Condizionale composto vs congiuntivo imperfetto/trapassato

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gnurreo92

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Es:

"Mio nonno pensava che, io e mia sorella, saremmo usciti e che avremmo fatto tardi e che non andassimo (saremmo andati?) a dormire da lui proprio per questa ragione. Sì, credeva che questa fosse la cagione che avrebbe fatto sì (avesse fatto sì?) che non rimanessimo (saremmo rimasti?) a dormire da lui"

Per quanto riguarda il primo dubbio: penso sia più adatto il congiuntivo imperfetto dato che è una cosa che accadrà: "noi non andremo veramente a dormire da nostro nonno". La sequela dei condizionali composti che troviamo prima, però, fa sì che io sia titubante nell'utilizzare tale tempo. Dunque chiedo: congiuntivo imperfetto o condizionale passato?

Secondo dubbio: citando la grammatica di Luca Serianni si legge che "il condizionale passato nelle subordinate è deputato per eccellenza alla funzione di futuro nel passato" Ciò significa che il fatto di cui si parla, avvenuto o non avvenuto, era comunque previsto. In caso contrario, per attenuare la certezza di una relativa dipendente da un periodo ipotetico, occorre il congiuntivo. Io, nel caso suddetto, sarei più propenso per il condizionale composto dato che, nonostante il fatto sia destinato a non accadere (noi non usciremo), era comunque previsto da mio nonno. Chiedo dunque: condizionale composto o congiuntivo trapassato?

Terzo dubbio: Solitamente l'espressione "far sì che" regge il congiuntivo. Come mai sento il bisogno d'usare il condizionale composto? :)

Per essere più specifici: l'azione è contemporanea, si svolgerà il giorno stesso. Non ci si riferisce ad un pensiero partorito in un tempo remoto. "....non andassimo/saremmo andati (la sera stessa) a dormire da lui ecc.."
"....avrebbe fatto sì/avesse fatto sì che non rimanessimo/saremmo rimasti (la sera stessa) a dormire da lui"
 
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  • matoupaschat

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    Buon Natale a tutti!:)

    Ciao Gnurreo,

    Premetto che non sono madrelingua ;) e mi serve una ripassatina grammaticale. Grazie di offrirmi quest'opportunità :). Quando citi la grammatica del Serianni, dovresti indicare le referenze esatte (capitolo e paragrafo).
    Proviamo ad andare per ordine:
    "Mio nonno pensava che, io e mia sorella, saremmo usciti e che avremmo fatto tardi e che non andassimo (saremmo andati?) a dormire da lui proprio per questa ragione. Sì, credeva che questa fosse la cagione che avrebbe fatto sì (avesse fatto sì?) che non rimanessimo (saremmo rimasti?) a dormire da lui"
    Per quanto riguarda il primo dubbio: penso sia più adatto il congiuntivo imperfetto dato che è una cosa che accadrà: "noi non andremo veramente a dormire da nostro nonno". La sequela dei condizionali composti che troviamo prima, però, fa sì che io sia titubante nell'utilizzare tale tempo. Dunque chiedo: congiuntivo imperfetto o condizionale passato?



    Secondo il Serianni, abbiamo qui un futuro nel passato (posteriorità con reggente a un tempo del passato), quindi "[si riccorre al condizionale passato...]", casonel quale, secondo la tabella di concordanza dei tempi XIV-57, avremo "immaginavo che egli avrebbe fatto bene", con il correttivo però (XIV-58-c) che [Talvolta si può avere un tempo diverso da quello atteso per effetto di un particolare "punto di vista" del parlante (...): ... "ho temuto che questa notizia ti potesse dispiacere" (col normale congiuntivo richiesta dalla contemporaneità nel passato)]

    Secondo dubbio: citando la grammatica di Luca Serianni si legge che "il condizionale passato nelle subordinate è deputato per eccellenza alla funzione di futuro nel passato" Ciò significa che il fatto di cui si parla, avvenuto o non avvenuto, era comunque previsto. In caso contrario, per attenuare la certezza di una relativa dipendente da un periodo ipotetico, occorre il congiuntivo. Io, nel caso suddetto, sarei più propenso per il condizionale composto dato che, nonostante il fatto sia destinato a non accadere (noi non usciremo), era comunque previsto da mio nonno.


    Sì che stai esitando: mi sa che dici il contrario di quanto hai espresso prima... penso sia più adatto il congiuntivo imperfetto dato che è una cosa che accadrà <=>Io, nel caso suddetto, sarei più propenso per il condizionale composto dato che, nonostante il fatto sia destinato a non accadere (noi non usciremo), era comunque previsto da mio nonno.


