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mi raccomando

Discussion in 'Solo Italiano' started by MCGF, May 17, 2006.

  1. MCGF

    MCGF Senior Member

    Southern Spain
    Spain, spanish
    Mi domando cosa significa questa frase, il contesto é una salutazione.

    Grazie in anticipo

    Emecé :)
     
  2. winnie

    winnie Senior Member

    italy, italian
    Raccomandarsi, tra l'altro, ha il significato di rivolgere insistenti esortazioni.

    In una frase di saluto/commiato dire: 'mi raccomando, cerca di stare bene' è un augurio che si fa ad un'altra persona anche se letteralmente significa 'ti esorto a stare bene'.

    Sempre in fase di saluti se uno dice: 'mi raccomando, fatti sentire' intende: 'teniamoci in contatto' (letteralmente: ti esorto a fatti sentire)
     
  3. MCGF

    MCGF Senior Member

    Southern Spain
    Spain, spanish
    Dunque si tratta di una cosa positiva ed é molto normale dirlo, no??
     
  4. winnie

    winnie Senior Member

    italy, italian
    Negli esempi che ti ho fornito è così.

    Ma se ti dicessi: 'mi raccomando comportati bene / mi raccomando non metterti nei guai', l'esortazione è: non fare qualcosa di male/brutto, il che può denotorare una certa mancanza di fiducia nei tuoi confronti...
     
  5. MCGF

    MCGF Senior Member

    Southern Spain
    Spain, spanish
    D'accordo, dipende della seconda parte della frase, e se ti dicono soltanto "mi raccomando" e niente di piú, sarebbe positivo o negativo??
     
  6. winnie

    winnie Senior Member

    italy, italian
    Al 99.999% positivo;)
     
  7. MCGF

    MCGF Senior Member

    Southern Spain
    Spain, spanish
    Grazie tante :)
    Emecé
     
  8. Smurfan

    Smurfan Senior Member

    Sweden
    Swedish
    Ciao a tutti! Ho sentito l'esclamazione "mi raccomando" molte volte, ma non riesco mai veramente a comprendere il significato. Come e quando devo usarla? E da dove viene l'espressione, credevo che il significato di "raccomandare" era "consigliare"?
     
  9. fiorilù Senior Member

    italy
    italian

    ciao!

    Mi raccomando (raccomandarsi) secondo me è più forte del semplice consigliare. Esempio:

    Mi raccomando, fai attenzione ad attraversare la strada; c'è molto traffico

    Significa comunque di avere particolare attenzione verso qualcosa da fare

    ;)
     
  10. lsp

    lsp Senior Member

    NY
    US, English
    Puoi anche inserire 'mi raccomando' nel motore di ricerca di WordReference, troverai un sacco di risultati molto utile.
     
  11. _forumuser_

    _forumuser_ Senior Member

    New York City
    Italian
    Raccomandarsi (a qualcuno) means raccomandare se stessa/o, in un certo senso "consigliare se stessi", cioe' insistere perche' l'altra persona faccia come le abbiamo chiesto, perorare la propria causa. Se potessi usare l'inglese direi: I insist that you do as I ask. Quindi puoi usarlo in tutte le situazioni in cui e' importante che l'altra persona capisca bene che deve fare qualcosa di importante per te. Per esempio, se hai un appuntamento importante alle 8 dici al tuo ragazzo/a:

    Mi raccomando, non fare tardi.
     
  12. billycorgan82 Junior Member

    Milan
    Italy

    mi raccomando = confido in te, ho fiducia in te.
    Spesso può essere usato anche in risposta a qualcuno per esortarlo a porre la massima attenzione in quello che deve fare, es:

    Mario "Domani vado a parlare con un importante cliente"
    Luca "Mi raccomando!"

    Luca sta dicendo a Mario di fare del suo meglio, di non fare errori.
     
  13. _forumuser_

    _forumuser_ Senior Member

    New York City
    Italian
    Non per sottilizzare, ma non credo che significhi questo. ;)
     
  14. billycorgan82 Junior Member

    Milan
    Italy
    il dizionario dice: raccomandarsi = affidarsi a qualcuno.. affidarsi letteralmente "riporre la fiducia in.."
     
  15. Giannaclaudia

    Giannaclaudia Senior Member

    Brianza
    Italian

    Perchè?

