Vado in/a Via Garibaldi

Discussion in 'Solo Italiano' started by gabrigabri, Jun 11, 2006.

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  1. gabrigabri

    gabrigabri Senior Member

    奥地利
    Italian, Italy (Torino)
    Ciao a tutti!
    avrei una curiosità... Io (di Torino) dico sempre p.e. "vado IN via Roma, oppure IN piazza Garibaldi, oppure sono In via Roma". Uso sempre IN.
    A Roma mi è capitato di sentire "vado A via Garibaldi, sono A via Garibaldi".
    Qualcuno mi sa spiegare cosa è giusto/sbagliato, se tutti e due sono corretti?
    Grazie
     
  2. primo_cerchio Senior Member

    Ivrea
    Italian Italy
    E' corretto solo in.
    A è una forma dialettale romana.
    A Roma si dice anche andare a studio invece che in studio.
    A Milano spesso si omette il via o piazza: sono in Montenapoleone, vediamoci in Cordusio.
     
  3. gabrigabri

    gabrigabri Senior Member

    奥地利
    Italian, Italy (Torino)
    Scusami un po', ma tu lo affermi in quanto torinese?Se vieni da Torino è abbastanza probabile che tu la pensi come me (cioè che si dica "in"); però molti romani mi hanno detto che secondo loro almeno tutte e due le formo sono corrette. (Qualcuno mi ha detto che deriverebeb dal latino, ma io, non avendolo studiato, non posso confermare o smentire). Oppure lo affermi in quanto sei convinto al 100% di ciò? Con dei motivi validi??
    Non ti offendere, non voglio assolutamente attaccarti! :)
    È solo che mi piacerebbe sentire "l'altra campana"!!
    Ciao
     
  4. diddue Senior Member

    Firenze
    Italian/Italy
    ciao Gabri Gabri ,
    è sbagliato , non solo per un Torinese, anche per una Fiorentina, perché è proprio sbagliato, ma la spiegazione è complessa. Io ho trovato un link sulla preposizione "a", eccolo... non è scritto in modo semplice, ma è un punto di partenza: http://www.monteforti.it/Giorgio Monteforti/prepa.html
    cristina
     
  5. primo_cerchio Senior Member

    Ivrea
    Italian Italy
    Lo affermo solo e soltanto percdhè è giusto così.
    "MOlti romani" sono ignoranti.

    Noi a Torino diciamo altrettanrte stupidaggini m Esempio tipico il "solo più".

    Mancano solo più due giorni e poi .....

    Questo perchè imn piemontese si dice mac pi...
     
  6. Necsus

    Necsus Senior Member

    Formello (Rome)
    Italian (Italy)
    Ciao, Gabri. Secondo la grammatica del Serianni "a via..." non è sbagliato, quanto piuttosto in via di affermazione nell'uso comune, partendo dal centro-sud, come è accaduto per i nomi di città, con i quali ancora il Manzoni usava la preposizione in (Andavano in giro facce, che in Milano non s'erano mai vedute).
     
  7. claudine2006

    claudine2006 Senior Member

    Andalucía Spain
    Italy Italian
    Io (di Bari) direi "Vado in via Garibaldi".
     
  8. eduardojoao

    eduardojoao New Member

    Orlando, Florida
    Español - Americas
    se i italiani non possono arrivare a un accordo, come possiamo i stranieri? Io ancora non so l'uso corretto di "a" o "in"!
     
  9. rainbowizard

    rainbowizard Senior Member

    Venezia
    Italian - Italy
    Non si tratta di accordarci o meno sull'utilizzo corretto delle preposizioni nel complemento di moto a luogo.
    Le regole ci sono ma sono piuttosto complesse da spiegare con un breve intervento, oltretutto si tratta di regole soggette sovente ad eccezioni più o meno accettate nel parlato (e nelle forme dialettali).
    Può essere utile il seguente link:
    http://www.dizionario-italiano.it/grammatica-italiana/grammatica-197.php

    Tuttavia mi rendo conto che il motivo per cui si scelga "in" piuttosto che "a" o "da" risulti decisamente difficile da capire ad una persona che non sia madrelingua.

    Edit.: ... e comunque si dice Vado in via Garibaldi
     
  10. marco.cur Senior Member

    Qui in Sardegna ho sempre sentito "vado in via Garibaldi".
     
