ho più civetterie di lei

zipp404

Senior Member
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Come parafrasereste voi il senso di «civetterie» nel contesto sottostante?

Contesto

Célestine, una giovane domestica, racconta nel suo «Diario di una cameriera» come arrivò ad avere il suo nuovo incarico presso una signora sconosciuta in un paese sperduto di nome Mesnil-Roy in Normandia.
_____​

«Oggi, 14 settembre ...ho preso servizio nel mio nuovo posto... L’affare è stato trattato tramite i Piccoli Annunci del Figaro, senza che io abbia mai incontrato la signora. Ci siamo scritte delle lettere, tutto lì... non so se la signora sia avara ma, certo, non si spreca con la carta da lettere! Io che non sono ricca, ho più civetterie di lei, e scrivo su carta profumata, della bellissima carta, ora rosa, ora celeste, che ho racimolato nelle case delle mie antiche padrone… Ne ho una con impressa la corona di contessa… Deve aver spalancato tanto d’occhi!»

Provo io per primo a parafrasare

Io che non sono ricca, ho modi più aggraziati e accativanti di lei, e scrivo su carta profumata, della bellissima carta....
 
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  • zipp404

    Senior Member
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    Tante grazie! Quindi pensi che si potrebbe parafrasare con

    Io che non sono ricca, ho abitudini più graziosi di lei ... ?
     

    EdenMartin

    Senior Member
    Italian - Italy
    Ho abitudini più graziose non è una buona soluzione.
    Non bisogna dimenticare che civetterie indica certo "comportamenti vezzosi", ma adottati con lo scopo preciso di distinguersi, di apparire attraenti. Inoltre il personaggio letterario, Célestine, è piuttosto incline a civettare.
    Difficile, dunque, in questo contesto, trovare un buon sostituto (e perché poi?) di civetterie. Potresti dire: io sono più brillante di lei, ma non sarebbe la stessa cosa.
     

    zipp404

    Senior Member
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    Difficile, dunque, in questo contesto, trovare un buon sostituto (e perché poi?)

    Perché poi?

    Perché non sono madrelingua e nella lettura il senso di certe parole mi sfugge spesso.

    Per me il parafrasare è un mezzo euristico, cioé, una guida, uno strumento che mi aiuta ad avvicinarmi all’idea contenuta in un'espressione e chiarirne il significato nel processo di apprendimento.
     
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    bearded

    Senior Member
    Io direi:
    ''ho più civetterie di lei'' = bado più di lei alle femminili eleganze.

    In origine, una ''civetta'' è una donna che con moine e atteggiamenti frivoli ed eleganti ('civetterie') vuole attirare l'attenzione degli uomini.
    In questo caso si parla solo di carta da lettere profumata, ecc. : un'eleganza femminile.
     

    zipp404

    Senior Member
    Bilingual English | Español
    Io direi:
    ''ho più civetterie di lei'' = bado più di lei alle femminili eleganze.

    In origine, una ''civetta'' è una donna che con moine e atteggiamenti frivoli ed eleganti ('civetterie') vuole attirare l'attenzione degli uomini.
    In questo caso si parla solo di carta da lettere profumata, ecc. : un'eleganza femminile.

    Perfetto! Tante :) grazie bearded, cogli sempre nel segno.
     

    lorenzos

    Senior Member
    italiano
    Ciao Zipp, scusami se lo ripeto ma leggi della pessima letteratura, oltretutto in traduzione.
    "Ho più civetterie" in italiano non si dice, eventualmente "sono più civetta (meglio civettuola, comunque, in questo caso).
    Guglando "ho più civetterie" si trovano due soli risultati, il tuo qui presente e il testo di Mirabeau da un sito strano; cercando invece tra i libri si ottiene:
    civetteria.GIF
     

    Mary49

    Senior Member
    Italian
    Perdonatemi, ma qui non si tratta di autori che inventano. Ci sono dei traduttori che dovrebbero cambiare mestiere... Il termine francese che spesso viene reso con "civetteria" significa anche, secondo il dizionario Larousse, "Desiderio di piacere agli altri / .../ Ricercatezza nel vestire, eleganza". Giustamente il traduttore inglese l'ha reso con "eleganza".
     

    bearded

    Senior Member
    Giustamente il traduttore inglese l'ha reso con "eleganza".
    Allora il mio suggerimento al #6 (femminile eleganza) era comunque giusto.. ;)
    Vorrei far presente che rifarsi agli originali stranieri può anche essere d'aiuto, ma a noi nel forum italiano viene sottoposto un testo italiano, e secondo me è sostanzialmente questo che noi dovremmo commentare ed interpretare.
     

    ohbice

    Senior Member
    ... non so se la signora sia avara ma, certo, non si spreca con la carta da lettere! Io che non sono ricca, ho più civetterie di lei, e scrivo su carta profumata, della bellissima carta, ora rosa, ora celeste...
    Un altro possibile modo di dire la cosa è che io sono più ricercata, più alla moda, più sofisticata.
    E' possibile che la cameriera abbia a lungo lavorato a Parigi, dove le abitudini a certe forme di bonvivre sono (erano) enormemente più sviluppate rispetto a quanto accade (accadeva) nella periferia della Francia.

    Da tutt'altro punto di vista, civetterie sta per vezzi, smancerie, insomma una cosa che sarebbe meglio evitare. Per questo alla fine il giudizio sulla servetta che mi sembra emergere dalle parole dell'autore è che non sia all'altezza della nuova Signora.
     

    zipp404

    Senior Member
    Bilingual English | Español
    @lorenzos

    Grazie per i tuoi consigli che apprezzo. Sto anche leggendo il testo francese di Mirbeau, ma non lo sto confrontando con la traduzione in italiano, sto leggendo entrambi i testi separatamente. Mi interessa leggere romanzi su individui emarginati, forse perché io stesso ho sempre sentito di stare ai margini della società guardandola dall'esterno, per così dire, ma non necessariamente facendone parte. Ma sono d'accordo con te che devo tornare a leggere romanzi scritti in italiano. Una volta finito questo, mi rivolgerò ai miei autori italiani preferiti, Dacia Maraini e Alberto Moravia.
     
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    lorenzos

    Senior Member
    italiano
    Perché pessima letteratura? Mirbeau (non Mirabeau) è stato tradotto in trenta lingue.
    Hai ragione, un giudizio troppo pesante. Mirbeau sì, pensare che credevo di avere corretto :-(
    In letteratura, spesso gli autori non si attengono ai modi dire consolidati e correnti
    Anni addietro fui richiamato da una moderatrice per avere espresso un giudizio estetico e non grammaticale, da allora cerco di astenermene. Come sai, in genere sono di manica larga, ma ciò non mi impedissce di notare che se un autore si inventa "ho più eleganze" non fa una scelta felice. ("E se l'autore sta riportando il monologo interiore di un sempliciotto? E vabbè, allora non è più finita.)
     
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