    Da Garzanti:
    raccomandarsi v. rifl. chiedere, implorare protezione, aiuto, favore e sim.; affidarsi, rimettersi: raccomandarsi alla Madonna; raccomandarsi alla clemenza dei giudici

    Da De Mauro:
    1a affidarsi a qcn. chiedendo protezione, aiuto, consiglio: mi raccomando a lei, r. alla Madonna
    1b rimettersi alla benevolenza di qcn.: mi raccomando alla vostra comprensione, r. al senso di giustizia della corte
    2 rivolgere pressanti esortazioni: mi raccomando, fai attenzione!; si è raccomandato di fare presto

    Il Devoto-Oli descrive anche altri significati, se qualcuno è interessato, su richiesta, posso trascriverli.
     
  16. _forumuser_

    _forumuser_ Senior Member

    New York City
    Italian
    Non vedo tra i significati confidare in te, o avere fiducia in qualcuno. Entrambi in realta' si allontanano parecchio dal senso di raccomandarsi perche' suggeriscono che le due persone (chi si raccomanda e colui a cui viene fatta la raccomandazione) siano sullo stesso piano se non addirittura il primo sopra il secondo. Raccomandarsi e' un verbo antico che presuppone che chi parla sia in posizione subordinata rispetto a colui (a) cui si raccomanda (Dio, i santi, il giudice, il sovrano). Letteralmente significa caldeggiare/perorare/illustrare la propria causa davanti ad una autorita'. Cercavo di spiegare a Smurfan perche' si usa raccomandarsi in quel senso in Italiano, non di dare sinonimi piu' o meno vicini. Sinonimi vicini sono affidarsi e rimettersi, e, tra i due, confidare in qc. Mi raccomando e' una preghiera alla gentilezza e magnanimita' dell'altra persona. Perfavore ditemi che ho fornito argomenti irrefutabili a favore della mia tesi, mi raccomando. :)
     
  17. Giannaclaudia

    Giannaclaudia Senior Member

    Brianza
    Italian
    Probabilmente, stiamo dicendo la stessa cosa ma con presupposti diversi.:confused:

    Raccomandarsi, viene detto in tutti e due i dizionati citati, ha come significato affidarsi a qcn. ed "affidarsi" vuol dire riporre la propria fiducia in qualcuno, cioè fidarsi dell'agire della persona a cui ci si raccomanda.

    Concordo, invece, pienamente con te che "mi raccomando" è un'esortazione (talvolta ammonimento o comando) che viene rafforzato con la particella pronominale "mi" del senso di premuroso interessamento.
     
  18. urizon9

    urizon9 Senior Member

    English
    Ciao! Sono ancora perplesso nonostante i numerosi thread su quest`argomento.Si usa spesso "mi raccomando" nello stesso senso(penso io). "Mi raccomando fai le foto!","mi raccomando scrivi le tesi!","mi raccomando visita..."etc. Come si dovrebbe tradurre"mi raccomando" in queste frasi?(I insist that you do as i ask?)?Grazie!
     
  19. Smurfan

    Smurfan Senior Member

    Sweden
    Swedish
    Se l'ultima frase

    (Mario "Domani vado a parlare con un importante cliente"
    Luca "Mi raccomando!")

    non significa "ho fiducia in te" cosa significherebbe piuttosto in questa situazione?

    Viene detto in un senzo positivo (auguri, spero che vada tutto bene) o in un senso negativo (fai attenzione, se non vada bene non ti voglio più vedere)?

    Grazie per le prime risposte, ora sta chiarendo.. ;)
     
  20. billycorgan82 Junior Member

    Milan
    Italy
    Smurfan ha sia un senso positivo che negativo proprio come dici tu. Dipende da chi e come viene detto. Per riferirci all'esempio di Mario e Luca, Luca può essere un amico di Mario e dicendo "mi raccomando" vuol semplicemente dire "buona fortuna". Oppure può essere il capo di Mario e quindi avere interesse diretto nell'incontro col cliente e significa "fai attenzione, non fare errori!".
     
  21. _forumuser_

    _forumuser_ Senior Member

    New York City
    Italian
    Per domande di traduzione usa il forum IE! ;) E' praticamente equivalente a "ti prego", "perfavore", "non dimenticartene!", eccetera.
     
  22. bobetta07 New Member

    German
    Ciao! Qualcuno di voi mi può dire se si usa l'espressione "mi raccomando" in tutta l'Italia o solo in alcune regioni? Grazie!
     