    Last edited: Aug 11, 2009
  11. Paolo Yogurt

    Paolo Yogurt Senior Member

    Italiano
    Credo che uno studente straniero debba innanzitutto imparare la forma più diffusa, più usata e universalmente riconosciuta.

    Nel caso in questione, "in via Garibaldi" è la forma, per così dire, corretta[1] e adoperabile in qualsiasi contesto. "A via Garibaldi" è, a mio avviso, ancora una variante regionale centro-meridionale, benché l'uso ne possa decretare la legittimità.

    Personalmente, ho sempre sentito e usato "in via Garibaldi".

    [1] ovviamente, essendo la lingua sottoposta alla tirannia dell'uso, ciò che è corretto oggi può non esserlo domani.
     
  12. Ezzelino

    Ezzelino Member

    Roma, Italia
    Italian
    Ciao,
    da "L'accademia della Crusca":

    -"[...] oltre agli odonimi – in cui a è a tutt’oggi abituale anche presso i romani cólti: a piazza Venezia, a via Condotti – si possono citare frasi come [...]"-

    Anch'io, in quanto romano cólto, dico "a via Taldeitali"... ;)

    L'articolo della Crusca afferma che "a via Condotti" o simili sono varianti regionali, quindi da oggi dovrò sforzarmi ad utilizzare "in" al posto di "a".

    Ciao.
     
  13. Montesacro Senior Member

    Roma
    Italiano
    Be', io utilizzerei "in" al posto di "a" solo in casi di somma e imperiosa necessità.. (parlo da romano, ovviamente).

    Immaginati impegnato in una conversazione con altri concittadini; non sarebbe ridicolo dire tutt'a un tratto: "ora devo scappare, che devo andare in piazza Cavour"? :)
     
  14. Jac1992 New Member

    Spinea, near Venice
    Italian - Italy
    Confermo che anch'io uso "vado in via Garibaldi" e sono di Venezia
     
  15. Ezzelino

    Ezzelino Member

    Roma, Italia
    Italian
    Ciao Montesacro,
    concordo pienamente. Ciò nonostante, "andare a piazza Cavour" è una forma dialettale (non sarà facile abituarmi ad andare in piazza Cavour...).

    Poichè sono molto interessato all'argomento, ho cercato di catalogare le principali espressioni contenenti "andare a/andare in" che sono solito utilizzare quotidianamente (attenzione quindi: pericolo di dialetto !!).


    "Andare a" + verbo infinito
    "Andare a fare una passeggiata"
    "Andare a vedere un film"
    "Andare a comprare il pane"

    In questi casi direi che non ci sono dubbi: "andare a".


    "Andare in" + toponimi stradali
    "Andare in Via Taldeitali"
    "Andare in Piazza Cavour"

    Purtroppo credo mi suonerà sempre male, ma così è...
    "Andare a Via Taldeitali" :cross: è una forma dialettale.


    "Andare a/in" + luoghi chiusi
    Per i luoghi chiusi mi suona più naturale l'uso della proposizione in (con qualche eccezione degna di nota).

    "Andare in ufficio / in chiesa / in cantina / in macchina / in aereo / in barca"
    "Andare in ospedale" (ma uso indifferentemente anche "Andare all'ospedale", probabilmente sbagliando).
    "Andare al cimitero" ("in cimitero" non mi suona proprio... Forse anche perchè il cimitero non è propriamente un "luogo chiuso").
    "Andare a casa di Luca / a casa mia" (anche qui, "in casa di Luca" mi sembra innaturale).
    "Andare al bar / al cinema"



    Grazie a tutti.
     
    Last edited: Aug 14, 2009
  16. rainbowizard

    rainbowizard Senior Member

    Venezia
    Italian - Italy
     
  17. milanoinnevata Senior Member

    Italia (Milano)
    Italian
    "In" senza "via" o "piazza" a Milano lo usiamo, in casi come quelli che citi tu, perché c'è una fermata della metropolitana. Non ne ho mai capito il motivo neanch'io, forse perché memorizziamo i nomi delle fermate (che non comprendono "via" o "piazza") anziché i luoghi?
     
  18. MeLLL New Member

    Genova/Italia
    Turkish
    Si accetta la lingua generale il dialetto del centro.

    Comunque ai corsi ho studiato e hanno spiegato cosi:

    A Piazza de Ferrari
    A Via Roma
    A Roma
    In Italia
    In Sardegna
    In Liguria


    Non so se sbaglio.
     
