Trovarsi ad essere

dejudicibus

Senior Member
Italian (Italy)
Come tradurreste "trovarsi ad essere", come nei seguenti contesti:

"In seguito alla caduta dell'Unione Sovietica gli USA si trovarono ad essere per un po' l'unica grande potenza del globo, contrastata a quel punto solo dalla Cina"

Because of the fall of the Soviet Union, USA found themselves for some time the only Great Power in the world, challenged only by China, at that point.

«Mi sono trovato ad essere il suo unico punto di riferimento»

I found myself her only point of reference»
 
  • rrose17

    Senior Member
    Canada, English
    I think you need to include "to be" as in
    After the fall of the Soviet Union, the Americans found themselves/the U.S. found itself to be the world's only super power, with only China posing any challenge at that point.
    In your second example I'd say
    I found myself to be her only point of reference.

    Also
    I found (that) I was her only point of reference.
     
    Last edited:

    dôghen

    Senior Member
    italiano
    Come tradurreste "trovarsi ad essere", come nei seguenti contesti:

    "In seguito alla caduta dell'Unione Sovietica gli USA si trovarono ad essere per un po' l'unica grande potenza del globo, contrastata a quel punto solo dalla Cina"

    Because of the fall of the Soviet Union, USA found themselves for some time the only Great Power in the world, challenged only by China, at that point.

    «Mi sono trovato ad essere il suo unico punto di riferimento»

    I found myself her only point of reference»

    Ciao dejudicibus
    la mia impressione è che spesso le perifrasi verbali italiane siano esclusivamente un mezzo stilistico.

    "Trovarsi ad essere" così come "venirsi a trovare" e altre di questo tipo si possono tranquillamente "semplificare" in inglese proprio perché quest'ultima lingua, meno nominalizzata e più verbale, non ne ha bisogno.

    "after the fall of the Soviet Union, the USA "was" (or "happened to be") the world's..." etc.
    così pure, secondo me, il secondo esempio: "I was her only point..." etc o forse I happened to be etc.

    rrose 17 è una madrelingua, quindi senz'altro più adatta a spiegarlo ma soluzioni che impieghino il verbo "to find" a me sembra che suonino troppo "tradotte", probabilmente se fossero scritte direttamente in inglese non verrebbero usate.
     

    rrose17

    Senior Member
    Canada, English
    Ciao Doghen, I agree that trovarsi is often translated with something simpler in English but trovarsi ad essere here makes sense to leave it with find oneself to be, in my opinion. If you were to say "I happened to be..." this sounds like it's by chance or coincidence which starts to stray from the original meaning. More colloquially you could use "to end up" as in ...the U.S. ended up being the world's only super power... or "I ended up being her only point of reference." If you were to say simply "I was her only..." this loses the idea that there was a process involved and that probably better parallels "ero il solo..." or "Sono stato il solo..."
     

    Tegs

    Mód ar líne
    English (Ireland)
    soluzioni che impieghino il verbo "to find" a me sembra che suonino troppo "tradotte", probabilmente se fossero scritte direttamente in inglese non verrebbero usate.

    Non è il caso :) Io per tradurre queste frase userei "find" come ha fatto Rrose - non suona strano in inglese.
     

    dôghen

    Senior Member
    italiano
    Sì, senz'altro.

    Il mio problema, da italofono, è che tendo ad evitare il più possibile sintassi troppo calcate sull'italiano, in traduzione, proprio per evitare l'eccesso opposto... Una specie di tendenza al "play safe" che forse rende le mie versioni inglesi un po' troppo semplificate...
    Ma è un male necessario, per me, o comunque il male minore. Pensate ai guai che si possono combinare con perifrasi come, appunto, "venirsi a trovare" o con le numerose sinonimie perifrastiche che si usano in italiano.

    Io, confesso, ci vado coi piedi di piombo.:)
     

    dejudicibus

    Senior Member
    Italian (Italy)
    Capisco.. in effetti da scrittore mi trovo spesso ad usare soluzioni stilistiche che hanno una loro ragione d'essere in italiano ma che spesso non trovano equivalente in inglese. Purtroppo la semplificazione di cui parli può andare bene per un articolo giornalistico ma l'inglese dei romanzi è più sofisticato di quello che siamo abituati a leggere sui giornali, almeno quanto se non di più dell'italiano, e mi piacerebbe poter rendere lo stesso "flavour" anche in questa lingua. Solo che spesso non so come fare... :(

    Ciao Doghen, I agree that trovarsi is often translated with something simpler in English but trovarsi ad essere here makes sense to leave it with find oneself to be, in my opinion. If you were to say "I happened to be..." this sounds like it's by chance or coincidence which starts to stray from the original meaning. More colloquially you could use "to end up" as in ...the U.S. ended up being the world's only super power... or "I ended up being her only point of reference." If you were to say simply "I was her only..." this loses the idea that there was a process involved and that probably better parallels "ero il solo..." or "Sono stato il solo..."