  23. Angel.Aura

    Angel.Aura del Mod, solo L'aura

    Roma, Italia
    Italian
    Ciao bobetta e benvenuta al Forum :)

    A me risulta che l'espressione sia usata correntemente in tutta Italia.
    Comunque confermo l'uso nel Lazio.
     
  24. bobetta07 New Member

    German
    Grazie, Angel.Aura :)
     
  25. Secondo me si può semplificare tutto dicendo così; quando si dice a qualcuno COME fare una certa cosa nel futuro si può sostituire "per favore" con "mi raccomando". Inoltre può assumere il significato di "buona fortuna!" o "non sbagliare/fare errori". Es:

    -Pulisci bene, per favore/mi raccomando.
    -Mi raccomando/per favore cerca di arrivare in tempo.
    -Per favore/Mi raccomando, quando viene aprile la porta. Intesi?
    -Mario "Domani vado a parlare con un importante cliente"
    Luca "Mi raccomando!/Non fare errori!
    -Impegnati al massimo e prenderai 30! Mi raccomando/Buona fortuna. (Bacio sulla guancia :D)

    Secondo voi ci sono ancora delle situazioni che vengono escluse? Vi prego di modificare e ottimizzare la mia definizione :). Mi raccomando! :p

    P.s. Dalle mie parti è usata quest'espressione. Ogni volta che esco con i miei amici mio padre dice sempre "mi raccomando!".
     
  26. ursu-lab

    ursu-lab Senior Member

    Lunezia
    italian, catalan & spanish
    È un'espressione in italiano standard e si usa quindi in TUTTA l'Italia. La trovi inoltre in tutti i manuali di lingua italiana per principianti fin dalla terza o quartà unità con il significato di "fare attenzione + tenere molto al fatto che venga (o NON venga) fatto qualcosa", come negli esempi di tbotw92.
    PS: io lo dico sempre a mio figlio quando lo lascio da solo in casa... ;-) in questi casi, cioè in assoluto e senza aggiungere altro, significa "fa' il bravo / comportati bene / non fare stupidaggini".
     
  27. bobetta07 New Member

    German
    Grazie a tutti voi per l'aiuto. Credo di aver capito quando e dove si usa! :)
    Passate un Buon Natale.. mi raccomando :rolleyes:
     
  28. sesperxes

    sesperxes Senior Member

    Burgos (Spain)
    Spanish-Spain
    Salve a tutti!

    Quando utilizziamo l'espressione "mi raccomando!" (ricordati di chiudere il gas, mi raccomando! / Non scordarti la sciarpa, mi raccomando! /Mi raccomando, ragazzi, portate i l'autorizzazione per la gita!), esattamente che cosa sto dicendo?

    a) Sto consigliando alla persona esortata di fare/non fare una cosa (vi raccomando di=vi consiglio di) e quel dativo (mi) è una sorta di partecipazione mia all'azione dell'esortato?

    b) Sto dicendo "mi affido alla vostra memoria/buon senso" affinché facciate quello che vi sto dicendo?

    c) Sto dicendo "ricordatevi di" (e allora non capisco proprio il verbo "raccomandarsi" cosa c'entra)?

    Grazie.
     
  29. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Ciao! Forse questa spiegazione ti può essere utile: http://www.treccani.it/vocabolario/raccomandare/

    Comunque, i punti a) b) e c) possono benissimo essere tutti e tre obiettivo dell'atto linguistico. Non è detto che uno e solo uno escluda un altro o tutti gli altri.

    Ti sembrerà un salto di palo in frasca ma se al ristorante il cameriere, dopo aver preso l'ordinazione, dice " Torno subito" ; tale frase collaudata è di fatto un atto linguistico che sostituisce la frase imperativa ' aspetti un momento'.

    Se ti interessa saperne di più: http://www.parodos.it/dizionario/attolinguistico.htm

    http://mondoailati.unical.it/didatt...estuale_della_lingua_italiana/3/4/default.htm

    Buona lettura!
     
  30. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Sesper.:)

    L'esortazione "mi raccomando!" è usata con un senso diverso a seconda dei contesti in cui è pronunciata e della relazione che intercorre tra enunciatore ed enunciatario; in base a questi fattori può infatti essere un'espressione bonaria, neutra, oppure addirittura velatamente minacciosa.