  19. MünchnerFax

    MünchnerFax Senior Member

    Germany
    Italian, Italy
    Direi che questa teoria non è esatta perché a Milano questo uso si applica a parecchie (ma certamente non a tutte) strade o piazze più conosciute anche senza una fermata di metropolitana: in Tunisia, in Giambellino, in Fontana, in Forze Armate, in Quinto Alpini sono giusto le prime che mi vengono in mente ripensando alle mie esperienze.
     
  20. effeundici Senior Member

    Italy
    Italian - Tuscany
    Ricordo benissimo che il mio libro delle medie (1978) diceva di evitare assolutamente l'uso di "a via xxxx" in quanto dialetto romanesco.

    Poi una copia di Repubblica oggi ed una domani, un TG1 oggi ed uno domani, ed ecco che sembra sdoganato.
     
  21. milanoinnevata Senior Member

    Italia (Milano)
    Italian
    Non avevo mai sentito nessuna di queste... ma ti credo!
     
  22. gioJB New Member

    Italiano
    La preposizione "a" deriva dalla preposizione latina "ad" indicativa del moto a luogo,
    per determinare lo stato in luogo in latino si usa in ( e l'ablativo) fatto sta che la stessa preposizione può idicare se seguita dal caso accusativo un movimento di entrata

    in italiano è lo stesso
    Sto entrando in Via Roma
    Sono in via Roma
    Vado a via roma , con ciò non credo che dire 'vado in via roma' sia sbagliato ma non più corretto di 'vado a via Roma'.
     
  23. MünchnerFax

    MünchnerFax Senior Member

    Germany
    Italian, Italy
    La Crusca la pensa diversamente, come è stato segnalato sopra. ;)
    Oltretutto io lascerei stare il latino in questo caso, anche perché altrimenti per par condicio dovremmo occuparci di ritrovare tracce di apud e propter nell'italiano moderno. :cool: Rifarsi alla lingua morta per concludere che a non può indicare a rigori stato in luogo mi sembra una tesi in contrasto con gli usi e la grammatica dell'italiano corrente. :)
     
  24. gioJB New Member

    Italiano
    Mi sembra ovvio che non tutte le parole italiane derivino dal latino ma quando si hanno dubbi è bene andare all'origine del problema. Le preposizioni 'a' e 'in' sono appunto le più usate nell'italiano corrente per indicare stato in luogo e moto a luogo ciò nonostante solo perchè sono alla portata di tutti non bisogna trascurare il fatto che dirivano da una lingua 'morta'
     
  25. sbnlwrs New Member

    Antwerpen
    Nederlands - België
    Salvo, io stavo cercando se si dice IN Piazza Garibaldi o A Piazza Garibaldi e sono arrivata qui.

    In "Una grammatica italiana per tutti A1-A2" si spiega così a noi stranieri imparando la lingua:

    - Usiamo IN:
    • con continenti, nazioni, regioni
    • con gli indirizzi (in Via ...)
    • con i mezzi di trasporto (ma: a piedi, a cavallo)
    • con i nomi che finiscono in -IA
    • con la maggior parte dei nomi femminili: in piazza, in biblioteca... (ma: a scuola, a casa)
    - Usiamo A:
    • con le città
    • con le isole
    • con la maggior parte dei nomi maschili: al ristorante, al mare... (ma: in giardino, in ufficio, in centro ...)
    Ma forse cambia quando c'è un complemento: per esempio, andare in negozio/al negozio di alimentari.
    Io direi: andare in piazza, ma andare alla piazza con la fontana.

    Per gli indirizzi incontro più spesso IN Piazza Garibaldi ma in un'edizione Edilingua (milanese) ho sentito in un dialogo 'dopo un po' arriva A Piazza Garibaldi'.
    Che confusione per noi stranieri!
     
  26. ohbice

    ohbice Senior Member

    italiano
    Qual'è la frase originale di senso compiuto?
    Devo andare in Piazza Garibaldi
    Devo arrivare a Piazza Garibaldi
    Come vedi ci sono verbi diversi... e comunque:
    Devo andare a Piazza Garibaldi
    Devo arrivare in Piazza Garibaldi
    sono comprensibilissime lo stesso, e non mi sembrano sbagliate.
    Insomma, per quanto mi riguarda preferisco le prime versioni ma non farei troppe storie con le seconde.
    p
     
  27. sbnlwrs New Member

    Antwerpen
    Nederlands - België
    Ah sì, ho capito. Pensavo che si usasse la stessa preposizione per quei due verbi! Grazie!
     
