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la felicità / felicità

Discussion in 'Solo Italiano' started by vallery, Oct 19, 2011.

  1. vallery Senior Member

    Italy
    Russian
    Ciao a tutti! :)
    A volte vedo che le parole sensibilità, necessità, possibilità ecc vengono scritte senza l'articolo. Nel seguente contesto è corretto scrivere felicità senza articolo?

    Nessuno interroga la felicità.
    Ci illudiamo di conoscere le facce che ha.
     
    Last edited: Oct 19, 2011
  2. Mutti57 Senior Member

    italy
    italian
    In questo caso io l'articolo lo reputo necessario.
     
  3. fabinn Senior Member

    Toscana
    Italiano
    Sì sì, l'articolo ci vuole, non è corretto scrivere felicità senza articolo
     
  4. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    solitamente per le entità astratte e ideali si pone sempre l'articolo.
     
  5. ursu-lab

    ursu-lab Senior Member

    Lunezia
    italian, catalan & spanish
    Mah, non credo che basti la distinzione ente astratto o meno.
    In questa frase il verbo "interrogare" "personalizza" la felicità, quasi fosse un essere umano che dà delle risposte, per questo ci vuole l'articolo. L'articolo si potrebbe omettere quando è soggetto o quando è considerato uno stato d'animo, una sensazione:

    "felicità è un bicchiere di vino, con un panino..." :D

    o "l'amore causa felicità o dolore"....

    In quest'ultimo caso, e volendo mantenere un senso assoluto delle due sensazioni, io l'articolo non lo metterei né davanti a "felicità" né davanti a "dolore".

    Ma in:

    "prendere un pastiglia per alleviare il dolore/aumentare la felicità" sì, perché è quel dolore o quella felicità specifica.
     
  6. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    Giusto, per alcune cose, però comunque credo che, come tutti gli enti astratti, quando io li indico con articolo, indico non l'evento particolare, ma quello universale, l'idea platonica, insomma. Senza articolo diventa più generico, sfumato.

    La ricerca della felicità.
    Felicità è una bella parola.
     
  7. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Sono d'accordo con Ursu-Lab, aggiungerei solo che anche la continuazione del verso, cioè "Ci illudiamo di conoscere le facce che ha" la concretizza, quindi qui non stiamo parlando sulla felicità nel senso di un fenomeno generale ...
     
  8. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Questo esempio secondo me qui no vale ... Posso anche dire: cane è una bella parola, casa è una bella parola, Cosimo è una bella parola ecc....
     
  9. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    Appunto, francis, l'astrattezza/concretezza di un ente è relativo alla felicità come al cane (c'è il cane, o come potrebbe dire platone la Caninità, e c'è il cane che sta a casa mia...)
     
  10. ursu-lab

    ursu-lab Senior Member

    Lunezia
    italian, catalan & spanish
    No, Francis voleva dire che nella frase in questione "XY è una bella parola", la parola XY va sempre senza articolo sia essa un cane, un cornetto o un'unghia o qualsiasi parola presa a caso dal dizionario della lingua italiana, perché viene intesa nella sua valenza di lemma, cioè ha lo stesso valore di un nome proprio ("Maria è un bel nome"). L'astrattezza in questo caso non c'entra e Platone è meglio non scomodarlo. :rolleyes:

    "Bicicletta" e "falangetta" sono delle belle parole, mi piacciono un sacco le parole che finiscono per -etta... :tick:
    La "bicicletta" è una bella parola :cross:
     
  11. Anja.Ann

    Anja.Ann Senior Member

    Lombardia
    Italian
    Ciao, Vallery :)

    Ho notato che (come avviene per altri nomi astratti: "amore", "odio", etc.) si potrebbe tentare una basilare classificazione che tiene conto delle condizioni/situazioni in cui viene espresso lo stato/sentimento di felicità (/amore/odio):

    - Se esprime un concetto di felicità generica: non vuole l'articolo
    "Provava felicità" (sentimento di felicità in generale/generico)

    - Se esprime il concetto di felicità in assoluto: vuole l'articolo
    "La felicità non esiste" (il concetto assoluto di felicità)

    - Se esprime il concetto di felicità relativa: vuole l'articolo
    "Provava, per la prima volta, la felicità di correre a piedi nudi sull'erba" (la felicità relativa a quel preciso momento)
     
  12. ursu-lab

    ursu-lab Senior Member

    Lunezia
    italian, catalan & spanish
    :thumbsup:
     
  13. Cosimo Piovasco Senior Member

    Italiano, Italia
    Sottoscrivo anch'io, in linea di massima :)
     
  14. vallery Senior Member

    Italy
    Russian
    Grazie mille a tutti! :)

    Vallery
     
  15. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    Ciao, Anja.

