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niqabata

Discussion in 'Solo Italiano' started by pizzi, Jun 19, 2013.

  1. pizzi

    pizzi Senior Member

    Urbìn
    Italian, Italy
    Il giornalista Giorgio Zanchini (Radio Tre) dice: L'uomo si è trasferito in Marocco e ha sposato una donna niqabata.

    In rete trovo l'uso di niqabata, e mi sono permessa di suggerirlo alla sezione Neologismi della Treccani; spero di non aver causato danni. Lo trovo comunque orrendo. Mi aspetto chadorata, a questo punto.

    piz
     
  2. Angel.Aura

    Angel.Aura del Mod, solo L'aura

    Roma, Italia
    Italian
    Ciao piz,
    e niqabata starebbe quindi per "che indossa un velo"?
    Non mi risultano altri sostantivi aggettivati del genere.
    Esiste forse burqata (col burqa), scarpata (con le scarpe), abitata (con l'abito)? :eek: :D
    So solo di un uso (informalissimo) di taccata (che porta alti tacchi).
    Chiamiamo Zanchini!
     
  3. ursu-lab

    ursu-lab Senior Member

    Lunezia
    italian, catalan & spanish
    Il niqab e il chador sono semplicemente due indumenti diversi...
    Certo, derivarne un aggettivo è veramente tutto meno che italiano, dubito che la Treccani accolga il tuo invito:
    ti immagini " pantalonata" per dire "che indossa i pantaloni"?

    Più che riportare come neologismi le assurde invenzioni dei giornalisti, gli editori dovrebbero regalar loro delle copie di dizionari...
     
  4. dragonseven

    dragonseven Senior Member

    near Milan
    italiano
    ahahahahah non resisto
    Grande Angel :D

    Comuque oramai tra niqabata, burqata, chadorata, ecc. sembra che non si parli d'altro da quanto sono usati; basta un matrimonio di un europeo qualsiasi con una donna "di quelle parti" che fa subito notizia e la cosa più importante diventa il volto coperto da queste signore. Roba da non credere.
     
    Last edited: Jun 20, 2013
  5. Anaiss

    Anaiss Senior Member

    Venezia
    Italiano - Veneto
    Volendo da tabarro (mantello) si dice intabarrato, per definire qualcuno che si copre parecchio per timore del freddo (http://www.treccani.it/vocabolario/intabarrare/).
    Inchadorata mi risulterebbe anche simpatico. :D Inniqabata no però, suona male in qualunque modo. :rolleyes:
     
  6. elwadi

    elwadi Junior Member

    algerie
    Arabe
    Per semplificare tutto io direi ;Velata
     
  7. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Bisogna ammettere che al posto dell'aggettivo niqabata - peculiare! direi - alternative del genere di '' una donna del posto'', '' una donna fedele alla religione..." , se non addirittura '' una donna Marocchina'', imbolsirebbero la frase.

    Penso che l'autore abbia scelto quella parola , che a me pare comunicativa e non ambigua come per esempio l'aggettivo velata, per soddisfare la curiosità del lettore; e per togliersi uno sfizio personale:); e forse pure per contribuire ad arricchire il lessico dell'italiano.

    Benvenuta sia! A patto che poi si passi a cambiare quella q che mi inquieta. :)

    Aver segnalato questa nuova formazione è stata una mossa pia.
    In contraccambio ,tornini lodi e plausi ! E che questo sia!
    Ma ora un clap clap sonoro in anticipo da parte mia!