  28. Ciao a tutti, interessante discussione.

    Per quanto riguarda università e facoltà, cosa proporreste?
    Spontaneamente mi ritrovo a dire Vado/Sono in università e, lo stesso, Vado/Sono in facoltà.
    Sono considerati usi colloquiali standard, oppure localismi?


    Nel caso di vie e piazze, invece, pur essendo del nord, non mi sembrano così terribili le proposte Andiamo a Piazza XXX, probabilmente perché intendo il nome del luogo come un insieme, dimenticando inconsciamente che sia una piazza (dato che direi invece Vado in piazza). Anzi, negli esempi di moto a luogo con piazza penso che userei con maggiore probabilità la preposizione a: Andiamo a Piazza Isabella la Cattolica, a Piazza Nuova, intendendole come un unico nucleo.
    Ma potrebbe trattarsi di un condizionamento inconsapevole dello spagnolo, quindi non so...
     
  29. Vasco da Gama Member

    Italiano - Italia
    Io sono di Napoli e io non uso mai la preposizione in nei casi sopracitati. Se dovessi scegliere la risposta corretta in un test, d'istinto metterei sicuramente la crocetta su in, perché mi ''suona bene''. Ma la preposizione a suona per me più familiare.

    Quindi io dico:

    Studio/vado a Corso Umberto
    Vado a Piazza Garibaldi
    Vado a via Toledo
     
  30. Floridsdorfer Member

    Vienna - Austria
    Italian, Spanish, Sardinian (trilingual)
    Ciao,

    concordo con quanto scritto da ohbice, palomamapola e anche gioJB per quanto riguarda l'uso latino, seppure è vero che in italiano le cose sono un po' diverse...

    Per ciò che riguarda le preposizioni l'italiano è veramente difficile, non solo per stranieri ma anche per i madrelingua...per i quali magari la scelta giusta non è sempre necessariamente difficile da applicare nella pratica, ma sicuramente è molto difficile spiegarla e giustificarla ; )
    Insegno lingue romanze a persone prevalentemente di madrelingua tedesca ma non solo. Nessuna lingua romanza, tranne magari il rumeno e un po' anche il francese, ha un sistema di preposizioni per indicare movimento/stato in luogo altrettanto complicato, visto che quasi tutte (spagnolo, portoghese, catalano, sardo...) usano A per moto a luogo e EN/EM/IN per stato in luogo, senza differenze riguardanti il nome che segue.
    Quando devo spiegare questo in spagnolo, ci mettiamo 5 minuti...
    in italiano due lezioni.
    Penso a tutti gli esempi da voi riportati, o a cose tipo vado IN biblioteca (indicazione generica), vado ALLA biblioteca centrale (specifica, moto a luogo), sono IN biblioteca (generica), sono NELLA biblioteca di...Floridsdorf...(specifica)...
    Ci sono centinaia di esempi così, analizzarli tutti richiede tempo.
    In generale, quando il luogo è specifico, A (o A + articolo) è la scelta prevalente per il moto a luogo, mentre IN (o IN + articolo) lo è per lo stato in luogo.
    Qui l'italiano si avvicina alle altre lingue romanze.
    Però se il luogo è generico, allora è diverso. Molte volte non c'è una regola, bisogna semplicemente imparare la preposizione corrispondente, che "cinema" va con AL, così come "bar", "discoteca" con IN, etc etc etc. Se il luogo viene specificato, come detto, cambia tutto.

    Per quanto riguarda le vie, la regola generica sarebbe quella da voi detta, che si usa prevalentemente IN.
    Però non è così semplice.
    Prima di tutto, non mi azzarderei mai a dire che A è incorretto se lo usano in una così ampia parte d'Italia, solo perché alcune grammatiche o anche se fosse la Crusca così lo riportano.
    Nel mio piccolo, la maggior parte dei miei alunni non vuole tanto imparare l'italiano per dare un esame all'università quanto per usarlo in vacanza o per esprimersi correttamente e perciò, per quanto possibile, cerco di rimarcare le differenze: se a Roma si dice "vado A via Garibaldi" dico che in parti d'Italia si usa così, in altre IN.
    E così per tutti gli usi, facendo comunque presente il confine tra l'italiano "standard", l'italiano regionale e le altre lingue regionali diverse dall'italiano.

