genere dei nomi stranieri

pizzi

Senior Member
Italian, Italy
Come ci si comporta con i nomi stranieri usati nella propria lingua? Si mantiene il genere d'origine, o lo si traduce?

Ad esempio, gli italiani dicono spesso una e-mail, nel senso di lettera; molti non italiani dicono (in italiano) ti mando un mail.

Ancora:

Si aggiunga il fatto che Giorgio Armani ha inaugurato a Shanghai una showroom con ristoranti e galleria d'arte che è già un luogo di pellegrinaggio.

Federico Rampini, L'impero di Cindia

Ho sentito più spesso dire uno showroom...
 
  • Saoul

    Senior Member
    Italian
    Ma in lingua originale mail non è nè maschile nè femminile, non essendoci in inglese, per cui, per quanto gli stranieri tendano ad usare un mail, credo, e ripeto credo, che sia più plausibile la mail, derivante da "la lettera", "la comunicazione", "la posta elettronica".

    Showroom l'ho sempre e solo sentito declinato al maschile.

    Quindi direi che per quanto riguarda i prestiti linguistici da lingue che hanno un maschile ed un femminile (tedesco, francese, spagnolo... etc) potremmo tenere valido il genere di origine (lo facciamo?), mentre per lingue come l'inglese dove non ci sono generi, non vedo più che altro come potremmo.
     

    infinite sadness

    Senior Member
    italiano
    Per quanto riguarda i nomi inglesi, il genere d'origine è impossibile mantenerlo, in quanto non esiste un genere d'origine, per cui ritengo che sia meglio usare il genere corrispondente alla traduzione italiana.
    Per le altre lingue, penso che sia predominante la prassi di usare comunque il genere della corrispondente parola italiana.
     

    pizzi

    Senior Member
    Italian, Italy
    Circa il genere, ho fatto due esempi con parole inglesi, in quanto questa è la lingua dalla quale stiamo mutuando più vocaboli; mi riferivo, comunque, a tutti i nomi stranieri, anche quelli provvisti di maschile e femminile a casa loro... :)
     

    femmejolie

    Banned
    Spanish (Spain)
    Come ci si comporta con i nomi stranieri usati nella propria lingua? Si mantiene il genere d'origine, o lo si traduce?

    Ad esempio, gli italiani dicono spesso una e-mail, nel senso di lettera; molti non italiani dicono (in italiano) ti mando un mail.

    Ancora:

    Si aggiunga il fatto che Giorgio Armani ha inaugurato a Shanghai una showroom con ristoranti e galleria d'arte che è già un luogo di pellegrinaggio.

    Federico Rampini, L'impero di Cindia

    Ho sentito più spesso dire uno showroom...

    Mi dispiace, non ti posso aiutare, ma e-mail è sia femminile che maschile.
    Mi ricordo di aver detto a un'italiana madrelingua :ti scriverò una e-mail (più sentito da me) e lei in seguito mi ha corretto: "UN e-mail"
    Si dice di più UNA e-mail, giusto?
     

    Saoul

    Senior Member
    Italian
    Proviamo a fare degli esempi di parole straniere che usiamo in italiano:

    equipe femminile in francese - femminile in italiano
    troupe femminile in francese - femminile in italiano

    Non me ne vengono in mente altre che non siano inglesi. :)
     

    infinite sadness

    Senior Member
    italiano
    Mi dispiace, non ti posso aiutare, ma e-mail è sia femminile che maschile.
    Mi ricordo di aver detto a un'italiana :ti scriverò una e-mail (più sentito da me) e lei in seguito mi ha corretto: "UN e-mail"
    Si dice di più UNA e-mail, giusto?
    Sì, giusto.
    Anche una mail (senza e-) è usato moltissimo.
     

    infinite sadness

    Senior Member
    italiano
    Proviamo a fare degli esempi di parole straniere che usiamo in italiano:

    equipe femminile in francese - femminile in italiano
    troupe femminile in francese - femminile in italiano

    Non me ne vengono in mente altre che non siano inglesi. :)
    Abat-jour
    Paletot
    Consommè
     

    Saoul

    Senior Member
    Italian
    Mi dispiace, non ti posso aiutare, ma e-mail è sia femminile che maschile.
    Mi ricordo di aver detto a un'italiana madrelingua :ti scriverò una e-mail (più sentito da me) e lei in seguito mi ha corretto: "UN e-mail"
    Si dice di più UNA e-mail, giusto?

