Venire di là/da là

Discussion in 'Solo Italiano' started by Ivan Ariel, Feb 20, 2013.

  1. Ivan Ariel Senior Member

    Spanish
    Ciao a tutti, ho letto in una canzone da Ricardo Cocciante la frase "..e se verrai di là...", e ho cominciato a dubbitare se la corretta preposizione sarebbe "di o da"; Inoltre, c'è anche un'altra questione, per me: l'uso del condizionale "se". Sarebbe possibile dirlo così?: "E se verresti da là"

    Grazie tante per il vostro aiuto.
     
  2. Paulfromitaly

    Paulfromitaly MODerator

    Brescia (Italy)
    Italian
    E' impossibile analizzare una pezzo di frase di 3 parole..
     
  3. Ivan Ariel Senior Member

    Spanish
    Allora, qua c'è la frase completa: "E se verrai di là, te lo ricorderò" (Così dice la canzone)
     
  4. chiarahepburn New Member

    italiano
    in questo caso "di là" è moto a luogo: probabilmente chi parla invita il suo interlocutore ad andare in un'altra stanza.
    Se ci fosse stato scritto "venire da là", si sarebbe espresso un moto da luogo.
    Per quanto riguarda il "se verrai... ti ricorderò" è corretto, perchè non vuole indicare un'ipotesi poco probabile (cosa che esprimeresti col condizionale), ma verificabile in un futuro concreto.
    Spero di essere stata abbastanza comprensibile!
     
  5. Ivan Ariel Senior Member

    Spanish
    Sei stata abbastanza chiara, ma c'è ancora un dubbio; "Se verrai di là"... Lo penso come venire da un' altro luogo, perciò non riesco a capire bene la differenza nel moto. Ad esempio: Vengo dall'Italia. Allora non è possibile "di Italia"...
     
  6. millebolle New Member

    Italian
    Buongiorno Ivan, forse ti può aiutare pensare che "di là" significa in un'altra stanza (ovvero in camera da letto, in questo caso specifico). Ci ho pensato un po' e secondo me si usa solo quando due persone sono insieme nello stesso stabile, ma potrei sbagliarmi.


    Es: "Vieni di là?" "Di là dove?" "In salotto, non mi piace stare da solo/ Nell'altro ufficio, sta per iniziare la riunione".
     
  7. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Infatti non è possibile dire "vengo di Italia"!

    Il complemento di "moto da luogo", così come quello di origine/provenienza si esprimono solitamente con la preposizione "da" (semplice o articolata): Vengo dall'Italia / Partono ora da Roma / Siamo appena tornati da Roma / Arrivi ora dal lavoro?

    Molto più raramente si esprime con la preposizione "di"; questo normalmente non avviene con i verbi "venire", "arrivare", "partire" e "tornare", bensì col verbo "uscire" (e solo quando il sostantivo che esprime il luogo da cui si esce non è preceduto da articolo e non è accompagnato da un aggettivo). Vedi questo thread per approfondimenti e spiegazioni in merito.
    Esempi: Sto uscendo di casa / Sto uscendo da casa mia/ E' appena uscito di prigione / E' appena uscito dal carcere

    Qualcosa in merito a "provenienza + di/da" è stato detto anche in questo thread.

    Ecco perché il "venire di" presente nel testo della canzone non è un complemento di moto da luogo, né di origine/provenienza. Significa "[vieni (con me)/andiamo] nell'altra stanza".
    E' come dire "vieni là", ma quando si tratta di stanze di una casa, un ufficio, ecc. è abituale inserire il "di" dopo il verbo (come ha detto Millebolle). Esempi:
    - Andiamo là
    (se mi riferisco ad un luogo qualsiasi) / Andiamo di (se mi riferisco ad un'altra stanza della stessa casa)
    - Vieni qui (è generico; sto chiedendo all'interlocutore di raggiungermi nel punto in cui mi trovo) / Vieni di qui (significa che io mi trovo in un'altra stanza della stessa casa e sto chiedendo all'interlocutore di raggiungermi)

    Se ti può essere utile, qui un riepilogo dei principali complementi, con esempi e spiegazioni.
     