    Saluti

    S.V
     
    Last edited: Jun 29, 2013
  8. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Pienamente d'accordo con questi due interventi!:thumbsup:
    "Donna che [indossa/porta] il niqab" è espressione chiara e corretta, che non richiede l'introduzione dell'inutile e cacofonico aggettivo citato.
    Oltretutto, la parola niqabata di per sé mi farebbe pensare più a un "colpo assestato col niqab" (sulla falsariga di ciabattata, scarpata, cappellata...:D).
    Ciao.:)
     
  9. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Resta il fatto però che l'aggettivo è stato usato , sicuramente con intenzione oculata, con il significato di con il niqab, oppure - ma io non volevo arrivare fino a queste specificazioni!- con quello di costretta a portare il niqab, e non con quello di colpita da niqab. A me pare che niqabata trasmetta pure , per coloro che ce la vogliono vedere, l'atto di coercizione, che non riuscirei a intravedere nel generico complemento di unione introdotto dalla preposizione con: con il niqab.

    Forse " ... ha sposato una donna dall'inconfondibile niqab atlantico/azzurro/sempre estivo/nero/ecc. " potrebbe essere stata una fresca alternativa letteraria, ma si è agito diversamente.

    Io sono per accogliere la nuova formazione.
     
    Last edited: Jul 1, 2013
  10. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Semper!:):D
    Lo so bene! Infatti era una battuta!!!:D
    Vorrei comunque far presente che questa parola non è per nulla diffusa (solo 27 occorrenze italiane in Google), per cui non vedo le basi per poterla annoverare tra i neologismi. A mio avviso per definire una parola "neologismo" non basta che venga usata da una singola persona (foss'anche un giornalista); bisogna che questa parola attecchisca, entri nell'uso e abbia una diffusione, non necessariamente vastissima, ma nemmeno quasi inesistente come in questo caso.
    Stessa cosa dicasi per burqata, che registra 30 misere occorrenze. E chadorata addirittura solo 6.
    Direi che non sono termini diffusi.;)
     
    Last edited: Jul 1, 2013
  11. Scusa Sempervirens, ma non mi convince tanto la tua ulteriore specificazione. Il Marocco non mi sembra sicuramente una nazione in cui è facile trovare donne costrette a portare il niqab, che mi sembra alquanto lontano dalle tradizioni locali. E' molto più facile trovare donne, per lo più molto giovani e di buona cultura, che portano volontariamente il niqab come affermazione della propria identità musulmana, spesso contro il volere dei genitori.

    Personalmente il termine niqabata mi sembra tanto orribile da far sospettare di essere stato utilizzato per dare un'intonazione negativa alla frase, quasi per prenderne le distanze.

    EDIT: Mi sento in dovere di fare una precisazione, dopo aver capito chi è Giorgio Zanchini (autore o conduttore di alcune tra le mie trasmissioni radio preferite). Posso anche dire che abbia esagerato nella creatività linguistica ma, da suo ammiratore, non certo che abbia scritto con una riserva mentale o con un pregiudizio implicito.
     
    Last edited: Jul 1, 2013
  12. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Ciao, Connie! Dici il giusto! Ti volevo anche dire che in giro si comincia a vedere burqata o burquata, a dimostrazione che c'è chi avverte l'uso di queste forme.

    Eppoi, sulla scia del niqabata, come ben saprai , se la libertà di parola , e di costumi, fa dire '' A me piace '' safficheggiare! ", non ostruisco io neppure l'espressività di chi usa la forma niqabata. Parola che vedo non come neologismo ma intanto come nuova formazione. A farle prendere la strada del neologismo è stata l'autrice di questa discussione.:)

    ...e quant'altro...nel calderone delle parole:)

    Saluti

    S.V
     
    Last edited: Jul 1, 2013
  13. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Semper!:)

     
    Last edited: Jul 2, 2013
  14. pizzi

    pizzi Senior Member

    Urbìn
    Italian, Italy
    Oggi sono già 413...;)
     
  15. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    No, Pizzi (ciao!:)).
    C'è un difetto nel contatore di Google a causa del quale per sapere il numero totale dei risultati devi guardare l'ultima pagina, non la prima.
    Se clicchi sull'ultima vedrai che sono solo 34 in totale (link); se da quelli storni i risultati non italiani, si riducono a 27 o meno (dico "o meno" perché non ho tolto eventuali occorrenze doppie).;)
     
  16. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Connie, ciao! Prima di tutto ti ringrazio per la notevole predisposizione a portare nuovi contributi alla discussione.