    Credo che visto che stavate parlando, la correzione fosse solo sul fatto che dovresti dire "un'email" (identico suono di un email), elidendo la a dell'articolo. (Sempre perchè secondo me è femminile)
     

    femmejolie

    Banned
    Spanish (Spain)
    Credo che visto che stavate parlando, la correzione fosse solo sul fatto che dovresti dire "un'email" (identico suono di un email), elidendo la a dell'articolo. (Sempre perchè secondo me è femminile)
    Sì, certo. Eccolo! Grazie! (l'avevo dimenticato)
     

    DrLindenbrock

    Senior Member
    Italian
    Come ci si comporta con i nomi stranieri usati nella propria lingua? Si mantiene il genere d'origine, o lo si traduce?

    Ad esempio, gli italiani dicono spesso una e-mail, nel senso di lettera; molti non italiani dicono (in italiano) ti mando un mail.

    Ancora:

    Si aggiunga il fatto che Giorgio Armani ha inaugurato a Shanghai una showroom con ristoranti e galleria d'arte che è già un luogo di pellegrinaggio.

    Federico Rampini, L'impero di Cindia

    Ho sentito più spesso dire uno showroom...

    Be', a me pare d'aver sentito più spesso una showroom... così come una newsroom. In fin dei conti, come abbiamo detto, alla maggior parte delle parole inglesi attribuiamo il genere che hanno le corrispetive parole italiane.
    Riguardo alle parole francesi e spagnole, mi pare che il genere delle lingua d'origine sia sempre mantenuto. Del tedesco non so.
    Andando a lingue più "lontane", ho notato che tutti dicono (diciamo) "la jihad", nonostante che in arabo jihad sia maschile. Forse su questo siamo influenzati dal fatto che jihad è tradotto come "la guerra santa"...ed essendo la guerra femminile, analogo genere è stato attribuito alla parola araba.
    Ricapitolando, in base alla mia esperienza, pare che il genere delle parole straniere sia attribuito in base al genere delle parole italiane con significato simile o uguale. Ciò non succede con le lingue neolatine dove è comprensibilmente più facile capire il genere "originale".
     

    sabrinita85

    Senior Member
    Italian
    Io, una showroom non l'ho mai sentito, anche se, effettivamente, avrebbe più senso se uno seguisse la "regola" del tradurre nella propria lingua il termine. --Oddio non so se è chiara questa frase :D --

    Sulla questione del thread sono fermamente d'accordo con Saoul.
     

    femmejolie

    Banned
    Spanish (Spain)
    Zingarelli :
    E-MAIL :
    A s. f. inv.
    * Posta elettronica.
    B s. m. o f. inv.
    * Messaggio inviato con la posta elettronica.

    MAIL :
    [1995]
    s. f. inv.
    * Accorc. di e-mail.

    Allora, se io dico "Ti manderò un mail" è corretto, giusto? (messaggio)
    La mail solo è femminile quando si parla in termini generali.
     

    sabrinita85

    Senior Member
    Italian
    MAIL :
    A s. f. inv.
    * Posta elettronica.
    B s. m. o f. inv.
    * Messaggio inviato con la posta elettronica.

    Allora, se io dico "Ti manderò un mail" è corretto, giusto? (messaggio)
    La mail solo è femminile quando si parla in termini generali.