    Last edited: Feb 21, 2013
  8. Ivan Ariel Senior Member

    Spanish
    Ora le vostre spiegazioni hanno chiarito perfettamente il mio dubbio sulle preposizioni.

    Tante grazie a tutti!!!
     
  9. Connie Eyeland

    Connie Eyeland Senior Member

    Brescia (Italia)
    Italiano
    Ciao, Ivan.:)

    In nessun caso la frase da te scritta sarebbe corretta, perché si tratta di un "periodo ipotetico" e questo non può mai essere costruito con "se+condizionale": sarebbe un errore piuttosto grave.

    Nel periodo ipotetico, il "se" è tipicamente abbinato al congiuntivo imperfetto1 e trapassato4 (con frase principale rispettivamente al condizionale presente e passato), oppure è abbinato all'indicativo futuro2, presente3, imperfetto5 (con gli stessi tempi anche nelle rispettive frasi principali). Usando la frase dell'OP come esempio, si potrebbero avere le seguenti forme:

    1. Se venissi di là con me, te lo dimostrerei. (cioè "se+congiuntivo presente" e condizionale presente nella principale. Si tratta di un "periodo ipotetico della possibilità". L'enunciatore usa questa costruzione se ritiene improbabile che l'interlocutrice faccia ciò che lui desidera -nel caso specifico, seguirlo nell'altra stanza-, ma non esclude la possibilità che possa avvenire);

    2. Se verrai di là con me, te lo dimostrerò. (cioè "se+indicativo futuro" e indicativo futuro anche nella principale. Si tratta di un "periodo ipotetico della realtà". Infatti l'enunciatore usa questa costruzione se ritiene probabile che l'interlocutrice compia in futuro, anche prossimo, ciò che lui desidera);

    3. Se vieni di là con me, te lo dimostro. (cioè "se+indicativo presente" e indicativo presente anche nella principale. Si tratta di un altro "periodo ipotetico della realtà", ma in questo caso l'enunciatore ritiene probabile che l'interlocutrice compia, al momento o nell'immediato, ciò che lui desidera);

    4. Se fossi venuta di là con me, te l'avrei dimostrato. (cioè "se+congiuntivo trapassato" e condizionale passato nella principale. Si tratta di un "periodo ipotetico dell'impossibilità". Infatti l'enunciatore usa questa costruzione quando si riferisce ad un'azione collocata nel passato, che sa già non essersi avverata);

    5.
    Se venivi di là con me, te lo dimostravo. (cioè "se+indicativo imperfetto" e indicativo imperfetto anche nella principale. Il senso è identico a quello della frase precedente, ma espresso in versione colloquiale/informale/popolare. E' giusto che chi studia l'italiano venga a conoscenza di questa forma, perché è davvero molto diffusa nel parlato informale, ma è anche giusto che sappia che dal punto di vista grammaticale è impropria e quindi è da evitare sia nello scritto che nel parlato sorvegliato. Vedi qui).

    Vedi qui uno schema riassuntivo per questo tipo di costruzioni. Spesso in questo tipo di enunciati la frase secondaria precede la principale, ma la posizione delle due possono comunque essere scambiate.

    Solo nel caso delle proposizioni interrogative indirette e dubitative si può avere il "se" abbinato al condizionale presente e passato (in dipendenza di frasi principali rispettivamente all'indicativo presente6 o imperfetto7). Non è mai possibile in questo caso avere la secondaria in prima posizione. Esempi:
    6. Non so se sarei capace di mentire, in caso di necessità.
    7. Non sapevo se sarei stato capace di mentire, in caso di necessità.
    Se ne parla qui.
     
  10. Ivan Ariel Senior Member

    Spanish
    Questo en un aiuto molto importante per me, Connie! Come sai, diventa difficile alle volte, rendersi conto degli errori grammaticali causati per l'interferenza con lo spagnolo.

    Adesso vedrò gli altri link su questo argomento!

    Grazie tante!!!
     

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