    Per il resto poco altro rimane da dire.

    P.S Se ti interessa sapere di più su questo speciale verbo ( safficheggiare), allora ti converrà dare una sbirciatina con molta discrezione qua:

    http://forum.wordreference.com/showthread.php?t=2467548&langid=14

    Saluti

    S.V
     
    Last edited: Jul 2, 2013
  17. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Sì, anche a me :) ...

    Ho una domanda a proposito. Non è che una parola di origine straniera, per poter crearne altri termini (aggiungendo desinenze italiane), prima dovrebbe essere pienamente adottata ("italianizzata")?

    In altre parole, mi pare un po' strano creare derivati di una parola che né foneticamente né ortograficamente non è italiana. Come se dicessimo englishismo, humouroso e simili ...

    (esempio ipotetico per illustrazione: *nicabbe > *nicabbare > *nicabbato,-a secondo me potrebbe essere anche accettabile [in teoria, ovviamente] ...)
     
    Last edited: Jul 2, 2013
  18. Sarebbe molto bello se fosse come dici tu, francisgranada, ma purtroppo non funziona così, almeno non nel gergo informatico, vedi linkare, patchare, ecc.

    È forse è meglio così, ti immagini lincare, pacciare? :)

    Per fortuna, comunque, non tutti i gerghi sono pervasivi come quello informatico...
     
  19. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Francis!:)
    Però è proprio così che al giorno d'oggi si creano i neologismi originati da termini stranieri. Non solo in campo informatico, dove questo genere di parole "miste" sono dilaganti, come ricordato da Chipu (ciao:)), ma in tutti i campi: es. darwinismo (non daruinismo:cross:), kafkiano (non cafchiano:cross:), jaguarista (non giaguarista:cross:) ecc.
    Potresti obiettare che quelli appena citati sono termini che originano da nomi propri e dunque non graficamente modificabili, ma la stessa cosa accade anche quando la matrice è costituita da un nome comune, come in jazzista, kebabbaro, jihadismo e così via.
     
    Last edited: Jul 3, 2013
  20. stella_maris_74

    stella_maris_74 Mod About Chocolate

    Rome
    Italian - Italy
    Nota di moderazione:

    Amici, per favore, non allarghiamo la discussione introducendo altri termini e non ricadiamo nella solita e annosa diatriba generica sui termini stranieri entrati a far parte dell'italiano, argomento tra l'altro già affrontato altrove.


    Italianizzazione nomi stranieri... Perché?
    Il plurale delle parole straniere

    La scrittura delle parole straniere con la lettera "y".
    norme che regolano il genere delle parole straniere
    Parole straniere in italiano
    parole straniere in italiano - accento
     
  21. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Scusa, Stella. Ho risposto qui senza sapere dell'esistenza del primo thread che hai linkato, che è in effetti quello più adatto a discutere l'argomento trattato negli ultimi post (#17/18/19). Grazie per aver fornito il link!
     
  22. giginho

    giginho Senior Member

    Svizzera / Torino
    Italiano & Piemontese
    Va tutto bene ma una donna burquata o burcata come suggerisce l'amico Francis, non si può sentire!! E' veramente una b(p)urcata di parola!

    Dalle mie parti, stante la massiccia presenza di donne che "scelgono" determinati abbigliamenti, è in voga il modo di dire: donne velate senza distinzione riguardo al tipo di velo.
     
  23. Non sono del tutto d'accordo giginho. Chador e niqab hanno un "impatto" decisamente diverso. In Europa sicuramente, ma anche nel mondo musulmano veicolano un messaggio decisamente diverso, quindi, soprattutto in ambito giornalistico, mi sembra importante mantenere la distinzione. Basta dire che il niqab copre il viso lasciando libero solo gli occhi ed è quasi esclusivamente nero, mentre il chador lascia il viso completmente scoperto ed è molto meno restrittivo quanto a colori.

