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Reinvio o rinvio

Discussion in 'Solo Italiano' started by Passante, Jul 8, 2013.

  1. Passante

    Passante Senior Member

    Bologna
    italian
    In una discussione in altro forum sono incappata in un termine su cui non avevo dubbi, ma giustamente mi hanno fatto notare che il verbo reinviare non esiste nei vocabolari. Visto però che spulciando nel forum della crusca esiste qualcosa di analogo in una discussione in cui non si nega l'esistenza di tale neologismo, ma è solo relativo alla posta elettronica se non ho letto male, volevo quindi chiedere se è una mia 'inflessione' linguistica forse localizzata al centro italia o una cosa diffusa?

    Addirittura io uso rinviare solo nell'accezione di mandare indietro (rimandare al mittente) o rimandare nel tempo, mentre reinviare lo uso solo per mandare di nuovo.
    E' una accezione tutta mia e completamente errata o c'è un qualche base a supporto di tale distinzione?

    grazie in anticipo a chi volesse dipanare questi dubbi forse sciocchi.
     
  2. giginho

    giginho Senior Member

    Svizzera / Torino
    Italiano & Piemontese
    Ciao Pas!

    Anche io uso reinviare (ma scritto re-inviare) per dire inviare di nuovo, ma non mi viene in mente altro contesto se non quello della posta; anche io, infatti, uso rinviare in caso di procastinare nel tempo.

    Ciao

    Gigi
     
  3. francisgranada Senior Member

    Slovakia
    Hungarian
    Secondo me il fatto che reinviare non esiste nei dizionari non ancora significa che si tratti di un termine sbagliato. Il prefisso re- o ri- si può usare praticamente con tutti i verbi italiani ... (neanche il Treccani riporta reinviare, ma p.e. reinvitare sì).

    Però ho l'impressione (non so se giusta ...) che il prefisso re- (invece di ri- che sarebbe la forma "naturale" italiana) oggidì viene usato quasi esclusivamente nel senso di "di nuovo" (o di "ripetizione"). Ovviamente sto parlando del uso "moderno" di questo prefisso e non delle parole (tipicamente quelle dotte) che a priori contengono il prefisso latino re- (come restare e simili).

    Insomma, mi pare che rincontrare e reincontrare, ritornare e re-(ri)tornare (forse non esiste), rinviare e reinviare ecc... non significhino esattamente lo stesso.

    (Ciao Giginho, vecchio amico :))
     
  4. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao a tutti!:)

    Confermo che anch'io mi comporto come Passante e Gigi:
    - uso "rinviare" con il senso di posticipare, anche nel sostantivo "rinvio" (p.es. "rinvio a giudizio"); molto raramente come sinonimo di (ri)spedire/(ri)mandare/inviare indietro (al mittente);
    - nel caso della posta elettronica (o altro materiale inviato elettronicamente, come filmati, foto, ecc.) uso sempre "re-inviare", come sinonimo di rispedire, rimandare, [spedire/mandare/inviare] nuovamente, anche nel sostantivo "re-invio".
    La stesso faccio con re-inoltrare e re-inoltro.

    Sono completamente d'accordo con Francis riguardo al fatto che il prefisso "ri-" con il significato di nuovamente/di nuovo (che diventa "re-" davanti a verbi inizianti per "i"), si può teoricamente aggiungere a qualsivoglia verbo (se cucino una seconda volta dirò che ho ri-cucinato, se bevo una seconda volta dirò che ho ri-bevuto e così via).
    Ovviamente i dizionari non possono riportare gli stessi verbi tante volte quante sarebbero le varianti originate dalla combinazione con ciascun possibile prefisso (ri-/re-, pre-, post-, in-, dis-, ecc.). Questo non significa che l'aggiunta di un lecito prefisso non produca un verbo grammaticalmente corretto, indipendentemente dal fatto che lo si trovi registrato o meno sul dizionario.
    Pertanto "re-inviare" e "re-invio" (che io, come Gigi, scrivo principalmente con il trattino) a mio avviso sono del tutto legittimi, al di là della preesistenza della forma contratta "rinviare".
    D'altronde nulla vieta che esistano doppie forme di un verbo: tanto per restare su quelli che iniziano in questo modo, abbiamo ad esempio reintegrare/rintegrare, reincarnare/rincarnare, reinvitare/rinvitare (citato da Francis), ecc. Stando al Treccani, tra l'altro, in tutti questi casi la variante oggi prevalente è proprio la prima.

