mi spiace e mi dispiace

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itka

Senior Member
français
Mi potete dire se fate una differenza tra queste due espressioni ?
Quando è che usate "mi spiace" invece di "mi dispiace" ?
E un'altra domanda legata : mi sembra non possibile dire " mi dispiaciono i spinacchi" Ma esiste un verbo per dirlo (al infuori di "non mi piaciono") ?
 
  • irene.acler

    Senior Member
    Italiano
    Mi potete dire se fate una differenza tra queste due espressioni ?
    Quando è che usate "mi spiace" invece di "mi dispiace" ?
    E un'altra domanda legata : mi sembra non possibile dire " mi dispiacciono gli spinaci" Ma esiste un verbo per dirlo (all'infuori di "non mi piacciono") ?
    Io non faccio differenza, le due forme sono identiche nel significato.
    Per quanto riguarda la tua seconda domanda, non penso che si possa dire "mi dispiacciono gli spinaci" (invece potresti dire "non mi dispiacciono gli spinaci", ma il significato è l'opposto).
    Oltre a "non mi piacciono gli spinaci", potresti dire "odio gli spinaci" (non mi vengono in mente altre opzioini al momento).
     

    vikgigio

    Senior Member
    Italian, Italy
    Mi potete dire se fate una differenza tra queste due espressioni ?
    Quando è che usate "mi spiace" invece di "mi dispiace" ?
    E un'altra domanda legata : mi sembra non possibile dire " mi dispiaciono i spinacchi" Ma esiste un verbo per dirlo (al infuori di "non mi piaciono") ?
    Mi spiace e mi dispiace sono esattamente la stessa cosa.
    Mi dispiacciono gli spinaci è corretto, ma antiquato. Pochissime persone userebbero così il verbo 'dispiacere' nella lingua parlata, ma può capitare di trovarlo nel linguaggio letterario. Al contrario, la forma negativa "non mi dispiace" è usata anche nella lingua parlata, spesso eufemisticamente: "non mi dispiace andarci" equivale a dire "mi piacerebbe tantissimo andarci"; "questi spinaci non mi dispiacciono affatto" ovvero "mi piacciono molto".
     

    sabrinita85

    Senior Member
    Italian
    Mi spiace e mi dispiace sono esattamente la stessa cosa.
    Mi dispiacciono gli spinaci è corretto, ma antiquato. Pochissime persone userebbero così il verbo 'dispiacere' nella lingua parlata, ma può capitare di trovarlo nel linguaggio letterario. Al contrario, la forma negativa "non mi dispiace" è usata anche nella lingua parlata, spesso eufemisticamente: "non mi dispiace andarci" equivale a dire "mi piacerebbe tantissimo andarci"; "questi spinaci non mi dispiacciono affatto" ovvero "mi piacciono molto".
    Confermo e sottoscrivo!
     

    itka

    Senior Member
    français
    Grazie a tutti !
    Difatti gli spinaci non mi dispiacciono !:D

    Irene.acler, faccio un'imbroglio con tutti questi c !
    Quanto ce ne sono ?
    spiace, dispiace e poi piacciono... si scrive "piacere", ma perché si radoppia la c ?
     

    Verboso

    Member
    Italiano Italia
    Di solito si raddoppia la c di fronte a dittongo per i nelle forme rizotoniche, ovvere quelle che hanno l'accento sulla radice.
     

    claudine2006

    Senior Member
    Italy Italian
    Oltre a "non mi piacciono gli spinaci", potresti dire "odio gli spinaci" (non mi vengono in mente altre opzioni al momento).
    Un piccolo refuso.

    Grazie a tutti!
    Difatti gli spinaci non mi dispiacciono!:D

    Irene.acler, faccio confusione con tutte queste c !
    Quanto ce ne sono?
    Spiace, dispiace e poi piacciono... si scrive "piacere", ma perché si raddoppia la c?
    :)
     

    Jumpy71

    New Member
    italiano
    Grazie, Claudine.

    Ah, ti sei lasciata scappare un'altro errorino.
    Itka ha scritto "quanto ce ne sono?", ma in realtà si dice "quante ce ne sono?".
    E per completezza d'informazione, anche a Lei è scappato "un'altro" errorino: essendo maschile, niente elisione con l'indeterminativo, quindi niente apostrofo...
     

    Connie Eyeland

    Senior Member
    Italiano
    Ciao, Itka.
    Mi sono permessa di aggiungere correzioni e note (in blu) al testo della tua domanda:);), oltre a quelle già segnalate da Irene:

    Originariamente inviata da itka
    Mi potete dire se fate una c'è (qualche) differenza tra queste due espressioni? Esistono le espressioni "Fare (delle) differenze tra" (sempre e solo plurale) oppure "Fare differenza" (non seguito da "tra"), ma hanno significati diversi da quello che inteso in questa frase; qui ci vuole l'espressione "Esserci (qualche/delle) differenza/e tra" (il "qualche/delle" l'ho messo tra parentesi perchè è opzionale); vedi qui (dizionario) per chiarimenti (dovrebbe essere uguale in francese, credo)

    Quando è che usate "mi spiace" invece di "mi dispiace" ? La forma italiana più corretta è quella che ti ho indicato qui (senza "è che" dopo il "quando"), la forma che avevi scritto tu non è sbagliata, ma è considerata un francesismo; è molto usata colloquialmente in Nord Italia, ma sempre elidendo la -o di "quando" (= "Quand'è che + [verbo] ?")