    Esempi di diverse situazioni in cui è usata, evidenzianti diverse possibili accezioni/sfumature:

    A. Genitore rivolto al figlio adolescente un po' scapestrato: "Va bene, ti lascio andare in discoteca, ma mi raccomando: non fare stupidaggini!"
    L'enunciatore, in posizione gerarchicamente superiore rispetto all'enunciatario, lo richiama al senso di responsabilità, chiedendogli di agire in modo tale da meritarsi la fiducia che gli sta dimostrando. Il senso è uguale a "ti raccomando di non fare stupidaggini!" / "ti prego di non fare stupidaggini!" / "sei pregato di non fare stupidaggini!", ma si usa spesso la forma "mi raccomando" (non molto sensata dal punto di vista logico, ma da prendere come espressione fissa, idiomatica, senza reale funzione riflessiva ma spiccatamente rafforzativa).
    Il "mi" non ha valore dativale. Sarebbe riflessivo: "io raccomando me stesso al tuo senso di responsabilità, affinché tu non faccia stupidaggini", cioè "mi appello al/ mi affido al/confido nel tuo senso di responsabilità ecc.", quindi implica sì una certa partecipazione dell'enunciatore all'esortazione data.
    Il "mi raccomando" (a differenza del "ti raccomando di") può essere collocato anche a fine frase, dopo aver espresso il contenuto della raccomandazione stessa (es. "Non fare stupidaggini, mi raccomando!") oppure anche essere usato da solo, senza nemmeno esprimere esplicitamente la raccomandazione, come nell'esempio seguente.

    B. A causa di contrattempi nei trasporti ferroviari, il direttore commerciale di un'azienda non può rientrare in sede in tempo per presenziare all'appuntamento con uno dei maggiori clienti. Deve incaricare uno dei suoi subalterni di seguire quel cliente in vece sua. E' preoccupato del fatto che l'incaricato possa non essere all'altezza della situazione e gli dice: "Guardi..., è fon-da-men-ta-le che il cliente firmi il contratto. Non possiamo permetterci di perdere quell'ordine. Rossi, conto su di lei! Mi raccomando...!"
    Anche qui si tratta di un enunciatore in posizione gerarchicamente superiore rispetto all'enunciatario e anche qui il senso dell'espressione è un richiamo al senso di responsabilità, ma contiene anche un vago tono di minaccia; con quell'esortazione infatti il direttore intende pregare l'incaricato di stare molto attento a ciò che farà e dirà durante l'incontro, di non compiere assolutamente errori e passi falsi e di portare assolutamente a termine il compito assegnatogli, perché in caso contrario la sua carriera subirà conseguenze. Anche qui, come sopra, l'espressione più corretta dal punto di vista logico sarebbe "Rossi, [le raccomando di/la prego di] non fare errori ecc.", ma il "mi raccomando" da solo, senza nemmeno esprimere quale sia la raccomandazione, lasciandola soltanto intendere, ha decisamente una maggiore forza ed efficacia, richiama maggiormente l'attenzione dell'enunciatario.

    C. Due colleghe si salutano prima delle ferie estive e poiché una va in un posto esotico, l'altra le dice: "Mi raccomando, mandami una cartolina!".
    Qui la relazione tra enunciatore ed enunciatario è paritaria e la raccomandazione fa appello alla memoria del secondo; la frase infatti significa "Mi appello/affido alla tua memoria, affinché ti ricordi di mandarmi una cartolina" = "Ti prego di ricordarti di mandarmi una cartolina" = "Per favore ricordati di mandarmi una cartolina". Anche qui si potrebbe dire "Ti raccomando di mandarmi una cartolina" e la frase avrebbe lo stesso identico significato, oltre ad avere una costruzione più logica, ma il tono sarebbe un po' meno educato, perché il "ti raccomando di" precede un comando/un ordine/un consiglio normalmente dato in situzioni di asimmetria gerarchica (dall'alto al basso), come nei due esempi sopra; qui i parlanti sono di pari grado dal punto di vista relazionale, per cui di solito uno non "raccomanda" di fare o non fare qualcosa all'altro, ma lo "prega" di farla o non farla.
    Il senso di "mi raccomando" è come quello di "ti prego", ma più forte, perché l'enunciatore lascia intendere di tenere tantissimo al fatto che l'azione di cui parla venga svolta; il "ti raccomando" non ha questo stesso senso e per questo in situazioni tipo quella di quest'esempio si usa la prima costruzione.