    E poi c'è da aggiungere che anche qui, persino nelle vaste zone dove si usa IN, la cosa cambia se la via, la strada o la piazza vengono specificate.
    Credo che molti di coloro che pure usano "vado IN via Garibaldi" direbbero "sto andando ALLA piazza dove ieri ho incontrato la mia amica".
    Già con "via" non sono sicuro al 100% di quale mi risulti più comune, forse "sto andando NELLA via che mi hai detto" prevale su "sto andando ALLA via che mi hai detto".

    In ogni caso, pur usando maggiormente IN, tutte le proposte con A mi sembrano accettabili e corrette.

    Per quanto riguarda invece l'uso milanese di dire "vado in Garibaldi" o simili, sia con fermate del metrò che con altre piazze o vie, mi pare un uso normalissimo, forse dovuto alla necessità di essere concisi.
    Questo fenomeno non è affatto raro, si verifica in tante lingue e mi pare più frequente nelle grandi città. Penso allo spagnolo dove c'è lo stesso uso, altrettanto normale e quotidiano, sia a Madrid che, ancor di più, a Buenos Aires, dove nei cartelli stradali la dicitura "calle" (via) non viene nemmeno riportata (si scrivono direttamente solo i nomi)!
    Indipendentemente dal fatto di essere concisi o meno, si tratta comunque sicuramente anche di costumi del linguaggio che sono differenti da posto a posto.
    Sarebbe interessante analizzarli sotto vari punti di vista ; )
    Ricordo per esempio che a Palermo mi sorprese il modo in cui loro (certamente questo non è rappresentativo di tutti i palermitani, ma solo di quelli che ho conosciuto io) indicavano i nomi delle vie, e cioè per esteso. Dicevano per esempio "vado in/a via Galileo Galilei", "via Leonardo da Vinci", etc., anche in discorsi colloquiali, tra amici.
    Non mi è capitato di notare un uso così, non così diffuso intendo, in nessun'altra città, che io ricordi.

    Saluti
     
    Last edited: Jul 9, 2016
  31. giginho

    giginho Senior Member

    Svizzera / Torino
    Italiano & Piemontese
    Ciao Flori,

    Ho letto il tuo contributo e ci sono delle cose che non condivido, dal basso del mio uso della lingua senza avere pretese di basi grammaticali solide.

    Se i tuoi studenti vogliono esprimersi correttamente insegnargli che si dice "vado A via Garibaldi" è un controsenso. E' un uso tipico dei romani (a quanto apprendo) e non della maggioranza degli italiani, come testimoniano i post qui sopra.

    Per quanto mi riguarda non è così. Direi "Sto andando nella piazza dove ieri ho incontrato la mia amica"

    Tu pensa che a Torino noi indigeni difficilmente chiamiamo le strade con i veri nomi. Corso Gallileo Ferraris = Corso GalFer. Piazza Vittorio Veneto = Piazza Vittorio; Corso Vittorio Emanuele II = Corso Vittorio....addirittura diamo nomi a piazze che nome non ne hanno.....o che proprio non esistono!
     
  32. Floridsdorfer Member

    Vienna - Austria
    Italian, Spanish, Sardinian (trilingual)

    Ciao,

    come potrebbe essere addirittura un "controsenso", scusa?
    È etimologicamente giusto secondo l'uso latino (vedi post sopra), ed è addirittura il modo in cui si esprime in TUTTE le lingue romanze...;
    è usato in ampie parti d'Italia (sempre vedi sopra, non solo a Roma, ma a Napoli e sicuramente in quasi tutto il centro-sud);
    è perfettamente comprensibile, non altera il senso della frase, anzi.
    "Controsenso" non lo vedo proprio...

    "Controsenso" a mio modo di vedere sarebbe dire "vado DA via Garibaldi", quello sì è letteralmente un controsenso a tutti gli effetti (moto a luogo espresso con la preposizione che indica la provenienza).