    Terzo dubbio: Solitamente l'espressione "far sì che" regge il congiuntivo. Come mai sento il bisogno d'usare il condizionale composto? :)
    Per essere più specifici: l'azione è contemporanea, si svolgerà il giorno stesso. Non ci si riferisce ad un pensiero partorito in un tempo remoto. "....non andassimo/saremmo andati (la sera stessa) a dormire da lui ecc.."
    "....avrebbe fatto sì/avesse fatto sì che non rimanessimo/saremmo rimasti (la sera stessa) a dormire da lui"


    Sì, credeva che questa fosse la cagione che avrebbe fatto sì (avesse fatto sì?) che non rimanessimo (saremmo rimasti?) a dormire da lui"
    Credeva che fosse :tick: (dipende da una principale con verbo di opinione ecc.), la cagione che avrebbe fatto (qui abbiamo una spiegativa dipendente da fatto => indicativo o condizionale, in questo caso condizionale passato), sì che non rimanessimo (consecutiva => congiuntivo, okay).
    NB: Scusate, il SW non risponde più in modo corretto, l'impaginazione della fine è sbagliata:mad:

    Ciao! :)

    Matou





     
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    gnurreo92

    Member
    italian
    Nonostante tu non sia un madrelingua, ti difendi molto bene e sembra persino che tu ne sappia più di me che, sino a prova contraria, sono madrelingua! :)

    Ti ringrazio per il contributo e per le preziose delucidazioni! :)

    Ritornando ai dubbi che m'assillavano, devo riconoscere che la ragione di tutta questa confusione sta nel non riuscire a comprender bene le diverse sfumature di significato sussistenti tra condizionale composto e congiuntivo imperfetto:

    "Mio nonno pensava che, io e mia sorella, saremmo usciti e che avremmo fatto tardi e che non andassimo a dormir da lui, la sera stessa, proprio per questa ragione"

    Io avevo ragionato in questo modo: utilizzo il condizionale composto per azioni che non si realizzeranno, per supposizioni che non si attueranno (difatti, sia io che mia sorella, non usciremo e non faremo tardi): onde "saremmo usciti" e "avremmo fatto tardi".

    Mi servo altresì del congiuntivo imperfetto per evidenziare un'azione in procinto di svolgersi (difatti quella sera non andremo a dormire da nostro nonno seppure per altri motivi, diversi da quelli che nostro nonno credeva fossero la cagione di tutto): onde "andassimo" a dormir e non "saremmo andati" a dormir.

    Essendo però questi null'altro che meri pensieri partoriti dalla mente di un madrelingua abituato ad ascoltar la propria lingua e non a studiarla, mi chiedo quale sia la differenza precipua che intercorre tra un condizionale composto ed un congiuntivo imperfetto. Cioè, posso utilizzare un congiuntivo imperfetto, al posto d'un condizionale composto, per esprimere il futuro nel passato? Quando usufruire dell'uno e quando dell'altro? :)

    Ovviamente, quando parlo di un'azione in procinto di svolgersi, mi riferisco ad una "contemporaneità nel passato", citando lo stesso Serianni quando s'esprime sul congiuntivo imperfetto :)

    Non scrivere più post consecutivi, se devi aggiungere qualcosa usa la funzione EDIT
     
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    matoupaschat

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    Ciao Gnurreo,
    Grazie degli encomi ;).
    Già, non sono madrelingua e per adesso mi diverto a --e mi piace-- ricordarlo: è un tocco di umorismo tutto mio nei confronti di certi che da madrelingua DOD(G) godono a correggermi le sbattiture (un po' zonale forse questa parola?) proponendo loro stessi in cambio un bel sacco di balle...:p
    Comunque, giunto a questo punto e come altri più qualificati di me, non posso che ribadirti quanto già detto, specie senza contesto e esempi precisi. La grammatica del Serianni non è certo di lettura facile e la ricerca vi è abbastanza difficile, bisogna pure accontentarsene, mi sembra sempre di essere la migliore da possedere.
    :)
    EDIT: Oh, come detto da altra parte, aspetta anche il parere di Nino83!
     
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    Nino83

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    Italian
    "Mio nonno pensava che, io e mia sorella, saremmo usciti e che avremmo fatto tardi e che non andassimo (saremmo andati?) a dormire da lui proprio per questa ragione. Sì, credeva che questa fosse la cagione che avrebbe fatto sì (avesse fatto sì?) che non rimanessimo (saremmo rimasti?) a dormire da lui"
    Non saremmo andati. (indipendentemente da quanto è successo dopo, tuo nonno pensava che non sareste andati dopo a dormire da lui).
    Non rimanessimo.
     
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