Avere a dire

< Previous | Next >

il linguista

Member
italiano
Salve.
Sempre più spesso si sente in televisione e si legge su internet o su riviste la formula "ebbi a dire" o "ebbe a dire".
Secondo voi è corretta, ossia è contemplata dalla grammatica italiana, questa forma perifrastica "avere a" più infinito e, se sì, che significherebbe?
Non sono riuscito a trovare nulla a riguardo sulla rete.
Grazie a tutti.
 
  • giovannino

    Senior Member
    Italian, Neapolitan
    Quest'uso di avere a è indicato come "letterario" nel Palazzi Folena:

    "lett. seguito dalla prep. a e da un altro verbo all'infinito trasferisce le sue caratteristiche morfologiche al verbo che lo segue: ebbe a soffrire, soffrì; non avrai a pentirtene, non te ne pentirai"

    E il Devoto Oli:

    "Con valore fraseologico, spec. al passato remoto: come ebbi a dire tempo fa; ebbe a rincrescersi per la delusione"
     

    duchevreuil

    Senior Member
    Swedish
    Hmm... È semplicemente ridondante questa costruzione del passato remoto del verbo avere + la preposizione a? Ecco due esempi di contesto in cui l'ho trovata:

    "Come Sisifo, Meursault è un eroe 'assurdo': la sua lucida coscienza del reale gli consente di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire. 'È una verità ancora negativa', ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un'edizione americana dello Straniero, 'senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile'". (Testo tratto dalla quarta di copertina della traduzione italiana di Alberto Zevi dello Straniero di Albert Camus)

    "Ebbi anche a fare la corte alla presidente della Finlandia." (Berlusconi)

    Sarebbe più semplice dire "scrisse" rispettivamente "feci", in entrambi questi casi...
     

    Necsus

    Senior Member
    Italian (Italy)
    Non è ridondante, è usato con funzione fraseologica, come già riportato da Giovannino. Dal Treccani:

    e. Locuzioni con verbi: avere a, essere per, rischiare di: temo che abbia a essere una delusione; anche con valore puramente fraseologico: ebbe ad ammalarsi per il dolore (si ammalò ecc.); come equivalente di «dovere»: ebbe a rimangiarsi l’offesa;

    verbi fraseologici., o con funzione f., verbi che non hanno nella frase considerata un proprio contenuto semantico, ma servono ad arricchire e colorire l’espressione.
     
    Last edited:

    duchevreuil

    Senior Member
    Swedish
    Non è ridondante, è usato con funzione fraseologica, come già riportato da Giovannino. Dal Treccani:

    e. Locuzioni con verbi: avere a, essere per, rischiare di: temo che abbia a essere una delusione; anche con valore puramente fraseologico: ebbe ad ammalarsi per il dolore (si ammalò ecc.); come equivalente di «dovere»: ebbe a rimangiarsi l’offesa;

    verbi fraseologici., o con funzione f., verbi che non hanno nella frase considerata un proprio contenuto semantico, ma servono ad arricchire e colorire l’espressione.
    Così gli esempi da me citati in che senso li interpreteresti?
     

    Necsus

    Senior Member
    Italian (Italy)
    Nel primo caso 'ebbe a' non aggiunge forse moltissimo, una sfumatura, rispetto a 'scrisse', che rende il verbo meno diretto e lo lega di più all'argomento di cui si sta parlando ('a questo proposito scrisse'). Nel secondo caso io leggo un 'mi capitò anche di'. Ma, come è normale per le sfumature, sono percezioni personali. E in effetti, se non se ne coglie la funzione, un verbo fraseologico può essere giustamente ritenuto ridondante, ma questo non significa che lo siano tutti i verbi fraseologici. :);)
     

    duchevreuil

    Senior Member
    Swedish
    Nel primo caso 'ebbe a' non aggiunge forse moltissimo, una sfumatura, rispetto a 'scrisse', che rende il verbo meno diretto e lo lega di più all'argomento di cui si sta parlando ('a questo proposito scrisse'). Nel secondo caso io leggo un 'mi capitò anche di'. Ma, come è normale per le sfumature, sono percezioni personali. E in effetti, se non se ne coglie la funzione, un verbo fraseologico può essere giustamente ritenuto ridondante, ma questo non significa che lo siano tutti i verbi fraseologici. :);)
    Grazie Necsus. Infatti, io nel caso della frase di Berlusconi ci leggevo un 'ebbi anche l'occasione di'. Nel secondo caso ho intuito di primo acchito una certa accentuazione della lontananza nel tempo del fatto in questione (che in svedese si renderebbe con, tradotto letteralmente in italiano, un 'finì per'). Come ti sembrano queste mie interpretazioni?
     

    il linguista

    Member
    italiano
    Scusate per il ritardo notevole, infatti avevo perso tutti i dati necessari all'accesso, ci tenevo comunque a ringraziarvi tutti per le vostre risposte. Ecco.
     

    pizzi

    Senior Member
    Italian, Italy
    " 'È una verità ancora negativa', ebbe a scrivere Camus
    "Ebbi anche a fare la corte alla presidente della Finlandia."
    Sull'onda delle sfumature personali, le mie sono queste (e quindi non universalmente condivisibili ;)):

    1) Camus non scrisse semplicemente, ma lo fece sotto un impulso, un impegno, una necessità di chiarire, specificare un concetto.

    2) Berlusconi esprime un concetto in cui fu costretto :eek: a corteggiare la presidente della Finlandia per ottenere qualche vantaggio politico. Vorrebbe essere una battuta spiritosa. La cosa poi sfociò in un incidente diplomatico e in un embargo xenofobo verso gli italiani presenti in quel periodo in Finlandia, come riportatomi da amici che vivevano lì.

    Quindi in queste forme ravviso un impegno superiore alle mere azioni di scrivere e corteggiare. ;)
     
    < Previous | Next >
    Top