trovarsi una ragazza

< Previous | Next >

samotfrt

Member
Português-Portugal
salve,
in questa situazione:
Una ragazza ha fatto, con entusiasmo, um paio di domande a un anziano su la città dove lui viveva, l'anziano, rivolgendosi al ragazzo che era con lei, ha detto "ti sei trovato una ragazza vivace" al che il ragazzo risponde "mica è mia ragazza" (o qualcosa di simile)

nella frase "ti sei trovato una ragazza vivace" il pronome riflessivo è pleonastico oppure no? Non so se è un altro uso del verbo trovarsi o soltanto una di quelle volte in cui voi aggiungete il pronome riflessivo senza che ce ne sia bisogno, del genere "ti prendi un cafe?" o "oggi mi guardo un film"
 
Last edited:
  • zipp404

    Senior Member
    Bilingual English | Español
    Ti sei trovato una ragazza vivace.

    Per me quel «ti» è un dativo (complemento indiretto) etico.

    Dalla Treccani:

    «Quando sono coinvolti i pronomi di seconda e quinta persona ti e vi, il dativo etico è dovuto alla volontà di coinvolgere gli interlocutori, che vengono resi partecipi dell’azione come se vi stessero contribuendo in modo attivo (Serianni 1988: 85):

    (5) ed ecco che ti salta fuori Giovanni

    (6) vi si è di nuovo rotta la macchina o avete trovato una nuova scusa?»


    Se la frase «Ti sei trovato una ragazza vivace.» viene convertita come segue

    «Hai trovato una ragazza vivace per te.»,

    quel «ti» o quel «per te» potrebbe anche essere definito come un dativo di vantaggio ?
     
    Last edited:

    Armodio

    Member
    Italiano
    Meglio. Il dativo etico è esclusivamente rappresentato da una particella pronominale atona (un clitico) ed esprime partecipazione affettiva, enfatizzazione, volontà di coinvolgimento.

    Il complemento di vantaggio (o benefattivo) indica il referente a favore, a vantaggio, appunto, del quale va ciò che è espresso dal verbo.
    Esempio:
    Che mi combini? è diverso da
    Che mi stai cucinando?

    Postilla: anche se, col semplice clitico pronominale, sarebbe sempre bene parafrasare per disambiguare. Il contesto e la pragmatica lo fanno automaticamente.
     

    samotfrt

    Member
    Português-Portugal
    ok grazie, ma Il dativo etico si può fare a meno, mentre il complemento di vantaggio no, giusto?
     

    Starless74

    Senior Member
    Italiano
    del dativo etico si può fare a meno, mentre del complemento di vantaggio no, giusto?
    Diciamo che il vantaggio ha un rapporto ben preciso con il predicato: l'azione è espressamente descritta come a vantaggio di qualcuno.
    Il dativo etico invece di per sé non aggiunge nulla al significato complessivo della frase.

    Edit - In altre parole, come ha già detto Armodio:
    - se dico: "Ho trovato una macchina usata a mio figlio" (vantaggio), è evidente che intendo specificare per chi è la macchina;
    - se dico: "Mio figlio mi ha preso un brutto voto a scuola" (dat. etico) voglio enfatizzare che mi ha dato un dispiacere, ma la frase avrebbe lo stesso significato anche senza il "mi". :)
     
    Last edited:

    bearded

    Senior Member
    Ancora una piccola e pedantesca osservazione: togliendo il dativo etico, nella frase proposta cambierebbe il verbo ausiliare, cioè
    ti sei trovato una ragazza vivace diventerebbe hai trovato una ragazza vivace.
    Col dativo etico, qui viene usato l'ausiliare essere come se 'ti sei trovato' fosse riflessivo. In parecchie altre lingue rimarrebbe il verbo avere.
     

    Armodio

    Member
    Italiano
    Certamente. Diciamo che il dativo etico è più "dell'animo", mentre il dativo benefattivo (o "di (s)vantaggio/di interesse/intensivo/mediale) è un argomento necessario, senza il quale il messaggio che voglio comunicare rimarrebbe incompleto.
    Ovviamente, andrebbero differenziati i singoli casi in cui compare la particella pronominale, che vanno dal semplice "complemento indiretto/di termine", al riflessivo puro, al dativo etico.
    Mi ha regalato un libro
    Mi lavo
    Mi lavo le mani
    Mi mangio un panino
    Mi arrabbio/mi vergogno
    Che mi combini? (etico)

    Solo quest'ultimo è prettamente etico.
     

    Armodio

    Member
    Italiano
    Solo per chiarezza, vorrei far notare la distinzione che si può fare tra un riflessivo indiretto con uso intensivo-espressivo (il tipo mi mangio un panino/mi guardo la finale) e il dativo etico (che mi combini?!/Che ti inventa Andrea?/Ed ecco che ti sbuca fuori Andrea).
    Nel primo, soggetto e pronome riflessivo sono coreferenti ossia coincidono, anche se la particella pronominale non indica più il termine o il beneficiario (o "vantaggio", che dir si voglia), ma solo un maggior coinvolgimento e partecipazione emotiva. In pratica, da beneficiario il soggetto diventa esperiente.

    Stessa cosa nel dativo etico (coinvolgimento, enfatizzazione, affetto), ma in tal caso soggetto e pronome non sono coreferenti.

    Potremmo definire il primo dativo "patetico", il secondo "simpatetico".
     

    Armodio

    Member
    Italiano
    Appunto li ho virgolettati come definizioni soggettive, partendo dalla seconda, che è già etichettata.
    In effetti, il primo è un "pathos" tutto personale, il secondo è un "sym-pathos". :)
     

    lorenzos

    Senior Member
    italiano
    Scusate la mia ignoranza, che differenza c'è tra i mi di: mi son trovato una ragazza e mi son trovato bene?
    Grazie.
     

    bearded

    Senior Member
    @ lorenzos
    la principale differenza è che il primo 'mi' è un dativo (ho trovato a me/per me: vantaggio) e l'altro 'mi' è un accusativo (ho trovato me stesso bene).
    Il secondo 'mi è pronominale / riflessivo.
     
    Last edited:
    < Previous | Next >
    Top