    Ma il vocabolario riporta mail o e-mail?
     

    femmejolie

    Banned
    Spanish (Spain)
    Forse perciò quest'italiana mi ha detto "un mail" (messaggio).
    In Spagna, ad esempio, ci sono un sacco di parole con 2 generi.

    Edit--> DEMAURO: email
    mail


    Garzanti-->mail: s. f. nell'uso informatico, lettera spedita per posta elettronica.
    e-mailSillabazione/Fonetica[pr. / i'meil /]EtimologiaVoce ingl.; comp. di e(lectronic) 'elettronico' e mail 'posta'Definiziones. f. invar. posta elettronica

    Personalmente "un mail" non mi piace, ed è la prima volta che lo sento dire.
    "una mail" invece l'ho sentito dire un sacco di volte.
    Concordo, soltanto dicevo se fosse corretto dire un (e)mail, lasciando in disparte l''uso nel parlato o nello scritto.
     

    itka

    Senior Member
    français
    Per quanto riguarda "la" mail, penso che traducete "la lettera" invece in francese "mail" è maschile perché pensiamo "le courrier" dunque diciamo "un e-mail"... Forse gl'italiani che lo dicono cosi' traducono dal francese ?(se l'hanno sentito per prima in francese ?)
     

    sabrinita85

    Senior Member
    Italian
    Edit--> DEMAURO: email
    mail


    Garzanti-->mail: s. f. nell'uso informatico, lettera spedita per posta elettronica.
    e-mailSillabazione/Fonetica[pr. / i'meil /]EtimologiaVoce ingl.; comp. di e(lectronic) 'elettronico' e mail 'posta'Definiziones. f. invar. posta elettronica

    Personalmente "un mail" non mi piace, ed è la prima volta che lo sento dire.
    "una mail" invece l'ho sentito dire un sacco di volte.

    Concordo, soltanto dicevo se fosse corretto dire un (e)mail, lasciando in disparte l''uso nel parlato o nello scritto.
    Ecco, però vedi?
    DeMauro e Garzanti riportano come femminili (s.f.) entrambi i vocaboli. Quindi l'uso di *UN MAIL è scorretto.
     

    sabrinita85

    Senior Member
    Italian
    Grazie, Sabri. La colpa è del Zingarelli, che è molto antiquato.
    Contiene un sacco di termini sfasati ..., che dice Irene che non esiste o per lo meno non si usa :D
    Io, per non discuttere con lei, non le dissi nulla.

    Edit-> Per curiosità: mandato un mail

    Purtroppo e per fortuna i dizionari sono scritti dagli umani, quindi l'errore è sempre in agguato. ;)

    Vedo, dal tuo link, che qualcuno usa 'un mail', ma io userei "una mail".
     

    gemini55

    New Member
    Italian
    Io, una showroom non l'ho mai sentito, anche se, effettivamente, avrebbe più senso se uno seguisse la "regola" del tradurre nella propria lingua il termine. --Oddio non so se è chiara questa frase :D --

    Sulla questione del thread sono fermamente d'accordo con Saoul.

    Room significa stanza, sala; showroom è stanza, sala per esposizione, sinceramente mi sembra molto illogico, innaturale e anche abbastanza cacofonico dire lo showroom, nonostante sia abbastanza usato, secondo me inopinatamente.
     

    lövastrell

    Member
    Italiano, Italia
    Riapro questo thread (questa thread?) perché mi pare che non si sia venuti a capo del problema di come incorporare nel discorso una parola straniera di genere diverso dal suo equivalente italiano. È un caso che si presenta spesso nelle trattazioni tecniche di vari tipi, forse soprattutto in relazione al tedesco che ha dei generi piuttosto diversi dall'italiano:
    "...secondo il biologo XY [poniamo che sia un tedesco], l'organismo non è separabile dalla propria Umwelt" [o "dal proprio"? è femminile in ted., ma il termine più affine in italiano è "ambiente"]
    "...hanno aperto una/un Gasthaus in Tirolo" [neutro in ted.]; a me viene da usare il femminile, eppure direi "il fondatore del Bauhaus", ecc.
    Ancora: "il secolo dei lumi / il secolo delle lumières". E supponiamo che un poeta abbia pubblicato una raccolta dal titolo Soirs d'été. Diremo "il poeta, nelle sue Soirs d'été..." o "nei suoi Soirs d'été"?
    In attesa delle vostre opinioni.
     