    Io se leggo donna velata intendo donna che porta il chador, se non indicato diversamente. Nel caso del niqab direi donna che porta il niqab o che porta il velo integrale (non è detto che tutti sappiano cos'è il niqab) senza cercare neologismi.

    EDIT: sono d'accordo sulla b(p)urcata, ovviamente:)
     
  24. giginho

    giginho Senior Member

    Svizzera / Torino
    Italiano & Piemontese
    Si, ok, io parlavo a livello di "uomo della strada", dal punto di vista giornalistico o di reportage hai sicuramente ragione: la differenza ha la sua importanza!
     
  25. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Mah, proprio ora stavo facendo una ricerca e , toh, invece di ' viale di alberi' ho trovato ' viale alberato'.

    Quella degli aggettivi è una storia lunga...
     
  26. giginho

    giginho Senior Member

    Svizzera / Torino
    Italiano & Piemontese
    Per quanto riguarda "pantalonata" che non ho mai sentito, riporto un aggettivo che, invece ho sentito spesso: "minigonnata" detto di donna (solitamente piacente ma non è detto) che indossa una minigonna.
    Detto questo niqabata non mi suona per nulla accettabile, mentre minigonnata (specie se usato in un contesto informale) mi suona più accettabile, anche se non bello
     
    Last edited: Jul 12, 2013
  27. stella_maris_74

    stella_maris_74 Mod About Chocolate

    Rome
    Italian - Italy
    Mi vedo costretta a reiterare la nota di moderazione già inserita più sopra.

    Qui non si sta discutendo se esistano o non esistano aggettivi quali "alberato" per i viali, ma dell'opportunità /accettabilità o meno del termine niqabata per "donna che veste il niqab".

    Grazie.
     
  28. dragonseven

    dragonseven Senior Member

    near Milan
    italiano
    Ciao a tutti:),
    posto qualche esempio cercando di rimanere in-topic.
    Niqab, termine arabo; 1987; plurale arabo nùqub; lungo velo tradizionale delle donne arabe, indossato per coprire la testa e le spalle lasciando solo una fessura per gli occhi.

    Burqa o burka, di provenienza araba; 1975; plurale arabo baràkia; manto che nel costume femminile tradizionale musulmano copre tutto il corpo lasciando solo una finestra di tessuto più rado all'altezza degli occhi.

    Chador, termine iraniano di voce persiana (propriamente 'velo'); 1979; lungo velo nero che copre la testa e il volto, lasciando scoperti solo gli occhi, tradizionalmente indossato da donne di religione islamica. Ampio scialle che copre il capo e viene fermato e annodato al collo indossato dalle donne di religione islamica. CFR. Hijab.

    Hijab, termine arabo 'cortina, velo', dal verbo hajaba 'coprire'; 1992; velo tradizionale delle donne islamiche che viene fermato sotto il mento e copre la testa, i capelli e il collo. CFR. Chador.

    Benda, termine germanico binda 'fascia'; 1243; velo o drappo portato dalle donne, specialmente nel Medio Evo, secondo l'età e la condizione.

    Velo, termine latino velu(m) da avvicinare a vestis 'veste'; 1266; drappo che le donne cattoliche pongono sulla testa, nell'entrare in chiesa e nell'assistere alle sacre funzioni, per indicare la loro sottomissione, e che le monache portano permanentemente, assumendolo in apposita cerimonia.

    Le voci sopra sono prese da: 'lo Zingarelli 2006' edito da 'Zanichelli'.

    Con questo voglio far notare che i sostantivi sono già presenti nella lingua italiana.
    Se di "benda" e "velo" vi sono i verbi "bendare" e " velare" e gli aggettivi "bendato/a" e "velato/a", non vedo il motivo per cui questi altri sostantivi citati sopra non possano anche loro avere voci verbali e aggettivate. Penso sia solo questione di tempo per ottenere sui dizionari tali forme, probabilmente almeno per "niqab" e "chador" (anche se per "foulard", francese, 1765, non ci sono). Che ci piaccia o meno. Come per "guanto" c'è "guantato" o "inguantato", per "tunica" c'è "tunicato", ecc..
    Da notare che il termine "burka" è già stato italianizzato in "burqa" e quindi il termine "niqab" non ha questo problema; non penso si precluderà la "q" per la variante "cc" ma che si manterrà il sostantivo come radice.