    Questo è invece un uso molto esteso in varie parti d'Italia, che in tante altre e però considerato incorretto, e che, a quanto pare, le grammatiche riporterebbero come "incorretto".
    Ma, mi dispiace, se è un "controsenso" qualsiasi cosa che le grammatiche classiche non ammettono, allora io sto decisamente dall'altra parte.
    Se mi limitassi a insegnare solo ciò che le grammatiche tradizionali citano...
    Io cerco di insegnare come la lingua viene effettivamente parlata, che è ciò che interessa ai miei alunni. Se una cosa viene detta da migliaia o addirittura milioni di persone a mio modo di vedere non è mai "scorretta" ma al massimo è un uso locale.
    In questo caso, dico e direi ovviamente che dire "vado IN via Garibaldi" è corretto ed è anche maggioritario (l'ho già scritto sopra), ma che "vado A via Garibaldi" è pure corretto e quasi altrettanto ampiamente usato. Dico quindi anche dove viene usato, e cerco sempre di rimarcare le differenze tra italiano "standard", italiano regionale, altre lingue presenti in Italia e per finire dialetti. Ovviamente nella misura in cui posso.

    Come ho già detto, io personalmente dico "vado IN via Garibaldi", ma ciò nonostante "vado ALLA piazza che ho detto".
    Questo per dire che le cose non sono così semplici come sembrano.
    Potrei anche dire "vado NELLA piazza", ma allo stesso modo potrei pure dire "vado A via Garibaldi", uguale uguale...
    Eppure, "vado nella" mi suona forzato. In questo caso c'è l'articolo, e generalmente si preferisce ALLA con il moto a luogo.
    Ora mi stupirebbe molto leggere che la maggior parte delle persone dicono "vado NELLA casa di mio fratello", "vado NEL campo da tennis", "vado NELLA biblioteca centrale", "vado NELLO zoo", "vado NELLO spettacolo di balletto", "vado NEL bar di Mario", "vado NELL'assemblea di condominio"...
    Se così fosse, allora dovrei dedurre che forse è vero che un italiano unificato non ci sarà mai :rolleyes:
    Altrimenti, mi piacerebbe avere una parvenza di regola che mi permetta di dire che tutte queste sopra citate non sono possibili mentre, guarda caso, giusto "vado NELLA piazza" sì...
    Per me la questione è più semplice: ci sono parole dove suonano bene entrambe le preposizioni e altre dove solo una, ma, se il luogo è specificato dall'articolo, A+ARTICOLO è la prima scelta nonché la più normale per il MOTO A LUOGO, mentre IN+ARTICOLO è la scelta naturale e la più logica per LO STATO IN LUOGO.
    Poi, eccezioni ce ne sono sempre, ma questa è la norma generica, comune al latino e a tutte le lingue romanze nessuna esclusa, dal francese al corso e al portoghese passando per spagnolo, sardo, siciliano e catalano. Immagino sia così anche in romancio, ladino, friulano e piemontese :D
    Se invece il luogo è generico (senza articolo), come ho già detto prima cambia tutto. Allora in italiano non è più A la prima scelta, c'è anche IN.

    Vorrei poi aggiungere una cosa a proposito di "corretto & scorretto".
    In italiano non esiste neppure un ente "ufficiale" che dica ciò che lo è o non lo è. La Crusca, accademia di letterati, non lo è, è un'accademia privata, seppur prestigiosa.
    Nonostante in spagnolo, come in francese, ciò esista (la Real Academia Española), poi nei singoli posti è corretto ciò che dicono loro, non quello che dettano quelli di Madrid.
    A questo aggiungiamo che le grammatiche italiane, almeno al tempo in cui vivevo in Italia (non son passati millenni), non brillavano certo per innovazione, apertura verso la lingua e quant'altro.
    Se una cosa viene detta da tante persone di tutte le fasce sociali in un determinato ambito geografico non può mai essere "scorretta" in nessuna lingua del mondo.
    È solo un uso geograficamente limitato.
    Diverso è uno sbaglio, un errore, pur se fatto da varie persone resta errore, e non viene di norma esteso né a un'intera regione né a un'intera città.
    Se lo fosse, allora è un uso regionale.
    Se uno va a Roma, dal mio punto di vista consiglierei che apprenda l'italiano come lo si parla a Roma, e così per tutti gli altri posti.
    Lo stesso succede in tutte le altre lingue, tedesco incluso.
    Se vieni a Vienna pensando di far valere tutto ciò che dice il Duden (equivalente della Crusca con più vocabolari e più presenza nei media...) e che magari si dice veramente così a Hannover o Dortmund, bè, avrai una bella delusione. Così in Italia. L'ho vissuto personalmente tempo fa, in alcune regioni, quindi parlo con ragion di causa.
    Per questo non potrò mai pensare che non sto facendo il giusto se in classe dico: "vado IN via Garibaldi è corretto, ma potete anche dire vado A via Garibaldi, perché si usa in ampie zone d'Italia ed è altresì corretto, etimologicamente e come senso. Se qualcuno vi dicesse che non lo è, bé...non importa."