    symposium

    Senior Member
    Italian - Italy
    Ciao! La mia opinione, come dimostrano anche i tuoi esempi, è che per assegnare un genere grammaticale a una parola straniera si tiene soprattutto conto del genere del suo corrispettivo italiano: "Haus=casa", penso che verrebbe automatico dire: "Benvenuti nella mia Haus"; "showroom" sempre sentito al maschile, immagino perchè tutti sanno che "show=spettacolo", lo show -> lo showroom. E anche, automaticamente: "Hai letto le Soirs d'été?" ecc...
     

    Gommik

    Senior Member
    Italian
    Anni fa aprii una discussione su questo tema, mi fu detto che non era pertinente agli scopi del forum. È cambiato qualcosa? perché nel caso a me interesserebbe sapere con quale metro usiamo applicare un genere a termini che provengono da lingue che non lo usano (ovviamente l'inglese è il pozzo profondo dei neologismi). Molti dei termini citati, in francese o in tedesco, oltre a essere spesso riportati sui comuni dizionari italiani, quindi ormai acquisiti (un caso molto simpatico di cambiamento di genere fu quello del cellofan), hanno già un genere nella lingua di partenza: fare un calco non è difficile. Ma per i termini provenienenti dall'inglese è un bel delirio. Molti dicolo "Il Columbia", se ci si riferisce alla navetta Shuttle, mentre "La Columbia" se si parla della Columbia Pictures. Ah! i nomi delle navi! Che divertibello! "La Achille Lauro", "La Jewel of the Seas", "Il Mary Rose".
     

    Mary49

    Senior Member
    Italian
    Molti dicono "Il Columbia", se ci si riferisce alla navetta Shuttle, mentre "La Columbia" se si parla della Columbia Pictures. Ah! i nomi delle navi! Che divertibello! "La Achille Lauro", "La Jewel of the Seas", "Il Mary Rose".
    Ma quando "shuttle" si usa in italiano viene usato al maschile: si dice "lo shuttle", mentre "navetta" è chiaramente femminile. Poi perché "Il Mary Rose"? Io ho sempre letto "la Mary Rose" (a proposito: le navi in inglese sono femminili).
     

    lövastrell

    Member
    Italiano, Italia
    Sono d'accordo, Gommik, coi nomi propri l'uso comune sembra proprio un delirio, o almeno io non riesco a cogliere uno schema di fondo. Nel mio messaggio (nel mio post) pensavo più ai nomi propri comuni* (come shuttle usato nel senso indicato da Mary49). Ma anche in quel caso non sono convinto dalla teoria di symposium: vedi "showroom", che anch'io sento declinare per lo più al maschile, eppure "room" sarebbe "stanza, sala".
    *edit
     
    Last edited:

    Gommik

    Senior Member
    Italian
    Anche "Il Titanic" è femminile? Sui nomi delle navi, delle astronavi, delle missioni spaziali e relativi rover o observer, c'è una grandissima confusione, ti assicuro!
     

    giovannino

    Senior Member
    Italian
    Da quando showroom è entrato nella nostra lingua (nel 1979 secondo il Devoto Oli) c’è stata all’inizio una grande minoranza che considerava la parola femminile. Ancora nel 2016 il Devoto Oli dava libertà di scelta mentre il Treccani già lo classificava come sostantivo maschile.
     