    Un saluto
    Dragon
     
  29. Ciao dragonseven, grazie per avermi ricordato che hijab è molto più pertinente di chador, riferito ad una donna musulmana.

    Credo però che la lingua italiana, anche la più colloquiale, sia più resiliente quando si tratta di aggettivare termini stranieri. Se pantalonata o minigonnata è sicuramente usato, sia pure non diffusamente, già taierata è utilizzato solo dopo una pesante italianizzazione (non credo si usi tailleurata). Poi credo che molto dipenda dalla musicalità della parola, probabilmente non sentiremo mai collantata:eek:. In effetti da questo punto di vista con niqabata​ siamo a rischio...
     
  30. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Mah, ''musicalità della parola...'',- Ognuno dice la sua. E così deve essere!- Diciamo anche che ci sono alcune parole che hanno più ''fortuna'' di altre.

    Se fosse per me non disdirei nemmeno l'aggettivo mantigliata (riferito ad altre fattezze di tessuti), musicale, non astruso ortograficamente...peccato che sia praticamente irrintracciabile nel parlato.

    Mi auguro che niqabata volga presto nella forma niccabata e vada ad arricchire il vocabolario di chi ha bisogno di questi termini. Dopotutto, le parole non erano importanti?

    Saluti

    S.V
     
  31. Ma scusa SV, anzi scusate tutti, ma perché una parola prenda piede deve essercene un bisogno diffuso.

    Ma voi quante donne niqabate vedete in giro? A Verona, negli ultimi 10 anni, non noto neanche più le donne e le ragazze velate per quante ce ne sono, ma di una donna con il niqab non ne ho mai vista neanche una. A dire il vero non ne vedo tante neanche a Manchester, Leeds e dintorni, dove pure le minoranze hanno mantenuto un'identità abbastanza definita.

    E' questo il motivo della mia perplessità di fondo. Creare un neologismo per una assoluta minoranza mi sembra un poco come puntare il dito senza che ce ne sia bisogno. Un pò come voler etichettare a tutti i costi.

    Questo proprio perché le parole sono importanti.
     
  32. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Grazie, Chipu!:) E' quello che sto cercando di dire "da mo' ". Si sta cercano una legittimazione per un termine di cui non c'è nessuna necessità, primo perché in Italia le donne che portano il niqab non esistono e secondo perché (dal punto di vista femminile) spero che, nel tempo che tale ipotetico neologismo dovesse impiegare a diffondersi, il niqab sparisca del tutto!
    Rispetto l'hjiab e anche il chador, perché comunque lasciando libero il viso permettono l'espressione dell'individualità, che è data dal viso, non dal corpo (non è un caso se le carte d'identità riportano un primo piano del viso).
    Niqab e burka sono per legge vietati nel nostro e in altri Paesi occidentali, in quanto corrispondenti ad una mascheratura che impedisce il riconoscimento individuale (link, link). Quindi, di cosa stiamo parlando? Di creare un termine apposito in italiano per descrivere uno "status" che in Italia non può esistere?
     
    Last edited: Jul 13, 2013
  33. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Io sono del parere che tra le tante parole oggigiorno diffuse ve ne sono di alcune che hanno avuto la sua fortuna e altre che ne hanno avuta di meno. Incidenza d'uso e musicalità sono in parte fattori rilevanti ma non determinanti del tutto.
    Siamo onesti su questo punto.

    Non vedrei male veder convivere niccabata con ivato e un disivato di là a venire:).

    Qui si esprimono le nostre opinioni e ,credo, poco altro, visto che di voce in capitolo ce ne rimane ben poca con tutte queste regole e contro-regole...