    D. L'allenatore di un tennista, prima di una partita, gli dice: "Hai già battuto quell'avversario una volta; sicuramente ti teme. Non perdere mai la concentrazione e vedrai che lo batterai con facilità. Mi raccomando!".
    Qui l'esortazione serve a dare fiducia all'atleta e richiamarlo al dovere di stare concentrato per raggiungere con maggiore probabilità e facilità lo scopo della vincita. Il senso è equivalente a "Ti raccomando di mantenere la concentrazione" = "Ti esorto a mantenere la concentrazione!" = "E' di fondamentale importanza che tu mantenga la concentrazione". E' un consiglio che contiene una richiesta.

    E. Il figlio alla madre anziana, prima che questa parta per un viaggio: "Mamma, prima di partire ricordati di chiudere il gas, mi raccomando!".
    Il senso è di richiamare la genitrice alle gravi conseguenze che la sua dimenticanza potrebbe comportare, quindi si tratta di un appello alla sua attenzione, alla sua comprensione dell'importanza del gesto e dunque alla sua capacità di ricordare di metterlo in atto al momento necessario. Sta per "mi appello/affido alla tua attenzione e memoria affinché tu ecc...".
    Il "ti raccomando di..." è più una prescrizione/richiesta dall'alto verso il basso, un'esortazione autorevole. Ve bene solo se il senso vuole essere proprio quello.

    F. La padrona di casa alla domestica: "Mi raccomando: pulisci bene i vetri, per favore, perché domenica avrò ospiti".
    Qui il senso non cambierebbe rispetto a "Ti raccomando di pulire bene i vetri ecc." (= "Ti chiedo/ordino di pulire bene i vetri ecc."), ma "mi raccomando" risulta meno autoritario, per cui viene comunque preferito quando si vuole che il comando risulti più attenuato e cortese.

    G. La mamma al bambino che sta uscendo per andare a scuola: "Metti la sciarpa, mi raccomando!" oppure "Stai attento nell'attraversare la strada, mi raccomando!".
    Qui la connotazione è amorevole; l'esortazione serve a far capire al bambino che la mamma è il principale tutore della sua salute e, nel costante intento di preservarla, gli consiglia quelle azioni che riducono le probabilità di ammalarsi/farsi male.
    La scelta della mamma ricade su "mi raccomando" anziché "ti raccomando di" perché non vuole esprimere autorità, bensì partecipazione emotiva ("Fai come ti chiedo per non farmi preoccupare" / "Se non fai come ti chiedo, potresti [ammalarti/farti male] e questo sarebbe brutto per te e preoccupante per me").

    P.S.: Ciao, Semper!:) Interessante il contenuto dei link che hai segnalato, grazie!:thumbsup:

    EDIT:
    Ecco cosa risponde il linguista Massimo Arcangeli nella rubrica di Repubblica da lui curata, alla domanda se sia più corretto usare "mi raccomando" o "ti raccomando" (link):
    Sono giuste entrambe le possibilità. Se dico “Ti raccomando, dammi tue notizie” (l’italiano medio direbbe in realtà “Ti raccomando di darmi tue notizie”, perché avvertirebbe come un po’ “strano” l’altro costrutto) a essere investito è “raccomandare” nel senso di ‘chiedere vivamente qualcosa a qualcuno’; se invece dico “Mi raccomando, dammi tue notizie” (qui, viceversa suonerebbe meno bene, sempre per l’italiano medio, “Mi raccomando di darmi tue notizie”) è invece in gioco “raccomandarsi” con il senso di ‘chiedere vivamente a qualcuno di fare qualcosa’.

    Invece qui la risposta del linguista De Rienzo al medesimo quesito, sulla rubrica del Corriere:
    In italiano si usano le due forme: quella che si rivolge alla persona cui si parla (TI/LE/VI), allo stesso modo di MI. In quest'ultimo caso sottintende "Io... raccomando a VOI/TE/LEI": cioè è proiettato sulla persona da cui parte la raccomandazione e non su quella alla quale arriva.

    E qui un breve parere dell'Accademia della Crusca:
    D: Che differenza c'è tra "mi raccomando" e "ti raccomando"?
    R: Il primo viene da "raccomandarsi", il secondo da "raccomandare": il significato è palesemente diverso. L'uso del primo per il secondo è tuttavia diffuso, soprattutto in area settentrionale.

     
    Last edited: Mar 11, 2013

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