    Last edited:

    lövastrell

    Member
    Italiano, Italia
    Non funziona, Paul. Chi usa la parola showroom, salvo che pensi di star parlando di uno spettacolo, cosa che escluderei, ha la consapevolezza di riferirsi a una sala. La ricerca di giovannino è interessante: c'è stato evidentemente uno slittamento verso il maschile, ma il motivo mi sfugge.
     
    Non funziona, Paul. Chi usa la parola showroom, salvo che pensi di star parlando di uno spettacolo, cosa che escluderei, ha la consapevolezza di riferirsi a una sala. La ricerca di giovannino è interessante: c'è stato evidentemente uno slittamento verso il maschile, ma il motivo mi sfugge.
    Funziona.
    Quando il nostro cervello sceglie il genere grammaticale, non si basa certo sul finale della parola, ma su come inizia. Showroom funziona come show, quindi è logico che sia maschile.
    Sarebbe come se qualcuno decidesse che stage è femminile perchè age significa età, età e femminile in italiano, allora stage deve essere anch'essa femminile perchè termina "al femminile" oppure che background è femminile perchè ground significa terra e terra è femminile.
     

    Mary49

    Senior Member
    Italian
    Anche "Il Titanic" è femminile? Sui nomi delle navi, delle astronavi, delle missioni spaziali e relativi rover o observer, c'è una grandissima confusione, ti assicuro!
    In italiano è sottinteso "transatlantico". Sì, in inglese anche "Il Titanic" è femminile.
     

    Mary49

    Senior Member
    Italian
    Eppure sento dire la newsroom... Forse hanno il cervello al contrario.
    Vedi quello che viene detto nei post 28 e 32. Noi diciamo "le news", non "i news", quindi "news" è femminile e condiziona il termine "newsroom", così come "show" (maschile) condiziona "showroom". Non ci vedo nulla di strano.
     

    lövastrell

    Member
    Italiano, Italia
    La deadline... Il pop e la popstar (anche quando è un cantante); e funziona anche col porno... Non mi pare che sia sempre il primo membro a condizionare il secondo. A proposito, non ho ancora sentito sufficienti esempi di "dataroom": sono curioso di vedere come sarà declinato. O declinata.
    D'altronde il dubbio era se i nomi stranieri vengono declinati sulla base dell'equivalente italiano (post di symposium). Sicuramente in molti casi è così, ma non in tutti: il web. In certi casi c'è un nome sottinteso, ma la scelta è difficile da spiegare: "il country" sembra sottintendere "il genere", ma perché non "la (musica) country"?
     

    giovannino

    Senior Member
    Italian
    Non posso postare link perché ho il pc rotto e sto usando il cellulare. Se cercate su Google “forestierismi genere” e “showroom genere”troverete due interessanti articoli della Crusca.
     

    Starless74

    Senior Member
    Italiano
    "il country" sembra sottintendere "il genere", ma perché non "la (musica) country"?
    Però ad esempio si dice: la techno - sottinteso: "musica"; perché non "il (genere) techno"?
    quindi incomincio a pensare che l'unico criterio accettabile sia l'uso.

    Molto interessante a riguardo l'articolo della Crusca segnalato da giovannino.

    D'altronde se già in italiano, che pur derivando dal latino non ha il genere neutro, i generi dei nomi di cosa inanimata o astratta non hanno una logica se non la vocale finale del sostantivo (ma il nesso potrebbe essere inverso, siamo alll'uovo e alla gallina), figuriamoci con i termini stranieri.

    Edit: lungi da me voler essere apodittico, siano benvenute le confutazioni.
     