    Per me la questione finisce qui, signore e signori. Vedremo come andrà a finire!


    Saluti a tutti

    S.V
     
    Last edited: Jul 13, 2013
  34. stella_maris_74

    stella_maris_74 Mod About Chocolate

    Rome
    Italian - Italy

    Cosa c'entra il fatto che in Italia il niqab è vietato per legge (cosa che poi non è del tutto esatta, v. qui), o che sia più o meno diffuso come indumento nei Paesi occidentali? La discussione nasce da una frase ascoltata da Pizzi che dice testualmente:

    Esiste la necessità di descrivere a parole anche realtà che non appartengono al nostro Paese o alla nostra cultura.
    Possiamo discutere, e lo stiamo facendo, sul fatto che "niqabata" sia una felice o infelice invenzione linguistica, se sia o non sia legittimo da un punto di vista morfologico per analogia con altri sostantivi aggettivati dello stesso tipo già esistenti e variamente utilizzati (come donna velata per donna che porta il velo, o anche inturbantato con riferimento al turbante indossato sempre per motivi religiosi dai Sikh) o per analogia con altri sostantivi aggettivati derivati da parole di origine straniera con grafia non adattata a quella italiana (come jazzato: arrangiamento jazzato per arrangiamento in stile jazz), ma non credo abbia rilevanza alcuna, ai fini della "legittimità" o meno di niqabata dal punto di vista linguistico, il fatto che il niqab sia vietato o poco diffuso in Italia o che sia un indumento brutto e cattivo che non permette l'espressione dell'individualità della donna.

    Ho anch'io i miei fortissimi dubbi sul fatto che possa trovare ampia diffusione, più probabilmente resterà una creazione estemporanea del giornalista in questione (o di chi per lui abbia per primo coniato e utilizzato il termine) di uso estremamente limitato, ma da un punto di vista morfologico lo trovo giustificato.
    Un po' come i già menzionati taccata e minigonnata che, per orrendi che siano all'orecchio di alcuni (compreso il mio! :D), vengono qualche volta utilizzati anche se nessun dizionario li contempla (per lo meno, non in relazione ai tacchi per il primo) da chi non si fa problemi ad approfittare in modo estemporaneo dell'elasticità della nostra lingua, per necessità espressiva o per semplice sfizio che sia.

    Per come lo interpreto io, niqabata non è solo un'indicazione oggettiva del fatto che la donna in questione indossa il niqab, ma vale "...donna musulmana tradizionalista e osservante al punto da indossare abitualmente il velo integrale detto niqab", contiene quindi un implicito e più ampio sottotesto che immagino fosse in qualche modo giustificato nel discorso che il giornalista stava facendo, e che è stato sintetizzato con il conio o l'uso di questo aggettivo insolito.
     
    Last edited: Jul 13, 2013
  35. Va bene Stella, su questo siamo okeizzati:D!

    Scherzi a parte, però, secondo me, la diffusione del bisogno di utilizzare un neologismo è importante per distinguere la lingua dal gergo.
    Se dico ad un collega "patchami la release così la facciamo uscire" sono sicuro che il collega capisce cosa voglio dire, ma non mi aspetto di trovare il verbo patchare o pacciare su un dizionario. E' gergo informatico.
    Allo stesso modo se un giornalista scrive su una rivista di studi mediorentali se usa niqabata è sicuro di farsi capire, ma se scrive su un giornale a larga diffusione?
    Faccio un'altro esempio. Quanti sanno che un tipico vestito tradizionale Africano si chiama citenghe (chitenge con la grafia inglese, o Kitenge con la grafia ufficiale italiana).
    Ora se sono in Africa posso dire ad un mio connazionale che vive sul posto "mi si è avvicinato un uomo citengato" (anche se non lo direi mai...). Ma se in Italia dico che ho visto una donna citengata chi mi capirebbe? Eppure in Italia ci sono moltissime più donne che vestono il citenghe piuttosto che il niqab.
    Per questo direi che citengato non sarebbe lingua ma caso mai gergo di chi conosce l'Africa meridionale e occidentale.
    E niqabata?
     