    Saluti
     
    Last edited: Jul 11, 2016
  33. Paulfromitaly

    Paulfromitaly MODerator

    Brescia (Italy)
    Italian
    Nota:
    • Gli interventi devono essere il più sintetici, precisi e specifici possibile. Interventi modello "Guerra e Pace", oltre a essere per lo più noiosi da leggere, sono dispersivi e spesso anche controproducenti per coloro che stanno imparando l'italiano. Inoltre, chi legge le discussioni partendo dal dizionario vuole trovare rapidamente risposte precise, senza doversi per forza leggere intere, lunghe dissertazioni che girano intorno al punto della questione e che assomigliano più ad esercizi di dialettica che a risposte.
    Ulteriori interventi kilometrici comporteranno l'immediata chiusura della discussione.

    Il forum SOLO ITALIANO
     
  34. Nino83 Senior Member

    Italian
    Nella variante brasiliana (come ben saprai) le cose sono un po' più complesse, ma la discussione che ne conseguirebbe sarebbe off-topic.
    A Messina si dice "sono/vado in via Garibaldi/sul viale San Martino/sul corso Cavour".
    Le cose cambiano con "piazza". "Sono/vado in piazza" ma "sono/vado a piazza Cairoli" (in questo caso specifico, dalle mie parti la differenza è tra generico e specifico, non tra stato in luogo e moto a luogo).
    Mi sembra che "a via Garibaldi" sia più frequente a Roma e Napoli, ma non a Bari (commento #7) o più a sud.
    Comunque, in generale, mi sembra buona la tendenza che Floridsdorfer ci ha fornito. Molti nomi di luoghi che reggono la preposizione "in" ("nel/nella" se specifici) con lo stato in luogo tendono a conservare "in" nel moto a luogo generico e a passare ad "al/alla" nel moto a luogo specifico.
     
    Last edited: Jul 12, 2016
  35. Floridsdorfer Member

    Vienna - Austria
    Italian, Spanish, Sardinian (trilingual)
    Sì certo, sarebbe off-topic ma so bene a cosa alludi ; )
    Però, giusto in due parole, se mi è permesso, il fatto che colloquialmente e anche non necessariamente colloquialmente usino più spesso "em" per moto a luogo non vuol dire che disconoscano "a", che rimane valido e usato anche in Brasile (anche lì sarebbe considerato più "corretto" grammaticalmente).

    Ecco, questo di "sul" mi è del tutto nuovo, non ricordo di averlo sentito in italiano, ma lo considero senz'altro corretto (si è effettivamente "sul...viale":D).
    Come curiosìtà, è presente proprio...dalle mie parti, visto che si dice così in tedesco austriaco ("auf der..."+ nome via).
    Altra piccola curiosità...non ricordo proprio di averlo mai sentito neanche a Palermo ("sono in via Libertà...sono in corso Tukory...").
    "In piazza" senza nient'altro aggiunto rimane "in piazza" anche da me e credo dappertutto, come "in discoteca" (definizione generica).
    Il punto in questione è proprio vedere come le preposizioni cambino con l'aggiunta di una denominazione di luogo specifica.

    Bene, non sapevo sull'effettivo ambito di diffusione di "a" invece di "in" e mi interessa, comunque l'area da Roma a Napoli (e immagino quindi anche Abruzzo, Molise...) è abbastanza grande...e popolata.
    In Sardegna, direi che la "norma" è "in" con le strade mentre con le piazze si può sentire più o meno frequentemente anche "a", parlo sempre e solo del moto a luogo, stato in luogo sempre "in" per entrambe.
    Mi riferisco alla parte di Sardegna (centro-nord) che conosco meglio. Nonostante in sardo si usi come in spagnolo esclusivamente "a" per il moto a luogo, in italiano in questo caso con i nomi di strade generalmente si mantiene la differenza.
    Classico esempio: "sto andando in via Roma" vs. "sto andando in/a piazza Roma".
     
    Last edited: Jul 12, 2016
  36. Paulfromitaly

    Paulfromitaly MODerator

    Brescia (Italy)
    Italian
    Ci fa sempre piacere notare come tutti seguano i nostri suggerimenti.
    La discussione è chiusa.
     
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