    P.S.:
    Il Treccani conferma quanto sostenuto da Francis e me: "Siccome per tutti i verbi è virtualmente possibile la composizione con ri-*, nel presente Vocabolario sono registrati solo quelli che hanno una certa larghezza d’uso o che esigono la registrazione per accezioni proprie e particolari."

    * "Il prefisso iterativo (o frequentativo) ri- ha un allomorfo re- che si combina, preferibilmente, con basi che iniziano per "i": reintrodurre, reinterpretare, ecc." (link)
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    Last edited: Jul 9, 2013
  5. Sempervirens Senior Member

    italiano
    Ciao, Passante! Credo di aver usato diverse volte il verbo reinviare e non mi sono mai chiesto della sua reale esistenza. Sono sicuro però che quando l'ho usato per gli scopi prefissi, la comunicazione ha avuto esito positivo. Se poi salta fuori che su questo o su quel dizionario non c'è , dobbiamo depennarlo immantinente dalla nostra lista? No.

    La prefissazione con ri-(re-) non mi sembra particolarmente difficoltosa. Magari eviterei di applicarla a verbi come digerire. Non credo che saprei destreggiarmi bene con l'uso di un simile verbo. Anche perché , o si digerisce bene, o si digerisce difficoltosamente, oppure non si digerisce affatto. Ma digerire due volte nel contempo mi pare anche troppo!

    Saluti

    S.V
     
  6. Passante

    Passante Senior Member

    Bologna
    italian
    Grazie a tutti per il supporto, in effetti ero rimasta basita per la critica visto che mi sembrava di uso più che comune, a supporto avevo tutti i miei colleghi che lo usano e usano entrambi i verbi con le due accezioni che ho esposto come fossero verbi distinti. Mi fa quindi piacere aver confrontato con voi tali usi in modo da essere più precisi anche nei confronti dei non madrelingua. Grazie ancora e saluti
    Buonagiornata :)
     
  7. LordSilver New Member

    Italian - Italy
  8. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao LordSilver e grazie. Quello che hai linkato è il post a cui faceva riferimento Passante nel suo primo post.
    E' importante sottolineare che quel post è del 2003, epoca in cui la posta elettronica non era certo diffusa come ora.

    Trovo inesatta, dal punto di vista tecnico, l'affermazione per cui "questo verbo –in un contesto di posta elettronica - è abbastanza improprio, in quanto quasi mai significa «inviare di nuovo», bensí «usare come punto di partenza per un altro messaggio»", in quanto quando usiamo il verbo "reinviare" intendiamo invece proprio "inviare di nuovo" (tipicamente una mail il cui invio originario non è andato a buon fine)!

    L'altra affermazione per cui "la naturale evoluzione fonetica d'un tale neologismo sarebbe lo stesso «rinviare»" è riferita ai parlanti toscani; questo non accade al Nord, dove si pronuncia distintamente la "e", addirittura a volte facendo una piccola pausa dopo di essa, proprio perché non venga confusa con la "i" successiva (cioè si pronuncia re-inviarlo).
    So benissimo che la pronuncia standard è quella toscana, non certo quella settentrionale, ma ho menzionato la cosa per dire che il fatto che per noi settentrionali le parole reinviare e rinviare non siano foneticamente assimilabili (come per i toscani) è un'ulteriore ragione che ce le fa percepire come parole distinte.
     
    Last edited: Jul 28, 2013

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