    Gommik

    Senior Member
    Italian
    @Mary49 , ma se Titanic va al masdchile perché transatlantico, allora tutti gli shuttle doverebbero essere femminili perché shuttle è "la navetta", mentre abbiamo "il Columbia" (requiescat in pace), "la Enterprise", "il Challenger" (requiescat in pace) e credo abbiano detto anche "la Discovery".
    La Antartika è un rompighiaccio, che non a caso Treccani dà prudenzialmente come maschile o femminile. È ovvio che se a ogni nome anteponiamo "nave", "navetta", avremo un femminile. Nessuno dirà mai "la Titanic", ma dicono invece "La Queen Elizabeth" (un altro transatlantico). È diventato giornalisticamente uso comune far precedere la tipologia di natante o velivolo per evitare errori (ad esempio: "il rover Opportunity", che spesso viene chiamata "la Opportunity"), fino a nomignoli che non hanno neanche attinenza perfetta con l'oggetto, ad esempio: "il robottino Phylae".

    Comunque sì, noi tendiamo ad applicare il genere della prima parola nei termini composti anglofoni.
     

    francisgranada

    Senior Member
    Hungarian
    Secondo me (non madrelingua) bisogna distinguere tra due casi:

    1. Nel caso di Titanic o Queen Elisabeth, ecc .... l'articolo di fatto non è collegato direttamente ai sostantivi "Titanic" e "Queen", ma si riferisce ad una nave, transatlantico, eccetera che si chiama così .... (p.e. la nave "Queen Elisabeth").

    2. Un altro caso è quando si tratta direttamente di un sostantivo di origine straniera.

    Il problema è, come indovinare se showroom è maschile o femminile, se in inglese non esiste il genere grammaticale? ..... Ma anche nel caso di Bauhaus e simili. Un italiano quindi dovrebbe studiare l'etimologia della parola Bauhaus per scoprire che Haus in tedesco significa casa ed è di genere neutro (che in italiano non esiste) e poi decidere che quindi sarà femminile visto che la parola casa in italiano è femminile? .....

    Per di più, stranamente, p.e. nel caso di Venezuela, in italiano tranquillamente si dice "il Venezuela" .... Assurdo perché si tratta di una parola quasi italiana (sarebbe *la Venezuola). M’immagino che anche per questo esista qualche spiegazione o regola, ma poi perché Argentina, Spagna e Italia sono di genere femminile? (Potrebbe essere “il Spagna”, sottintendendo “il regno di Spagna”, ecc …..)

    Scusatemi questo mio tono un po’ “critico” :) , ma le (quasi) regole esistenti o vigenti non mi soddisfano …. Se dipendesse da me, spontaneamente direi lo showroom, il newsroom, il Bauhaus, la Venezuela, i news, ecc… perché così suonano “naturali” in italiano (secondo me, ovviamente).

    P.S. Nel caso di techno ammetterei sia il techno (non sapendo precisasamente di che cosa si tratti) oppure anche la techno (spontaneamente supponendo che si tratti di una abbreviatura di ”la tecnomusica”, come p.e. la foto è la forma abbreviata di “la fotografia”)
     
    Last edited:

    giovannino

    Senior Member
    Italian
    Scusatemi questo mio tono un po’ “critico” :) , ma le (quasi) regole esistenti o vigenti non mi soddisfano.
    Ti capisco. Come ha detto Pietruzzo non ci sono regole precise. Ti devi accontentare delle linee di tendenza descritte nell’articolo della Crusca citato nel post #40 (lo hai letto?) e quando hai un dubbio devi consultare un dizionario.
     

    francisgranada

    Senior Member
    Hungarian
    Ti capisco. Come ha detto Pietruzzo non ci sono regole precise. Ti devi accontentare delle linee di tendenza descritte nell’articolo della Crusca .....e quando hai un dubbio devi consultare un dizionario.

    Anch'io ti capisco :) , ma il problema non è “mio” …. Da straniero, parole tipo news, showroom, popstar …. praticamente non le uso quando parlo italiano. Al limite mi sbaglio nel genere, ma mi comprenderanno lo stesso.

    Il "problema" è che oggidì siamo testimoni di una “invasione massiccia” degli stranierismi, sopratutto anglicismi, di cui - secondo me - una gran parte è totalmente inutile o innecessaria.

