The smith

iaiax

Member
italiano
Le frasi:
Christ and the Smith
The smith and the devil.
Contesto:
Queste frasi descrivono situazioni tipiche delle fiabe, i motivi ricorrenti, e fanno parte della classificazione “Aarne-Thompson”.
La definizione “Christ and the Smith” si riferisce alla fiaba “Il fuoco che ringiovanisce” dei fratelli Grimm.
In questa fiaba uno dei personaggi è un fabbro, gli altri sono Cristo e S. Pietro.
La seconda fiaba, sempre dei fratelli Grimm, è “Il giocatutto” ed è classificata con “The smith and the devil”.
Il protagonista qui non è un fabbro, ma un giocatore d’azzardo che finisce all’inferno, gioca con Lucifero e gli vince tutti i diavoli malandati che c’erano là (quelli in salute avevano da fare nel mondo) e tenta di portarli in paradiso.
Domanda:
The Smith nella prima storia potrebbe semplicemente essere “il fabbro”, ma nella seconda no.
Potrebbe allora significare “uomo qualunque” in contrapposizione agli altri personaggi? (Gesù, S. Pietro, i diavoli?)
Grazie
Iaia
 
  • lingogal

    Senior Member
    U.S. English
    These may be the definitions of "smith" that you are looking for.

    smith play_w("S0495500") (sm
    th)n.1. A metalworker, especially one who works metal when it is hot and malleable. Often used in combination: a silversmith; a goldsmith.
    2. A blacksmith.
    3. One who makes or works at something specified. Often used in combination: a locksmith; a wordsmith.
     

    iaiax

    Member
    italiano
    Grazie, per avermi risposto. Purtroppo non spiega la classificazione della seconda fiaba.
    Iaia
    p.s. non riesco ad usare il link.
     

    _forumuser_

    Senior Member
    Italian
    Lo Aarne Thompson non e' tradotto in italiano? Allora ci sono diversi modi di procedere. Uno e' guardare alla categoria superiore delle sottosezioni che menzioni. Cosa dice? L'altra e' cercare il termine originale finlandese e tradurre quello, magari chiedendo sul forum di lingue nordiche. Senza fare nessuna di queste cose io suggerirei: l'uomo intraprendente, il furbo, l'uomo di mille risorse, il giocatore scaltro. Se non ricordo male, nelle fiabe italiane si usa un sostantivo piu' l'aggettivo furbo o scaltro: il contadino furbo, ecc.

    Prova anche una ricerca su google con il numero del tipo (AT ???) piu' qualche parola italiana.

    Aggiunta: mi e' venuta in mente la parola magica. L'artigiano. Smith e' la vecchia parola inglese per craftsman, quello che crea, che e' crafty (abile, di mille risorse). Vedi se ti va bene.
     

    iaiax

    Member
    italiano
    In italiano non l'ho trovato.
    Dev'essere così, le sue mille risorse gli consentono di battere al gioco anche il diavolo.
    Grazie
    Iaia
     

    StefanoRrgg

    New Member
    italiano
    Il problema in senso buono è perchè Smith significhi fabbro. In sardo la parola "fabbro" è detta "ferriere": "ironer". Volendo riprendere steel ed in qualche modo avvicinandolo a Smith non troviamo la base, il legame, sarebbe dovuto essere "steeler". Verosimilmente "acciajo" deriva da "edge". Il verbo italiano fare, sebbene sia equivalente a "to make" contiene la parola ferro: iron. Fabbricare in italiano vuole dire anche "ironing". Make invece dovrebbe ricomprendre la parola "mano" (hand). Le parole come "fabbricare" avrebbero spunto nella parola "ferro" (iron). Invertendo il discorso un verbo come "to manage" in italiano ha un senso lineare di "handling". I verbi come "fabbricare" partono da "iron" ed invece di "to make" dovevano essere alla lettera "to iron" ed invece "to make" parte da "hand" oppure da "machine" in inglese. Vista l'esistenza in sardo del verbo "fay" (fare) si potrebbe rovesciare il discorso: la parola più antica è fare (to make: macchinare, costruire artefatti con le mani) e la parola italiana "ferro" è un derivato, significa già "prodotto","fatto".
    Il passaggio da ferro (iron) a fabbro (ironer) è in italiano relativamente agevole. E' possibile che "iron" riprenda l'italiano "fare". In questo senso l'inglese "factory" fa parte di questo gruppo italiano: fabbro, ferro, fare. Aggiungo le parole sarde ferru-forru che sono iron-oven. Mentre il "rame" è una parola specifica per il metallo il ferro potrebbe essere semplicimente "fatto", "costruito", "creato".
    Il passaggio da iron ad ironer e dunque Smith è arduo. Perchè mai smith significa ironer.
    E naturalmente io ho fatto questo discorso per aprire un dubbio: cosa significava davvero Smith? Non la traduzione, bensì l'etimologia, l'origine della parola. Perchè è tipica, qui sta l'interesse.
    In senso moderno lo avviciniamo a "fabbro". Manca un qualsiasi legame tra Smith e fare, make, iron, hand, fabbricare. Il discorso Smith=fabbro è basato sulla esperienza. Non sappiamo cosa vuol dire smith, la radice della parola.

