Umile e umìle

Aidone

Senior Member
U.S. English/Brooklyn
Come si pronuncia umile in Paradiso 33, 2 “umile e alta più che creatura”?

Secondo Treccani: ùmile (poet. ant. umìle).

Nella Vita Nuova 26:
La vista sua fa onne cosa umile
La /vi/sta /sua/ fa on/ne /co/sa u/mi/le

A causa della regola del endecasillabo, in questa riga umile deve avere l’accento sulla penultima sillaba, cioè umìle.

In Canzoniere 112
Qui tutta humile, et qui la vidi altera
Qui /tut/ta hu/mi/le, et /qui /la /vi/di al/ter/a

In Canzoniere 265
in dolce, humile, angelica figura,
in / dol/ce, hu/mi/le, an/ge/li/ca /fi/gur/a,

A causa della regola del endecasillabo, umile deve avere l’accento sulla quarta sillaba, cioè umìle.

La mia domanda è sulla riga Paradiso 33, 2:
«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio

L’accento è sulla prima sillaba in Vergine e in termine.
Dove dobbiamo mettere l’accento nella seconda riga?
Certamente possiamo dire che un accento sulla prima sillaba in tutt’e tre sia tradizionale e che si accordi fra loro.
Possiamo anche dire (e dico io) che il suono è più dolce e meno forzato con l’accento sulla seconda sillaba.

Commenti?
 
  • Nella Vita Nuova 26:
    La vista sua fa onne cosa umile
    La /vi/sta /sua/ fa on/ne /co/sa u/mi/le
    A causa della regola del endecasillabo, in questa riga umile deve avere l’accento sulla penultima sillaba, cioè umìle
    È probabile che in origine si pronunciasse umìle, dato che in italiano antico e in particolar modo nel linguaggio poetico, umile veniva considerato una parola piana.
    Al giorno d'oggi, tuttavia, credo nessuno lo pronunci così.
    ùmile in Vocabolario - Treccani
     
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    Aidone

    Senior Member
    U.S. English/Brooklyn
    Olaszinhok,
    Grazie per la risposta. È stata utile. Ha detto: "in italiano antico e in particolar modo nel linguaggio poetico, umile veniva considerato una parola piana." Ha un citazione o più informazione sul questo punto?
     

    Mary49

    Senior Member
    Italian
    È probabile che in origine si pronunciasse umìle, dato che in italiano antico e in particolar modo nel linguaggio poetico, umile veniva considerato una parola piana.
    Il Treccani dice " ùmile (poet. ant. umìle)", cioè in linguaggio poetico antico, non in italiano antico.
     
    Grazie per la risposta. È stata utile. Ha detto: "in italiano antico e in particolar modo nel linguaggio poetico, umile veniva considerato una parola piana." Ha un citazione o più informazione sul questo punto
    No, mi spiace. Tuttavia, anche qui viene riportato che in poesia, umile potesse pronunciarsi come parola piana. Non è affatto peregrino che nei suoi esempi, in origine, si pronunciasse umìle. La mia è soltanto una supposizione, comunque.

    Ricerca | Garzanti Linguistica
    Questo mi pare invece interessante, immagino (spero) che possa rispondere alla sua domanda. Fra l'altro, viene proprio citato l'esempio di umile:
    dïàstole in Vocabolario - Treccani
    b. Nella metrica italiana, spostamento, per ragioni ritmiche, dell’accento di una parola, normalmente sdrucciola, sulla penultima sillaba (per es., Ettòrre, umìle, penètra, invece di Èttore, ùmile, pènetra).
     
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    A User

    Senior Member
    Italiano
    Dante, Inf. 1. Di quell'umile Italia fia salute
    Dante, Par. 6. Romeo, persona umíle e peregrina. (penultima)
    Dante, Par. 33. umile e alta più che creatura
     

    Aidone

    Senior Member
    U.S. English/Brooklyn
    Grazie A User,

    "Di quell'umile Italia fia salute"
    Di /quell'/u/mi/le I/ta/lia /fia/ sa/lu/te
    Qui l'accento deve essere sulla quarta sillaba, cioè umìle.
    Ma lei non è d'accordo qui? Ha scritto "umile" e non "umìle". In tal caso l'accento cade sulla terza sillaba,
    A causa della regola del endecasillabo, l’accento deve essere sulla quarta sillaba.

    "Romeo, persona umíle e peregrina"
    Ro/meo, /per/so/na u/mi/le e /pe/re/gri/na
    Qui di solito l'accento sia sulla sesta sillaba, cioè umìle. È così ha scritto.

    "umile e alta più che creatura"
    Ma qui lei si crede che dobbiamo leggere "umile" e non "umìle". Ha una spiegazione?
    Dante si usa la pronuncia umìle spesso. Mi chiedo perché lui abbia cambiato abitudine in questa riga?
     

    Starless74

    Senior Member
    Italiano
    A causa della regola del endecasillabo, l’accento deve essere sulla quarta sillaba.
    Non sempre. A volte Dante lo fa cadere sulla terza:

    esta selva selvaggia e aspra e forte
    Oppure:
    che nel lago del cor m'era durata

    ...per citarne due a caso.
     
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    A User

    Senior Member
    Italiano
    Ha una spiegazione?
    No.
    Le posso assicurare che anche Petrarca o Ariosto pronunciavano umile, perciò i casi i cui ricorre umìle sono sporadici.
    Vedi Tommaseo Online - Ricerca voci (digitare umile).
    Le voglio far notare, inoltre, che, in latino, al contrario dell’italiano, la parola Italia (come Sicilia) è quadrisillaba: I-ta-li-a.
    Nel caso di Paradiso 33, 2, tutti i primi quattro versi, in rima, hanno l’accento che cade sulla prima sillaba dell’endecasllabo. (Vèrgine, ùmile, tèrmine, tù).
    Ritengo irrilevante, da parte mia, aggiungere anche valutazioni personali, che richiederebbero fresche competenze specialistiche, e perciò mi limito a descrivere ciò che osservo.
     
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    Armodio

    Senior Member
    Italiano
    Gli accenti nell'endecasillabo possono cadere un po' ovunque. A parte il fisso in decima sillaba.
    La forma piana umìle è prettamente poetica. È un usitatissimo espediente metrico.
     
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