire da un tessuto comune).
     
  24. cercolumi

    cercolumi Senior Member

    italiano
    Ora è un po' più chiaro Voga.
    Quindi tu saresti per la totale eliminazione della D eufonica durante la scrittura? Non riesco a trovarmi d'accordo con questa provocazione, a mio giudizio anche l'utilizzo della d eufonica può concorrere al caratterizzare uno stile di scrittura e la sua sparizione, oltre al fatto di non essere ipotizzabile, impoverirebbe comunque la nostra lingua.
    E poi, come diceva anche Cosimo, se dovesse valere questa regola per la d allora perchè non per gli apostrofi o per la corretta punteggiatura. Perchè non lasciare al lettore l'individuare a suo piacimento le pause, ove gli aggradasse, all'interno delle frasi e tra una frase e l'altra?
    Quanto all'OD sono totalmente d'accordo con te invece, non l'ho mai usato né lo userei mai.
     
  25. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    "od" dovrebbe usarsi solo quando l'alternativa è ancora meno eufonica. Ad esempio, cosa fare quando si scrive "od oggi"?
     
  26. cercolumi

    cercolumi Senior Member

    italiano
    Scriverei sicuramente "o oggi" Cosimo.
    "Parti domani o oggi?" a me non disturba affatto.

    Edit:
    ...e non mi disturba perchè non lo uso neanche nel parlato, non pronuncio "od oggi" ma "o oggi"
     
    Last edited: Feb 26, 2012
  27. VogaVenessian

    VogaVenessian Senior Member

    Venezia
    Italiano
    Bella discussione. Ringrazio Cosimo e Cercolumi in particolare. Interessante quanto dice di Luperini e Pirandello.Certamente non avrei il coraggio di scrivere "a esempio".
     
  28. infinite sadness

    infinite sadness Senior Member

    sicilia
    bilingue siciliano-italiano
    A mio avviso la "d" di "ad esempio" non è eufonica, bensì grammaticale, riproducendo la formula latina "ad + accusativo". O no?
     
  29. VogaVenessian

    VogaVenessian Senior Member

    Venezia
    Italiano
    Grazie! Non si finisce mai di imparare! Approfondirò.
     
  30. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    Ciao, Voga.

    Adesso non ti capisco io: la tua frase "non si scrive mai la "d" eufonica!" è l'asserzione d'una norma o la manifestazione d'un auspicio?

    Cari saluti.

    GS
     
  31. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Aggiungo alla tua domanda quella mia: Non è che in tutti i casi della "d eufonica" si tratta d'origine latina?

    A mio avviso, in genere, non tanto si tratta della "riproduzione" della forma latina ma piuttosto di "conservazione" della consonante finale se questa si trova tra due vocali. Le forme latine delle parole italiane che vengono in considerazione, quindi a (ad), e (ed), o (od) sono ad, et, aut, coiè terminano con la consonante d o t. La t latina diventa d (quindi sonora) per conseguenza della cosiddetta lenizione intervocalica. Insomma, questa d eufonica non mi pare una scelta ad hoc (non abbiamo p.e. una b eufonica), ma piuttosto una "continuazione" della corrispondente d/t latina.

    P.S. L'espressione concreta "ad esempio" è creata a seconda del latino "ad exemplum", però l'uso di ad invece di a, secondo me, è il caso della d eufonica anche qui.
     
    Last edited: Mar 1, 2012
  32. VogaVenessian

    VogaVenessian Senior Member

    Venezia
    Italiano
    Auspicio! E anche regola mia personale ...con eccezioni. Ciao Giorgio
     
  33. oh bice Senior Member

    Trezzo sull'Adda
    Italiano
    Si potrebbe allora anche scrivere sempre la d, e leggerla a piacere... ma no, forse è diseconomico, evitando sempre la d si risparmiano battute ;-)

    Io cancello sempre un sacco di d inutili, quando sono alle prese con scritti altrui... per qualcuno 'sta d sembra essere una vera passione!
    In realtà è (quasi sempre) pesantissima da leggere, a parer mio.
     
  34. phiona Senior Member

    Milano, Italia
    Italiano
    Assolutamente d'accordo con oh, bice.
    La passione può essere tale che un mio capo metteva la d anche tra consonanti.
    Imperdibili i suoi discorsi natalizi:
    "Quest'anno abbiamo raggiunto i risultati ed dovremo farlo anche l'anno prossimo"
     
    Last edited: May 30, 2013
  35. Federico García Lorca

    Federico García Lorca Junior Member

    España
    Italiano
    Tanti anni fa, quando facevo la traduttrice, quello che allora svolgeva le mansioni di capo ci obbligò a conformarci alle regole di un manuale di stile (si chiamava proprio cosí, 'Manuale di Stile', ma non saprei fornire ulteriori informazioni bibliografiche sul testo in questione. In questo manualetto si diceva che la d eufonica era obbligatoria sempre, quando la vocale iniziale della parola seguente era la stessa, quando si trattava delle espressioni "ad oggi"l "ad ora" (e non so se ce n'erano anche altre). In tutti gli altri casi ne veniva sconsigliato l'uso.

    Personalmente non saprei dire...questo manuale (che il capo considerava come il vangelo dell'ufficio) mi forní l'unica occasione della mia vita per domandarmi se ci fosse un criterio per decidere quando utilizzare l'eufonica che non fosse solo a orecchio.
     
  36. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Io (NB: non madrelingua) ho una certa tendenza di usare questa "d" eufonica, soprattutto nella forma scritta (forse influenzato dal WR forum :)). Nel parlato la uso probabilmente così (più o meno ... non ne sono del tutto sicuro, visto che uno non si controlla quando parla):

    A un amico, a una amica ...
    Questo libro lo do a Anna
    Ad esempio
    Vado ad Acona
    Non riesco ad alzarmi presto (a alzarmi mi suona addirittura male)
    Provo ad andare

    Maria ed Eva (se ci penso bene, allora anche Maria e Eva)
    Maria è bella ed elegante (ma forse anche bella e elegante)
    Tu ed io
    Maria parla molto ed esagera

    Od - probabilmente non lo uso mai

    Allora vorrei sapere la opinione dei madrelingua, cioè se i miei esempi inventati ad hoc vi paiono "abbastanza naturali" o no ...
     
  37. Youngfun

    Youngfun Senior Member

    Pekino, Ĉinujo
    Chinese/Italian - bilingual
    Secondo me, conviene scrivere ad esempio quando significa "per esempio" perché ormai è una forma cristallizzata.
    Invece... "prendere a esempio".
     

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