    La differenza tra ortolano ed artigiano? L'affinità tra orto e yarda?
    Ed invece qui l'alterità tra Smith e yard, la distanza tra queste parole.
    Mi spiego meglio. "Arte" arriva in Italia dal greco. Però i Greci non facevano distinzione tra artisti ed artigiani. Il pittore dipingeva a pagamento per un ricco, come l'imbinchino. La parola "artigiano" per distinguerla da "artista" è piuttosto recente. E però la civiltà greca era piuttosto raffinata, decorativa. Se pensiamo all'Inghilterra del 2000 avanti Cristo la parola "artigiano" o anche la precedente "artista" è difficilmente applicabile. Alcune parole come "yard" potevano già esistere e qui "artigiano" sarebbe forse "ortolano". Così troviamo cognomi in Italia Ortu, Ortolani, Ferro, Fabbri ma non Artigiani. La parola è più moderna. Qui valutiamo factory-fattoria in questo senso, l'orto come fabbrica, un luogo dove "fare", un artigianato sebbene all'epoca non c'era il concetto di artigianato e dunque "fare" poteva essere agricoltura oppure metallurgia o qualche elementare sartoria.
    Una possibile suggestione per Smith è mitza, che in sardo significa sorgente. Viene normalmente impiegata per l'acqua minerale, mitza= sorgente di acqua minerale. Esiste una parola "minda" che è la sorgente dei funghi. Si potrebbe però ipotizzare la parola "minerale" come collegata o affine. "Mine"= sorgente, in senso ampio, mitza. Smith= ex mitza= estrattore, minatore. E' un'idea.
    Ortzu= orzo. Ortolano = contadino= orth.
    La parola "cereale" in sardo riecheggia "cerexia" (ciliegia). Il grano è moderno. I cereali sono moderni, e l'orzo è il primo dei cereali. La parola "cereale" è partita da "ciliegia" e dal culto di Cerere ed oggi ha un senso inverso, da frutta a cereale. Leggiamo in questo senso la birra "cerveza" ed i vini ottenuti dalla ciliegia dell'area portoghese. Peraltro il concetto italiano di amarena e di vini da amarena riprende questo concetto di Cerere sebbene il nome qui è diverso, amarena e cioè un tipo di ciliegia. Sarà forse ciliegia portoghese ed amarena ad Est dell'Italia. Il cognome Ortu è antico ed è uno dei primi mestieri, e riprende cereale, panificazione, agricoltore. Bisognerebbe meglio dire che in sardo farina (flour) si dice "farra" e la parola, anche in italiano moderno viene probabilmente da farro (emmer o spelt). La parola sarda per farina di grano è "scetti", e qui la probabile etimologia è "aceto" e cioè la lievitazione (in sardo "ajedai" e cioè acetare). Così bisogna pensare che l'orzo non era per la farina ma per le zuppe di ortaggi, però tutte le parole vengono da qui e dunque bisogna valutare l'orzo come l'ortaggio principale nella antichità anche senza panificazione. Quando non c'era ancora il pane mangiavano zuppa d'orzo, l'ipotesi è questa. L'orzo è il primo cereale ma non la prima farina. Ora sembra strano ma è la norma per il riso in Oriente. Dobbiamo immaginare il "pane quotidiano" primitivo così, orzo usato come il riso in Oriente. E qui riprendiamo una analogia farro-ferro, riprendono il verbo "fare". Orthu è il coltivatore di orzo e Smith il minatore. I primi mestieri, i più antichi in Europa. Artigiani o produttori in linguaggio moderno. Produttori riprende l'idea di "fare" e di vendere il risultato, mettendo da parte la specializzazione moderna dei mestieri.
    Invece "stain" in sardo significa "stagno", ad esempio lo stagno di Oristano: "stainu", tralascio qui la nasale per semplicità. "steel" è forse "stiddiu", goccia o stilla in italiano. Un modo diverso per dire "ghisa" in senso di fusione, colatura.
    Un'idea, una proposta.
     
    Last edited:

    Mary49

    Senior Member
    Italian
    The Smith and the Devil - Wikipedia
    "The Smith and the Devil is a European fairy tale. The story is of a smith who makes a pact with a malevolent being—commonly the Devil (in later times), Death or a genie—selling his soul for some power, then tricks the devil out of his prize. In one version, the smith gains the power to weld any material, he then uses this power to stick the devil to an immovable object, allowing the smith to renege on the bargain.[1]
    The tale was collected by the Brothers Grimm in their Children's and Household Tales (published in two volumes in 1812 and 1815), although they removed it in editions of 1822 and later, substituting "Brother Lustig" and relegating references to it to the notes for "Gambling Hansel", a very similar tale".
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    Disability, Deformity, and Disease in the Grimms' Fairy Tales

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