  36. stella_maris_74

    stella_maris_74 Mod About Chocolate

    Rome
    Italian - Italy
    Ciao Chipu :)
    siamo d'accordo entrambi che niqabata, con tutta probabilità, non avrà successo né diffusione né dignità di neologismo vero e proprio, nel senso che non è che siccome l'ha detto una volta Zanchini su Radio Tre, allora vuol dire che da domani la parola entrerà di diritto sul Treccani o nel lessico quotidiano degli italiani, e ciò a prescindere (sempre secondo me) dalla diffusione del corrispondente indumento in Italia, giacché non viviamo in una bolla isolata dal resto del mondo e c'è gente che di questo resto del mondo scrive e parla.

    Il punto del mio discorso è che, pur con la premessa di cui sopra, trovo in ogni caso che nulla vieti talvolta di fare un uso creativo della lingua per particolari esigenze espressive, stilistiche e quant'altro :)
    Poi, alcune invenzioni sono più riuscite di altre. Questa probabilmente non è felicissima da un punto di vista "estetico", ma l'estetica è un criterio abbastanza soggettivo. Dal punto di vista puramente linguistico/morfologico, però, la trovo correttamente formulata.
     
    Last edited: Jul 13, 2013
  37. Hai ragione Stella:)... credo di essermi preso troppo a cuore la questione!
    Non so, c'è qualcosa in questo thread che mi ha toccato e non è certo una presunta difesa della lingua, ma non saprei dire di cosa si tratta...
    Ciao e buona domenica!:)
     
  38. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Ciao, chipulukusu! Forse intuisco ciò che vuoi dire con questa tua frase:

    ''Non so, c'è qualcosa in questo
    thread che mi ha toccato e non è certo una presunta difesa della lingua, ma non saprei dire di cosa si tratta...''

    Un gesto apotropaico. La mia risposta. Ripudiando la parola si pensa che anche ciò che rappresenta possa essere... cancellato. Non sempre è così. Chi vivrà vedrà:).


    Saluti
     
    Last edited: Jul 14, 2013
  39. stella_maris_74

    stella_maris_74 Mod About Chocolate

    Rome
    Italian - Italy
    Mi è venuto in mente che tempo fa c'è stata una discussione per certi aspetti simile a questa, sempre a opera della nostra spacciatrice ufficiale di parole strane ascoltate in giro (Pizzi ;) si scherza eh!). Ve la propongo perché è altrettanto interessante:

    bitolsiano [= dei Beatles]


    Buona domenica a tutti :)
     
  40. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Stella, e buona settimana!:)

     
    Last edited: Jul 16, 2013
  41. Crix Senior Member

    Italy
    Italian/Spanish (bilingual)
    Sono (relativamente) nuova in questo forum . intendo dire che seguo forum e WR dictionaries da anni ma solo ora mi sono registrata. Questo è uno dei threads più affascinanti con i quali mi sono imbattuta, perché ho vissuto in terre mediorentali per quasi venti anni. Vorrei contribuire alla comprensione filologica di termini quali "niqabata" e simili tramite la mia conoscenza dell'Arabo. L'Arabo conserva casi e declinazioni simili a quelli latini e greci. In Arabo, per definire una donna che usa un niqab, uno chador, etc., si usa il caso accusativo (nel senso che la donna POSSIEDE un niqab etc: una donna che possiede un niqab si chiama "niqabi". Una donna che possiede un burka si chiama "burkawi". Noi che vivevamo a Sharm el Sheikh ci chiamavamo Sharmawi. Coloro che abitavano a Dahab si chiamavano Dahabwi. La traduzione naturale in italiano risulta nel participio presente: Niqabata, Burkata, Sharmese, Dahabese. Possono risultare assonanti ed inusuali, ma sono assolutamente corrette.
     

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