dialetto Bolognese: t'al deg me.

Discussion in 'Solo Italiano' started by Lucidstorm, Jan 6, 2013.

  1. Lucidstorm Junior Member

    Italian
    Salve cosa vuol dire t'al deg me nella frase: "sei mesi alle presse, t'al deg me, poi altro che dir porcherie alla radio". Dal film "Lavorare con lentezza" del 2004.
     
  2. bo-marco Senior Member

    Modena
    Italiano Italia - Emiliano Mirandola
    te lo dico io
     
  3. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    Naturalmente la traduzione di bo è perfetta. Tuttavia è molto importante capire qual è il contributo dell'espressione alla più ampia frase in cui è inserita. Non ho visto il film ma posso immaginare che l'enunciatore — che potrebbe essere un operaio di Cipputi — sia molto incavolato con qualcuno che "dice porcherie alla radio" e gli augura di andare a lavorare — come dire: "lavorare sul serio" — alle presse d'uno stabilimento siderurgico. Tipo: "Te lo dico io quel che ti farei! Ti manderei a lavorare sei mesi alla pressa; altro che andare alla radio a dire delle porcherie!".

    GS
     
  4. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Ciao Giorgio!

    Come si può analizzare la parola "al" nella detta frase?

    (il resto mi è chiaro visto le mie lunghe radici emialiano-transuraliche)
     
  5. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    È semplice, Francis.

    "(a) t'al dég mé" = (io) te lo dico io

    al: pronome personale, complemento, maschile, singolare

    Es. (mé) al vad = (io) lo vedo

    Questo al è omofono e omografo del pronome personale al = egli : "al magna per duu" "(lui) mangia per due", nonché dell'articolo determinativo maschile singolare al = il : "al cinno l'é rivèè" = "il ragazzo è arrivato".

    Ciao.

    GS
     
  6. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Grazie, Giorgo. Quello che non mi sembrava probabile è che "al" possa corrispondere direttamente a "lo" italiano (dal punto di vista formale). Invece, se "al" sta anche per "egli" e "il" (cfr. él e el in spagnolo), allora la evoluzione etimologica la riesco ad immaginare ...
     
    Last edited: Jan 7, 2013
  7. bo-marco Senior Member

    Modena
    Italiano Italia - Emiliano Mirandola
    Al sórag al al mórśga = Il topo (esso) lo morsica
     
  8. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    Ciao, bo.

    Immagino che con le "o" con l'accento acuto tu voglia rappresentare delle "o" chiuse, come in "ora", sono", "loro". È chiusa anche quella di "morsga"?
    Una curiosità: quale suono vuoi rappresentare per mezzo di "ś" ? Forse la "s" sonora dell'italiano "rosa"?
    E già che ci siamo, non sei riuscito a batterla con una comune tastiera, vero?

    GS
     
  9. bo-marco Senior Member

    Modena
    Italiano Italia - Emiliano Mirandola
    Sì la ó di sorag e morsga è chiusa: ['sorag] ['morzga].

    Per l'utilizzo dei segni diacritici mi sono attenuto alle convenzioni del dialetto Ferrarese (abbastanza simile al mio)
    http://dialetto.comune.fe.it/index.phtml?id=83
    e condiviso dagli studiosi di dialettologia
    http://dialetto.comune.fe.it/index.phtml?id=395

    il Sit Bulgnais usa invece
    http://www.bulgnais.com/

    per rappresentare il fonema /z/

    In emiliano non ci sono regole fisse per determinare se una S è sorda o sonora (sorde e sonore di possono trovare in qualunque posizione, ad inizio/fine parola o in posizione intervocalica). Inoltre il suono della S è distintivo all'interno di parole omografe: es. śnar (/'znar/ = gennaio) vs snar (/'snar/ = cenare), paś (/'paz/ = pace) vs pas (/'pas/ = passo), śóta (/'zota/ = cibo per maiali) vs sóta (/'sota/ = sotto).

    Naturalmente sto parlando dell'emiliano che si parla dalle mie parti; in altri luoghi gli esempi potrebbero variare ma il concetto non cambia.

    P.S. Effettivamente il grafema ś non si trova sulle tastiere, di solito faccio dei copia/incolla.
     

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