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Tira via!

Discussion in 'Solo Italiano' started by Feiht, May 23, 2013.

  1. Feiht Junior Member

    Czech
    Ciao,
    voglio chiedere se l´esclamazione "Tira via!" può significare la stessa cosa come 'Ma dai'. spec. nel caso quando uno si stupisce, non vuole chiedere a quello che diciamo ecc. (Tira via, Anna, come mai sarebbe possibile una cosa del genere!)
    Ho trovato parecchi significati di 'tira via' qui, però nessuno sembra adatto alla 'mia' situazione.
     
  2. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao. In fiorentino "Tira via!" vuol dire "Vattene!"/"Sparisci!"/"Togliti!"/"Levati!" (vedi esempi 1, 2 e 3).

    In italiano invece "tirare via" ha piuttosto l'accezione di "tirare dritto"/ "andare avanti"/ "procedere"/ "proseguire senza fermarsi" (esempi 1, 2, 3), oltreché le accezioni riportate dal Treccani: affrettarsi, lavorare in fretta e male: "su, tiriamo via, c’è ancora molta strada da fare"; "è un lavoro tirato via, va rifatto". Vedi anche qui: (fig.) eseguire qualcosa in fretta e male, ≈ abborracciare, acciabattare, raffazzonare: "un articolo tirato via".

    All'imperativo è usato anche come esortativo, nel senso di "Avanti!"/ "Sbrigati!"/ "Dai, su!" (esempio).

    A livello di gergo popolare, l'ho sentito usare anche nel senso di "Ma va là!"/"Ma levati!", per esprimere disappunto e disapprovazione verso un'affermazione altrui; mi pare sia questo il senso che interessava a te. Ci sono molti altri modi, comprensibili in tutt'Italia, per esprimere questo concetto, quindi se si tratta di una frase di tua creazione, meglio se non usi questa espressione, il cui uso è molto limitato e non sarebbe generalmente compreso.
    Tieni inoltre presente che, come tutti i verbi sintagmatici (cioè quelli dati dall'abbinamento di verbi molto comuni con particelle avverbiali), "tirare via" è sempre di registro informale/popolare, in qualsiasi sua accezione e tutte quelle fin qui riportate non sono molto comuni, perché nell'italiano attuale il principale significato di "tirare via" è tutt'altro, cioè "levare/ togliere con forza/ strappare".

    La tua frase è agrammaticale:
    Dovresti modificarla in: ... Anna, non [sarebbe/è] (proprio) possibile una cosa del genere! oppure: ... Anna, mai (e poi mai) sarebbe possibile una cosa del genere!
     
    Last edited: May 23, 2013
  3. Feiht Junior Member

    Czech
    Sono consapevole del fatto che si tratta di un "registro basso". E non è una frase di testa mia solo qualcosa che ho sentito dire (invece il resto della frase, quello sì, è la mia creazione anche con l'errore - volevo solo metterlo in un contesto comprensibile):)
    Ti ringrazio tanto per avermi confermato la mia ipotesi sul significato:))
     
  4. Anaiss

    Anaiss Senior Member

    Venezia
    Italiano - Veneto
    No, purtroppo non l'ho mai sentito nel senso che intendi Feiht. :)

    Concordo con la correzione di Connie, probabilmente quello che vuoi esprimere con "come mai" può essere reso con "quando mai":
     
  5. Federico García Lorca

    Federico García Lorca Junior Member

    España
    Italiano
    Un poeta romano, Trilussa, utilizza questa espressione come sinonimo di "lascia perdere"/"lascia stare", cioè dire come un'esortazione a non prendere troppo sul serio qualcosa, ad abbandonare un argomento. Comunque sia, le frasi idiomatiche e il linguaggio parlato non rispondono a regole fisse. In questo caso hanno piú valore, ai fini della comprensione, il contesto della frase e il tono in cui viene pronunciata che non la traduzione letterale della stessa.
     
  6. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Federico.:)

    A me sembra che anche Trilussa lo usasse come esortativo con il significato citato nel mio post precedente, cioè come sinonimo di "Dai, su!"/"Su, dai!".

    Per esempio qui scrive "Presto, Mafalda, sbrighete, saluta, diglie come te chiami, tira via!" (e nella relativa nota esplicativa si legge: "8. tira via: forza su").
    E anche qui ("Hai perso la parola? Su! Coraggio! Sta' alegro! Tira via!"), qui ("Famme la barba, Pippo, tira via..."), qui ("Ma chiameme Giggetto, tira via!") o qui ("Ah! nuvoletta, Non me coprì la luna, tira via!") avrebbe sempre quell'accezione.