    Anch'io apprezzo la scelta degli esempi. Quello che mi lascia un po' dubbioso è invece la qualificazione che dai -- nei primi due casi -- del "concetto". Non mi sembra molto nitida, per uno straniero che studia l'italiano, la differenza fra "felicità generica" e "felicità in assoluto". Ci penserò un po' su anch'io. :)

    GS
     
  16. Anja.Ann

    Anja.Ann Senior Member

    Lombardia
    Italian
    Grazie, Giorgio :) e ammetto di avere avuto lo stesso dubbio.
    Il mio pensiero è questo (sono sicura che troverai la forma più corretta per definire i casi):

    "Concetto di felicità generica": avrei inteso indicare i casi in cui la parola "felicità" è usata in forma indipendente da cause contingenti: il motivo di tale felicità non è "qualificato" o "specificato", nella frase, da nessuna affermazione successiva:
    - Provava felicità. [Punto]

    "Concetto di felicità assoluto": per indicare i casi in cui la parola "felicità" è usata come concezione astratta di uno stato d'animo non riconducibile a nessuna situazione contingente (né generica e indipendente da cause, in quanto non specificate nella nostra frase; né relativa e dipendente da cause in quanto specificate nella frase):
    - La felicità non è di questo mondo. [Astrazione]

    Grazie :)
     
    Last edited: Oct 21, 2011
  17. webfarer

    webfarer Junior Member

    Italy
    Italiano
    Molto più semplicemente (senza tirare in ballo la distinzione tra nomi astratti e non):

    - I nomi comuni (sostantivi) vogliono generalmente l'articolo (orripilante l'uso purtroppo comune dell'omissione dell'articolo del tipo; "Ci andrò settimana prossima") tranne che in specifiche occasioni, a differenza dei nomi propri che non lo vogliono;
    - L'uso dell'articolo determinativo determina (appunto) la unicità o la specificità della parola (nella frase "La felicità non esiste" il verbo si riferisce ad una sola cosa ben precisa);
    - L'omissione dell'articolo determinativo è consentito se si vuole indicare una genericità della frase (come appunto il corretto esempio "Provava felicità" dove la causa stessa della felicità non è specificabile o irrilevante e quindi la parola assume un significato meno specifico e più generale).
     
  18. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    Credo che siano state fatte considerazioni molto interessanti. Credo pure che, a differenza di quanto è accaduto per altre lingue (penso all'inglese, per esempio), il problema della "presenza vs. assenza d'articolo" sia stato oggetto, in Italia, di minore investigazione rispetto ad altri paesi. Negli ambienti della didattica dell'inglese come lingua straniera è comune parlare di "articolo zero" per indicare il puro riferimento alla nozione evocata dal sostantivo così come ce lo fornisce il vocabolario della lingua. ll fatto stesso che sia sorta una categoria della descrizione grammaticale (l'articolo zero, appunto) ha contribuito a forgiare una sensibilità particolarmente accesa intorno al problema. Non mi risulta che qualcosa del genere si sia mai manifestato nella pratica glottodidattica italiana, né nei testi scolastici di grammatica italiana, dove, al più, si accenna alla "assenza" di articolo, senza cercare di capire se questa "assenza" non sia per caso, ancorché nella sua inconsistenza grafica e fonica, un preciso segnale inviato dal parlante, in modo non dissimile da quello che accade con gli articoli -- definiti o non definiti che siano.
    Non mancano certo gli elenchi e le tassonomie (montagne, fiumi, laghi, isole, nomi propri ecc. ecc.), ma quello di cui si sente la necessità (e penso con empatia agli stranieri che amano la nostra lingua) è un criterio che ci guidi a capire il contributo di "zero" all'enunciato in cui viene ad essere impiegato.
    Ecco la ragione per la quale ritengo che l'italiano abbia bisogno di un supplemento investigativo secondo linee non ancora percorse.

    Cari saluti.

    GS
     
  19. Anja.Ann

    Anja.Ann Senior Member

    Lombardia
    Italian
    Ciao, Giorgio :)
    Condivido la tua opinione. Ma come solitamente avviene, in tutte le lingue, le "eccezioni che confermano le regole" sono e sarebbero forse troppe ... :)

    Ciao, Webfaber :)
    Giustamente! Ma, vedi, era mia intenzione (e speranza, disattesa, purtroppo ... vedi il commento di Giorgio) poter fornire a Vallery un quadro specifico per la parola "felicità" che includesse, possibilmente, un'esemplificazione chiara e completa di contesto applicativo :)
     