    Comunque, non mi pare normale e pratico che un italiano nativo debba studiare lunghi articoli e consultare dizionari per poi poter decidere come declinare le parole come harddisk, RAM, computer, rooter, modem, showroom, performance, ecc .... nella propria lingua. Forse sto esagerando un po‘, ma sicuramente capite quello che voglio dire ....

    Sembra che i vecchi prestiti italiani dal germanico (sopratutto longobardo e franco) non rispettavano il genere grammaticale originale, ma il genere è stato assegnato spontaneamente a seconda di come la detta parola terminava o “suonava” foneticamente in italiano. Per esempio: birra (femminile in italiano, neutro in tedesco); giardino (maschile in italiano, maschile in tedesco); sapone (maschile in italiano, femminile in tedesco) …

    Secondo me, potrebbe essere questa la "regola" principale anche oggi… (ovviamente, quando il genere grammaticale coincide col sesso di una persona, allora il genere in italiano corrisponderebbe al sesso naturale, p.e. il king e la queen).
     
    Last edited:

    Starless74

    Senior Member
    Italiano
    Meglio ancora "Lo Spagna":) Per il resto la regola per il genere dei nomi stranieri è che non ci sono regole.
    Concordo in pieno.
    Per gli Stati, diciamo: "la Somalia" o "la Namibia" e al contempo: "il Ghana", "il Gambia", "il Kenya".

    Non sono riuscito a trovare uno Stato che finisca in -o e abbia l'articolo femminile, invece.
     

    francisgranada

    Senior Member
    Hungarian
    Concordo in pieno.
    Per gli Stati, diciamo: "la Somalia" o "la Namibia" e al contempo: "il Ghana", "il Gambia", "il Kenya".

    Non sono riuscito a trovare uno Stato che finisca in -o e abbia l'articolo femminile, invece.
    Ecco ... Sono (quasi) convinto che la scelta dell'articolo "la" nel caso di Namibia e "il" nel caso di Gambia non abbia niente a che fare coll'eventuale genere di queste parole nelle corrispondenti lingue africane .........

    (Per me la Gambia suona perfettamente italiano :) ....)
     
    NOTA:

    Come ampiamente riconosciuto, NON esiste una regola per determinare il genere di un vocabolo non italiano (che ci piaccia o no)
    Lo scopo di questa discussione non è quello di produrre un elenco di termini con il loro genere. A tale scopo esistono i dizionari.
    Se vogliamo aggiungere l'ennesimo contributo ai 48 messaggi già presenti, assicuriamoci di:
    - aver letto tutti i precedenti contributi
    - aggiungere qualcosa che non sia già stato detto


    Grazie.
     

    symposium

    Senior Member
    Italian - Italy
    Pensavo: per il genere dei paesi, quando il nome del paese è evidentemente in una lingua straniera e non è stato italianizzato anche se termina in "A" gli viene assegnato il genere maschile (perchè è sottinteso "lo Stato di... / il Paese che si chiama..."). Questo potrebbe spiegare "il Venezuela" (nome evidentemente spagnolo, con questo tipico dittongo "UE"), "il Ghana" (con un esotico "GHA"), mentre "Namibia" ha un nome che termina in "IA" come tantissimi stati e regioni in italiano ("Germania, Francia, Suebia, Campania...") e quindi non è chiaro se sia un nome totalmente straniero o italiano e nel dubbio viene messo nel gruppo dei paesi con un nome simile ai quali è assegnato il genere femminile.
    PS un pattern di questo tipo si vede anche con gli stati degli Stati Uniti d'America: "Massachusetts, Wyoming..." sono maschili, "Virginia, California", che potrebbero passare per nomi stranieri italianizzati, sono femminili. Florida è stato italianizzato nella pronuncia (nell'accento) e quindi è diventato di diritto un nome femminile....
     
    Last edited:
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