    Comunque concordo sul fatto che nel caso di espressioni con molteplici significati, ciò che maggiormente aiuta nell'interpretarne il significato è il contesto.
     
  7. Federico García Lorca

    Federico García Lorca Junior Member

    España
    Italiano
    Ciao Conny,

    Nella mia risposta pensavo, effettivamente, a una delle frasi che tu hai citato, per l'esattezza quella tratta da 'Er barbiere e l'avventore': "famme la barba, Pippo, tira via". Si tratta della messa in versi vernacoli della conversazione tra un barbiere prolisso che vuole esprimere a tutti i costi le sue convinzioni politiche e un cliente preoccupato del fatto che, distraendosi, Pippo non faccia bene il suo lavoro. In questo caso direi che "lascia stare" ("lassa sta'") o lascia perdere ("falla finita", "dacce 'n tajo", etc.) è l'interpretazione che meglio esprime il significato specifico. Differente mi sembra che sia la questione nei primi due casi da te citati, dove concordo perfettamente con te: "su, dai!". Per quanto riguarda l'ultima citazione, opterei per un significato piú vicino a quello che tu hai detto essere quello usato dai fiorentini: "váttene". Nel caso di Giggetto, che gioca a fare il modesto dopo aver ottenuto il sospirato titolo di "cavajere", mi sembra che l'espressione assuma una posizione intermedia, che potremmo tradurre con una locuzione del tipo: "ma dai, facciamola finita con tutte queste formalità", che renderebbe l'idea del contrasto ironico tra l'atteggiamento di pietire il cavalierato quasi in ginocchio per poi, nel momento in cui un suo conoscente lo saluta riconoscendogli l'onoreficenza, fingere di non dare importanza alla cosa. Comunque sia, tutto fa brodo: si tratta di espressioni idiomatiche, che imitano il vernacolo dei bassi fondi e che spesso contengono errori e fraintendimenti voluti dall'autore che vuole riprodurre con fedeltà il gergo de popolo, o per lo meno darne un'idea colorita. A Roma, come immagino in molte altre città, il problema del dialetto è la sua soggettività, legata alla epoca e spesso anche al quartiere in cui si forgia o è impiegata l'espressione. Ricordo un compagno di classe che aveva l'abilità di coniare una serie di neologismi molto convincenti, mischiando espressioni del romanesco del centro storico (piú simile a quello di Trilussa e Belli) con il gergo delle periferie, molto piú modernizzato e influenzato dalla moda; il risultato era sorprendente, questo adolescente di altri tempi riusciva a strappare un sorriso perfino ai professori piú severi e bacchettoni...

    Chiedo venia per la lunghezza del messaggio :eek:

    Ciao,
    Adriana
     
  8. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Adriana, e grazie per la tua esaustiva, istruttiva e simpatica risposta!:):thumbsup:

    Non trovi che in tutti i casi si potrebbe comunque rendere in italiano standard semplicemente con "Via!" o "Dai!", che nella loro genericità esortativa contengono tutti i possibili significati e sfumature menzionati?
     
  9. Federico García Lorca

    Federico García Lorca Junior Member

    España
    Italiano
    Ma sí, dai, Adriana, tira via ;)...sono sempre cosí polemica e cavillosa...
    Però sai che c'è? Mi piacciono tanto tutte le sfumature che m'invischio a scovare le differenze piú recondite. Decisamente la tua proposta è piú che accettabile, anche perché la frase che ha dato inizio ai nostri approfondimenti filologici, in fondo, mi sembra che non si riferisse nemmeno cosí specificamente all'ambito del dialetto romanesco. E quindi, promosso al 100% "via" e "dai", universale e corretto.
    A presto,
    Adriana
     
  10. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Non sei stata cavillosa e tantomeno polemica!;) Hai fatto bene a spiegare nel dettaglio: l'ho trovato utile e interessante. Nello stesso tempo cercavo di semplificare le cose a Feiht, dandogli un indirizzo generale per interpretare quell'esortazione, dato che da un contesto all'altro cambiano certamente le sfumature, ma pur sempre entro una certa gamma, e i polivalenti "via" e "dai" mi pareva si prestassero a renderle tutte o quasi. Grazie per la conferma e a presto!:)
     
  11. Federico García Lorca

    Federico García Lorca Junior Member

    España
    Italiano
    Grazie a te per la pazienza...:D...arrileggerci (Feith, questo non impararlo perché non si dice!...) e a presto,

    Adriana
     

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