    E un'altra domanda collegata: mi sembra non sia possibile dire "mi dispiacciono gli spinaci". Ma esiste un verbo per dirlo (all'infuori di "non mi piacciono") ? "Legato" si può usare come sinonimo di "collegato" solo se è seguito da un complemento di termine ("legato a qualcosa"); altrimenti "legato" significa "chiuso con una corda/allacciato" oppure "impacciato" (vedi dizionario), quindi si può dire "Un'altra domanda legata alle precedenti", ma non si può dire "un'altra domanda legata", se dopo non c'è complemento di termine.
    In merito ai verbi "spiacersi" e "dispiacersi", anch'io confermo che sono sinonimi e perlopiù intercambiabili.
    In alcune situazioni però mi pare che non siano perfettamente equilvalenti, cioè percepisco una sfumatura leggermente diversa tra i due; non so se sia uguale a quella già segnalata da Verboso e Arirossa, per cui offro di seguito degli esempi, in modo che ci si possa confrontare:

    Dispiacersi: mi pare abbia una pronuncia più marcata rispetto a "spiacersi", che gli permette di risaltare maggiormente all'interno della frase, per cui è questa variante a venire usata quando il parlante prova sincera partecipazione all'altrui dolore e vuole manifestarlo. Per esempio, se un amico mi comunicasse la morte di un caro zio a cui era molto legato, sentendomi empaticamente coinvolta nel suo dolore, mi verrebbe spontaneo esprimergli partecipazione con frasi come (cerco di trascrivere l'espressione parlata): "...Quanto mi dispiace...! So bene quanto eravate legati!" oppure "...Mi dispiace tantissimo...! Non me l'aspettavo proprio..." (anche se in questo secondo esempio, l'enfasi è più sulla parola "tantissimo" che non su "dispiace").
    Non mi verrebbe da dire "mi spiace" in simili contesti in cui sono realmente e profondamente dispiaciuta.

    Spiacere/spiacersi: Viceversa, in situazioni opposte, quando questo verbo è usato per chiedere una cortesia (primi due esempi sotto) o per scuse formali non sentite (terzo esempio sotto), mi sembra che venga scelto più spesso "spiacere", che essendo più breve e spiccio si adatta meglio al distacco che in realtà si prova verso la situazione. Non c'è qui infatti nessun rincrescimento (o è minimo). Esempi:
    - "Ti spiace se chiudo il finestrino? C'è troppa aria" (= poichè il finestrino chiuso non ti provocherà dolore o danno, non pongo particolare enfasi sul concetto di dispiacere insito nel verbo. Sto semplicemente dicendo "Posso chiudere il finestrino?" in un modo più cortese);

    - "Ti spiacerebbe spostare la macchina (, per favore)? Non riesco a passare" (= poichè mi aspetto che tu faccia ciò che ti sto chiedendo e non vedo come farlo possa provocarti dolore o danno, come sopra sorvolo sul concetto di dispiacere. Sto semplicemente dicendo "Potresti spostare la macchina, per favore?" in un modo più cortese);

    - Una donna raggiunge il supermercato a ridosso dell'orario di chiusura; l'addetto alla sicurezza, che sta chiudendo le porte, la invita a tornare l'indomani. La donna: "Ma io devo fare la spesa! Cosa vi cambia chiudere tra un quarto d'ora?!"
    L'uomo, tagliando corto:"Mi spiace ma non possiamo. Tra cinque minuti entrerà in funzione l'allarme e l'edificio dovrà essere vuoto" (= all'uomo in realtà non dispiace per nulla che il negozio stia per chiudere, anzi è contento di aver quasi finito il proprio turno di lavoro; inoltre la donna gli si è rivolta maleducatamente e con una pretesa assurda, per cui non prova certo reale dispiacere nel non poterla accontentare; usa il "mi spiace" ad inizio frase solo in quanto formula standard con cui chi lavora a contatto col pubblico inizia tutte le risposte di diniego a richieste impossibili o assurde; viene infatti pronunciato velocemente, senza alcuna pausa tra le parole "spiace" e "ma", per la fretta di spostare l'enfasi sul centro del discorso, che è dato da "non + verbo potere").
    Quest'ultimo esempio è l'unico caso in cui il parlante potrebbe usare secondo me anche "mi dispiace" anzichè "mi spiace" (dipende dal suo grado di ipocrisia), mentre nei due precedenti esempi "mi dispiace" non mi suona molto naturale, benché comunque possibile, dato che come detto all'inizio la sfumatura diversa è molto leggera.

    In mezzo ai due casi estremi che ho cercato di esemplificare sopra (ovvero da una parte "dispiacere molto sentito = verbo dispiacersi" e dal'altra "nessuna implicazione di dispiacere = verbo spiacere/spiacersi") ci sono tutti i casi in cui i due verbi sono perfettamente sinonimi e l'uso dell'uno o dell'altro dipende esclusivamente da scelta individuale.
    Come detto in cima, chiedo se queste sono mie sensazioni personali, magari anche influenzate da come queste due varianti sono usate nella mia area, o se qualcun altro percepisce le stesse differenze.
     
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    matoupaschat

    Senior Member
    Français (Belgique)
    Interessante!
    Faccio solo notare che Itka, la cui nonna era italiana, non si è più fatta viva qui da oltre un anno...
    E mi dispiace veramente non avere sue notizie :(.
     
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