Italiano standard

Discussion in 'Solo Italiano' started by lidia1201, Sep 20, 2006.

  1. lidia1201

    lidia1201 Junior Member

    Serbia/serbo
    Ma come gli italiani del Nord Italia riescano a non usare il "raddoppiamento fonosintattico" e pronunciare, per esempio, /a 'kasa/ anziché /a k'kasa/ (a casa)?
    A proposito, ho letto che l'italiano standard (neutro) viene usato solo dagli attori, doppiatori, annunciatori e presentatori. Dove (non parlo delle regioni) e come si può apprendere l'italiano standard?

    Grazie.
     
  2. sabrinita85

    sabrinita85 Senior Member

    Rome, Italy
    Italian
    In una scuola di dizione. O altrimenti con un buon libro di fonetica e prestando, altresì attenzione alle trascrizioni fonetiche riportate sui dizionari di italiano.
     
  3. BlueWolf

    BlueWolf Senior Member

    Italy
    Italian
    Se non sbaglio in IPA casa verrebbe scritta /'kaza/, non /'kasa/, no?
     
  4. gabrigabri

    gabrigabri Senior Member

    奥地利
    Italian, Italy (Torino)
    A me sembra di riuscirci! E sono di Torino!
    Per esempio non dico "vengo daffirenze!":)
     
  5. sabrinita85

    sabrinita85 Senior Member

    Rome, Italy
    Italian
    No, dipende dalle regioni. In Toscana, ad esempio, non si dice ['kaza], ma ['kasa], e tra l'altro è proprio così che bisognerebbe dirlo in italiano, anche se ora, in tutta Italia, si tende molto a sonorizzare quella 's' e farla diventare simile a una 'z'. È un po' come l'esempio di borsa, c'è chi dice ['borza] e chi ['borsa], ma la forma corretta è quest'ultima.

    Credo che Lidia intendesse proprio questo: come mai quelli del nord riescono a non fare il raddoppiamento fonosintattico, al contrario di quello che fanno, appunto i toscani o i romani.
     
  6. Paulfromitaly

    Paulfromitaly MODerator

    Brescia (Italy)
    Italian
     
  7. claudine2006

    claudine2006 Senior Member

    Andalucía Spain
    Italy Italian
    Non so, io non sono del Nord, ma non dico "a ccasa"!:eek:
     
  8. Heliand

    Heliand Senior Member

    Venice
    ITALY
    Il raddoppiamento fonosintattico è un tipo di assimilazione, che serve per legare due suoni in contesti sonori precisi. Nelle vecchie esercitazioni di glottologia(.......................) ricordo anche -tu [d:]ici- e ce ne sono all'infinito.
    Mi pare si sia verificato inizialmente con una certa frequenza di occorrenze in Toscana e in Romania occidentale (non ricordo il periodo ed esistono diversi tipi di questo fenomeno), è un parametro fonologigo oggi di alcune varietà di italiano. E' un residuo dell'assimilazione delle consonanti latine finali. Non saprei però dire perchè è + frequente al centro-sud. Ci possono essere ragioni di vario genere che hanno influito poi sulla lingua.
     
  9. lidia1201

    lidia1201 Junior Member

    Serbia/serbo
    Così è scritto nel manule sulla fonetica, fonologia, pronunca standard e pronuncie regionali.
     
  10. claudine2006

    claudine2006 Senior Member

    Andalucía Spain
    Italy Italian
    In effetti, ci sono alcune regioni in cui ciò avviene (Toscana, Lazio, Campania) ma i dialetti del centro-sud Italia sono così vari che la generalizzazione fatta dal manuale mi sembra fuorviante.
     
  11. lidia1201

    lidia1201 Junior Member

    Serbia/serbo
    PronunciA standard; è una sola.
    Avevo cancellato la "i" della prima parola invece di quella seconda :)
     
  12. claudine2006

    claudine2006 Senior Member

    Andalucía Spain
    Italy Italian
    Scusa, scusa, hai ragione. Una sola pronuncia standard!;)
     
  13. Necsus

    Necsus Senior Member

    Formello (Rome)
    Italian (Italy)
    Per chi ne vuole riconoscere l'esistenza, in teoria l'italiano standard, o modello, che riguarda solo l'italiano parlato, in quanto nello scritto il problema non dovrebbe sussistere, sarebbe quello in cui non si individua, o lo si fa il più tardi possibile, la provenienza regionale e sociale di chi parla. Ed è di fatto quello delle scuole di dizione e recitazione e del doppiaggio, ambiente che io ho occasione di conoscere, e che ha come base il fiorentino depurato di alcuni elementi specifici, ad esempio l'aspirazione della 'c'.
    Per quanto riguarda il 'raddoppiamento (fono)sintattico', un fenomeno che tutti usiamo, anche se spesso inconsciamente, credo che sia opportuno dedicargli un altro thread, cosa che ho fatto. :)
     
  14. Cecilio

    Cecilio Senior Member

    Valencia, Spain
    Spanish, Valencian/Catalan
    L'usano anche gli insegnanti? Per esempio, un italiano che fa lezioni di italiano per stranieri: cosa si fa di solito per la pronunziazzione? Usare lo standard al 100 %? Approssimarsi un po? Parlare in acento siciliano, toscano o bergamesco? Io ho avto soltanto una professoressa nativa di italiano e mi apre che pronunziava lo standard, ma faceva la "r" moscia. Cosa pensate?
     
  15. MAVERIK

    MAVERIK Senior Member

    Tuscany
    Italy Italian
    Certo Necsus, l'italiano standard è quasi sicuramente quello insegnato nelle scuole di dizione, recitazione e doppiaggio e dunque senza, per quanto sia possibile, accenti regionali. Nella quotidianità ciò è praticamente impossibile o quasi , specialmente per noi toscani che siamo abituati a troncare le parole, ad aspirare o eliminare del tutto la "c" e usare spesso dei vocaboli che vengono definiti "toscanismi" (alcune volte anche per scritto).
     
  16. sabrinita85

    sabrinita85 Senior Member

    Rome, Italy
    Italian
    Beh, il problema o non problema, è che l'insegnante di italiano per stranieri, è raro che faccia corsi di dizione, se non per gusto personale.
    Calcola che anche io, ora come ora, che sto al terzo anno di università potrei fare il lettore di lingua (o anche l'assistente di italiano) nelle università straniere. E io non ho mai fatto dizione, né tutti i ragazzi che ogni anno partono e svolgono questa mansione.
    Il lettore di lingua, o l'insegnante di lingua per stranieri, dovrebbe tentare di fare del suo meglio: cercare di parlare un italiano pressoché perfetto, senza inflessioni dialettali. Purtroppo questo è abbastanza difficile, perché anche se la sintassi è impeccabile, l'inflessione, più o meno accentuata, è sempre presente.
    Quindi, chi ha seguito le lezioni di un pugliese, ad esempio, pronuncerà molte parole con la /e/ troppo aperta o troppo chiusa e così succede anche per noi italiani, quando seguiamo le lezioni di un sudamericano che, per forza di cose, avrà un marcato seseo.
    Ma per voi stranieri è difficile riconoscere le varie parlate, e non vi accorgete che state parlando con l'inflessione di una tale regione italiana, come per me è difficile riconoscere un gijonese da un madrileno.
     
  17. Necsus

    Necsus Senior Member

    Formello (Rome)
    Italian (Italy)
    Sì, naturalmente è così. Quello che volevo sottolineare è che una lingua modello che può fare da riferimento in realtà esiste, ed è molto vicina a quella scritta, tranne per fenomeni quali appunto il raddoppiamento (fono)sintattico. :)
     

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