Differenze tra le parlate toscane

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Kraus

Senior Member
Italian, Italy
Ciao! E' da un po' che cerco risposta a questa domanda: ci sono dei tratti caratteristici nelle parlate di ogni singola città/provincia della Toscana (fin dove è diffusa la "c" velare aspirata, la "t" e la p" aspirate, eventuali rotacizzazioni della "l" come avviene nel vernacolo livornese, ecc.)? Oppure la parlata toscana (a parte il dialetto di Carrara) costituisce una varietà dell'italiano omogenea?

Grazie fin d'ora a tutti per i vostri interventi! :)
 
  • Nemesis19

    New Member
    Italia
    Caro Kraus,
    infatti ci sono molte differenze nelle parlate toscane, possiamo distinguere diciamo 2/3 ceppi diversi.
    1. Fiorentino, Pratese, Pistoiese, di cui il primo è un attimo più stretto, infatti si parla a bocca più stretta a differenza dei secondi, soprattutto il pratese dove come si direbbe qui sono più "beceri" nel senso che hanno una parlata più grossa e quasi un po' contadina...mi sembra che il Senese sia vicino al fiorentino, ma già lì parlano meno in quell'accento
    2. Livornese/Pisano, proprio un accento diverso, come dici tu basato sul vernacolo
    3. Aretino che sostanzialmente ha alcune lettere pronunciate simili, ma molte espressioni che per esempio qui a Pistoia si usano non le ho mai sentite, infatti tende più all'italiano

    purtroppo su Grosseto, non so dirti nulla, mi dispiace, mentre su Carrara è come dici te
     

    Kraus

    Senior Member
    Italian, Italy
    Intanto mille grazie per le vostre risposte! :) Posso riferirvi un caso personale, anche se il paese di cui parlo (Pitigliano), pur appartenendo alla Toscana, si trova quasi sul confine col Lazio; il suo vernacolo presenta le seguenti caratteristiche:

    1) La "o" in fine di parola si pronuncia quasi sempre "u" (già il nome del paese si pronuncia "Pitiglianu");
    2) Non c'è gorgia toscana;
    3) La "l" davanti a consonante diventa "i", mentre la consonante raddoppia e si sonorizza se è sorda (altro --> aiddru, molto --> moiddu, qualche --> quaigghe);
    4) E' frequente la metatesi delle liquide (compro --> crompu);
    5) La z intervocalica diventa s (sazio --> sasiu, osservazione --> osservasione) e la s talvolta z (suo --> zu');
    6) Il gruppo "nd" diventa "nn" (assimilazione progressiva): mondo --> monnu;
    7) Il plurale dei femminili in "e" rimane invariato (la mente --> le mente);
    8) Il presente del verbo avere è: io adò, tu adài, lui adà, naiddri (av)émo, vaiddri (av)éte, lòro adànno;
    8) L'imperfetto del verbo essere: io adero, tu adèri o adèritu (!), lui adèra, naiddri (ad)èrimo, vaiddri (ad)èrite, loro adèrono.
     
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