    THANK YOU. I agree with you analysis: that is in fact the message I wished to send to my readers.

    Sì, senz'altro.

    Il mio problema, da italofono, è che tendo ad evitare il più possibile sintassi troppo calcate sull'italiano, in traduzione, proprio per evitare l'eccesso opposto... Una specie di tendenza al "play safe" che forse rende le mie versioni inglesi un po' troppo semplificate...
    Ma è un male necessario, per me, o comunque il male minore. Pensate ai guai che si possono combinare con perifrasi come, appunto, "venirsi a trovare" o con le numerose sinonimie perifrastiche che si usano in italiano.

    Io, confesso, ci vado coi piedi di piombo.:)

    Beh, venirsi a trovare è diverso da essere. ESSERE stabilisce un dato di fatto, mentre VENIRSI A TROVARE implica che il soggetto scopre forse anche con una certa sorpresa o comunque attraverso un processo fuori dal suo controllo, di trovarsi in quel determinato stato.

    Pensa a «Dopo il divorzio mi ritrovai solo.» Non si limita solo ad esprimere un fatto, ovvero quello di essere passato dallo stato di coniugato a quello di single, ma suggerisce al lettore un senso di perdita, probabilmente non compreso inizialmente, che colpisce il soggetto. Chi scrive per mestiere sfrutta moltissimo queste sottigliezze che in genere i giornalisti evitano perché obbligati a restare all'interno di un numero di battute predefinite, dato che in genere questi meccanismi lessicali tendono ad allungare le frasi.

    Comunque è davvero difficile per chi è abituato ad avere nella propria lingua un elevato controllo di certi meccanismi, tentare di replicarli in una lingua diversa dalla sua, anche se la parla da anni. Ci si sente come in seconda elementare :)
     
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    dôghen

    Senior Member
    italiano
    Beh, venirsi a trovare è diverso da essere. ESSERE stabilisce un dato di fatto, mentre VENIRSI A TROVARE implica che il soggetto scopre forse anche con una certa sorpresa o comunque attraverso un processo fuori dal suo controllo, di trovarsi in quel determinato stato.

    Pensa a «Dopo il divorzio mi ritrovai solo.» Non si limita solo ad esprimere un fatto, ovvero quello di essere passato dallo stato di coniugato a quello di single, ma suggerisce al lettore un senso di perdita, probabilmente non compreso inizialmente, che colpisce il soggetto. Chi scrive per mestiere sfrutta moltissimo queste sottigliezze che in genere i giornalisti evitano perché obbligati a restare all'interno di un numero di battute predefinite, dato che in genere questi meccanismi lessicali tendono ad allungare le frasi.

    Sono d'accordo col tuo saggio discorso, naturalmente. Il fatto è che probabilmente io tendo a ragionare più da interprete/traduttore e quindi a privilegiare una corretta resa grammaticale e uno "stile" che sia compatibile con l'organizzazione frastica della lingua di arrivo (o con quello che so di essa....) piuttosto che la salvaguardia di molte sfumature del testo di partenza.
    Ma bene hai fatto a puntualizzare che anch'esse vanno comunicate, almeno quando possibile.
    Quello che io tentavo goffamente di dire ieri, una giornata in cui guarda caso il problema si è riproposto più volte su questo forum, è che l'italiano, così fortemente nominalizzato e ricco di perifrasi quasi "obbligatorie", non può che essere "semplificato" dal punto di vista dell'organizzazione verbale e frastica, per essere tradotto in inglese, col rischio sì di perdere alcune implicature, ma con il conforto almeno di non ritrovarsi a scrivere in...:)cinese.
    Ciao
     

    dejudicibus

    Senior Member
    Italian (Italy)
    Capisco perfettamente. In effetti, dovendo tradurre un manuale o un saggio, probabilmente anch'io opterei per un allineamento più pratico alla semplicità verbale della lingua inglese. Tuttavia mi è capitato di leggere romanzi in inglese e ho scoperto che questa lingua sa essere tutt'altro che semplice e spesso è densa di sfumature. Quindi, quando traduco un testo che ho scritto, a meno che non sia tecnico, cerco sempre di trasmettere anche le sfumature che vi avevo inglobato, solo che, non essendo così esperto di questa lingua, mi sento spesso come uno scolaretto di seconda elementare. :)
     
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