  20. vallery Senior Member

    Italy
    Russian
    Ciao Anja Ann! :)
    Mi hai fornito un bel quadro della parola felicità, e ti ringrazio. Vorrei solo dirti che non credo che esista la felicità generica ( vedi il post numero11). Grazie anche a Giorgio Spizzi per il suo commento e a webfarer, e a tutti gli altri che hanno risposto alla mia domanda. Mi avete aiutato molto e non è finita qui, rifletterò ancora e poi ancora sugli articoli in generale.
    Nella lingua russa gli articoli non ci sono proprio, perciò ho parecchie difficoltà nell’uso di essi in generale. A volte mi sembra che un articolo è un qualcosa in più… Ma so che non è così nella maggior parte dei casi.
    Nel contesto che ho riportato ( è l’ultimo verso della mia poesia, nella quale faccio il “paragone” fra il dolore e la felicità) non so se si tratta della felicità astratta o meno: credo che la felicità sia multi sfaccettata, in più, abbia moltissime facce ( non si tratta solo di visi umani), per ognuno di noi è un qualcosa di diverso, di inatteso, ognuno di noi potrebbe provare felicità in qualunque momento, e ciò che rende felice me, potrebbe lasciare indifferente qualcun altro. Vale anche all’incontrario, ovviamente. :)

    Vallery
     
  21. Alessandro_Persia Senior Member

    Ciao,

    esitavo ad aprire un nuovo thread, ma mi sa che provo a formulare la mia domanda qui.

    Traducendo da altre lingue verso l'italiano, mi sorgono spesso dubbi sulla necessità degli articoli. Come spesso capita, più uno elucubra e meno le cose diventano chiare, quindi chiedo la vostra opinione sulla correttezza/scorrettezza dell'impiego/assenza degli articoli nei seguenti esempi. Se poi qualcuno sapesse formulare una regola generalmente applicabile, sarebbe magnifico!

    Guide indigene spiegano ai visitatori particolari interessanti e antiche usanze del luogo.
    Le guide indigene spiegano ai visitatori particolari interessanti e le antiche usanze del luogo.

    Sono stati allestiti spazi per seminari e congressi, affinché aziende e comitive possano unire l'utile al dilettevole.
    Sono stati allestiti spazi per seminari e congressi, affinché le aziende e le comitive possano unire l'utile al dilettevole.

    In questo caso, è necessario convocare amici e genitori degli allievi coinvolti.
    In questo caso, è necessario convocare gli amici e i genitori degli allievi coinvolti.

    Grazie sin d'ora per i vostri sempre utili riscontri!

    Persia
     
  22. Mutti57 Senior Member

    italy
    italian

    C'è una regola che determina l'assenza dell'articolo quando si enumera qualcosa (ho comprato scarpe, borsette, vestiti) che mi pare possa adattarsi alle frase sulle aziende e comitive.
    Nella prima : Le guide (con l'articolo, perchè determina quali guide) mentre nella seconda parte mi rifaccio a quanto detto sopra (enumerazione).
    Nella terza secondo la mia opinione l'articolo va messo.

    Aspetterei però il parere di qualcuno piu competente della sottoscritta.:D

    Ciao:)
     
  23. Giorgio Spizzi Senior Member

    Italian
    Caro Ale,

    la prima impressione è quella che entrambe le frasi di ciascuna coppia siano ineccepibili. Però si tratta d'una impressione insidiosa perché siamo di fronte a un caso classico di mancanza di ampie porzioni di testo che ci illuminino sull'alternativa più appropriata.

    Guide indigene spiegano ai visitatori particolari interessanti e antiche usanze del luogo. (questa, per es., in un pieghevole che illustri la scansione d'un viaggio, pare più appropriata di quella che segue)
    Le guide indigene spiegano ai visitatori particolari interessanti e le antiche usanze del luogo. (...la quale menziona—si immagina per la prima volta—LE guide come se fossero un dato di conoscenza condiviso dallo scrittore e dai lettori)

    Sono stati allestiti spazi per seminari e congressi, affinché aziende e comitive possano unire l'utile al dilettevole. (qui parrebbe che le aziende e le comitive siano solo due delle possibili categorie di fruitori)
    Sono stati allestiti spazi per seminari e congressi, affinché le aziende e le comitive possano unire l'utile al dilettevole. (qui i determinanti hanno la funzione di segnalare che i fruitori degli spazi saranno/potranno essere LE aziende e LE comitive di cui GIA' si sa)

    In questo caso, è necessario convocare amici e genitori degli allievi coinvolti. (in queste due credo che la presenza o l'assenza dei determinanti non cambi le cose)
    In questo caso, è necessario convocare gli amici e i genitori degli allievi coinvolti.

    Sono sempre più convinto che sia necessario un co-testo più ampio.

    GS
     

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